I venture capitalist crypto diventano più conservativi secondo un dirigente

I capitali di rischio nel settore delle criptovalute stanno riducendo la loro propensione al rischio, evitando di inseguire mode passeggere e adottando una visione più critica sulle decisioni di investimento, come sottolineato da Sylvia To, direttrice di Bullish Capital Management.

Sylvia To ha spiegato durante un’intervista a Token2049 a Singapore:

“Ora i venture capitalist sono decisamente più cauti. Non si tratta più solo di cavalcare una narrazione. In passato si poteva scommettere anche su un altro layer 1 dicendo ‘Ecco, un nuovo Ethereum killer’.”

Ha aggiunto che in seguito si sono sviluppate numerose nuove blockchain, frammentando il mercato e distribuendo molti fondi verso layer 1 emergenti e infrastrutture, una strategia rivelatasi ormai insostenibile.

L’interrogativo centrale che pone è: “Chi sta effettivamente utilizzando queste infrastrutture?”

Secondo To, si è entrati in una fase in cui non è più possibile scommettere semplicemente su idee o narrazioni nuove, ma gli investimenti richiedono un’analisi molto più rigorosa.

Le domande fondamentali che emergono sono: quante transazioni vengono effettivamente effettuate? C’è sufficiente volume su queste blockchain per giustificare i finanziamenti raccolti?

To ha osservato che nel 2025 molti progetti hanno raccolto capitali a valutazioni gonfiate e spesso non giustificate, basandosi pesantemente su previsioni di flussi di cassa futuri.

La stessa ha definito l’anno come “lento”, nel quale le entrate potenziali e il portafoglio ordini non sono stati ancora consolidati.

Durante la settimana conclusasi il 29 settembre, diciotto progetti crypto hanno raccolto collettivamente 312 milioni di dollari.

Calano i finanziamenti alle startup crypto nel secondo trimestre 2025

Eva Oberholzer, chief investment officer della società di venture capital Ajna Capital, ha recentemente espresso una visione simile a quella di To, affermando che i fondi di investimento ora selezionano con maggiore attenzione i progetti crypto, in risposta alla maturazione del mercato.

Eva Oberholzer ha dichiarato:

“Oggi il focus è su modelli di ricavo prevedibili, dipendenza da investimenti istituzionali e un’adozione irreversibile.”

Secondo l’ultimo rapporto di Galaxy Research, le startup nel campo delle criptovalute e della blockchain hanno raccolto complessivamente 1,97 miliardi di dollari in 378 operazioni nel secondo trimestre del 2025, con una diminuzione del 59% nei finanziamenti e del 15% nel numero di operazioni rispetto al trimestre precedente.

In totale, l’investimento di venture capital nel settore crypto nei tre mesi terminati a giugno ha raggiunto i 10,03 miliardi di dollari.

Tra i protagonisti, Strive Funds, un gestore patrimoniale fondato dall’imprenditore e politico americano Vivek Ramaswamy, ha raccolto 750 milioni di dollari a maggio con l’obiettivo di sviluppare strategie “alpha-generating” attraverso acquisti legati a Bitcoin.

Il contesto attuale e le prospettive future

Il trend che emerge da queste analisi riflette un momento di consolidamento per il settore, dove la fase di entusiasmo e sperimentazioni estreme lascia spazio a investimenti più prudenti e sostenibili.

Le società di venture capital e gli investitori professionali stanno cercando segnali concreti di adozione e di flussi finanziari reali prima di impegnare capitale, in linea con una maturazione globale del mercato delle criptovalute e della tecnologia blockchain.

Questa tendenza implica che i progetti più solidi e con modelli di business chiari avranno maggiori possibilità di attrarre investimenti qualificati nei prossimi anni, riducendo così la frammentazione e la volatilità del settore nel lungo termine.