Atitech a Olbia il nuovo polo per la manutenzione di jet privati
- 4 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
La sfida è significativa e nasce da un investimento di 16 milioni di euro, con un piano che prevede 330 assunzioni e un fatturato stimato di 60 milioni di euro. Al centro di questo progetto vi è il nuovo Polo di Business Aviation di Atitech, un centro d’eccellenza dedicato alla manutenzione dei jet privati situato a Olbia. Questo polo rappresenta la sede sarda della più grande azienda di Mro (Maintenance, Repair and Overhaul) indipendente nel mercato Emea (Europa, Medio Oriente e Africa), il cui quartier generale si trova all’aeroporto di Napoli-Capodichino.
L’attuale hub di Atitech a Olbia, presentato durante l’evento “Where Sky Meets Sea”, conta circa cinquanta dipendenti provenienti dal comparto Air Italy e Meridiana. Un vero e proprio “capitale di competenze” che, come sottolineato dal presidente di Atitech, Gianni Lettieri, ha trovato una nuova casa nello stabilimento di 12.000 metri quadri nel nord-est della Sardegna.
Gianni Lettieri ha dichiarato:
«Per noi questa sfida è di grande rilievo e impegno, e rappresenta l’evoluzione di un percorso avviato con Atitech. Ricordo che siamo partiti da un’impresa con un solo aereo nell’hangar, e oggi operiamo a livello globale.»
Il progetto rappresenta una sfida sia economica che professionale, poiché «non esiste alcun paese al mondo che possegga competenze ed eccellenze simili alle nostre». L’attenzione è rivolta a un settore con ampio margine di crescita in tutta Italia, destinato a trasportare oltre 8 miliardi di passeggeri a livello globale nei prossimi 20 anni.
Gianni Lettieri ha aggiunto:
«Questo era un settore praticamente scomparso in Italia, e con la compagnia di bandiera sembrava potesse svanire del tutto. Oggi, invece, lavoriamo all’efficienza, con 19 aerei di linea a Napoli e 11 a Fiumicino.»
L’avvio del nuovo hub segna un passo importante per lo sviluppo della società, focalizzato sul rilancio del patrimonio di competenze italiane fondato su talento, specializzazione e innovazione.
Il piano è impostato in modo prudente, ma ambizioso, con la prevista assunzione di fino a 330 persone direttamente e altre 100 nell’indotto entro il 2026. L’investimento ammonta a 16 milioni di euro, con proiezioni di fatturato che dovrebbero passare da 14 milioni nel 2026 a 60 milioni nel 2029.
Gianni Lettieri ha sottolineato:
«Siamo partiti con un modello simile per Atitech e siamo arrivati a raggiungere 180 milioni di euro di fatturato. Non temiamo la concorrenza: siamo gli unici in Italia a offrire questo servizio. Inoltre, con ITA abbiamo un contratto fino al 2032, poi si vedrà.»
Si tratta dunque di un progetto ambizioso ma fondato su dati concreti, che evidenziano una crescita rilevante del settore aereo.
Pierluigi di Palma, presidente dell’Enac, ha spiegato:
«In Italia oggi si contano 230 milioni di passeggeri, mentre a livello mondiale siamo a 4 miliardi. Il numero crescerà fino a superare gli 8 miliardi nei prossimi vent’anni. Chi investe in questo settore oggi è destinato a ottenere significativi guadagni.»
Questi numeri rappresentano la base per un percorso che apre a nuovi scenari e opportunità.
Alessandra Todde, presidente della Regione, ha dichiarato:
«Seguo Atitech da tempo e oggi è fondamentale essere qui perché un investimento si trasforma in realtà. Da ingegnere posso affermare che questo settore apre nuove prospettive e possibilità di sviluppo.»
Il significativo passo avanti rappresenta un’opportunità non solo per la Sardegna, come sottolineato nel messaggio del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso.
Adolfo Urso ha scritto:
«Olbia, grazie al nuovo hub Atitech Costa Smeralda MRO situato nell’aeroporto locale, ha la possibilità di rafforzare il proprio ruolo e affermarsi come meta d’élite, capace di attrarre clientela internazionale e investimenti strategici. Questa infrastruttura crea un collegamento tra eccellenza tecnica e turismo di alta qualità, diventando un volano per l’economia locale e regionale. Solo potenziando continuamente queste reti con investimenti costanti potremo affermare l’Italia come protagonista nei principali hub internazionali.»