Linee guida IRS limitate nella portata ma notizie positive per le aziende crypto treasury

Una nuova direttiva interna dell’Internal Revenue Service (IRS) ridurrà il carico fiscale sulle aziende che detengono criptovalute e altri asset, sebbene questa misura sia limitata a specifiche categorie di imprese. Nei giorni scorsi, l’IRS ha pubblicato una guida temporanea secondo cui le C Corporation — un particolare tipo di società — con ricavi superiori a un miliardo di dollari non dovranno più pagare tasse sui guadagni in conto capitale non realizzati, nell’ambito della Corporate Alternative Minimum Tax (CAMT). Questa modifica favorisce realtà come Strategy (MSTR) e Mara Holdings (MARA), in virtù dell’ingente quantità di Bitcoin (BTC) che esse detengono nei propri bilanci. Entrambe le aziende hanno confermato che trarranno vantaggio da questa nuova disposizione.

Di conseguenza, grazie alla guida temporanea appena emessa dal Dipartimento del Tesoro e dall’IRS, Strategy non prevede di essere soggetta alla Corporate Alternative Minimum Tax a causa delle plusvalenze non realizzate sulle sue partecipazioni in bitcoin.

Brett Cotler, partner dello studio legale Seward & Kissel, ha spiegato come la misura interessi prevalentemente grandi aziende, comprese quelle che operano come Digital Asset Treasury (DAT). Ha commentato:

«Le criptovalute possono essere estremamente volatili […] un’azienda potrebbe avere un debito fiscale ma non disporre della liquidità necessaria per pagarlo, quindi potrebbe essere costretta a vendere asset per far fronte a questa esigenza. Questa proposta aiuta proprio in questo senso, stabilendo che per tali asset non si deve procedere a una rilevazione fiscale basata sul prezzo di mercato attuale»

e ha aggiunto che la misura supporta non soltanto le aziende DAT, ma anche altre società con attività in criptovalute.

Impatto della Corporate Alternative Minimum Tax

Il regime della Corporate Alternative Minimum Tax si applica a determinati tipi di società, imponendo un’imposta minima sulle imprese di maggiori dimensioni. Tra gli aspetti tassati vi sarebbero stati i valori patrimoniali contabilizzati nel bilancio del Tesoro, secondo Cotler.

Non riguarda soltanto le criptovalute

Secondo Shehan Chandrasekera, responsabile della strategia fiscale presso CoinTracker, le regole non colpiscono solamente gli asset in criptovalute, ma tutte le società con ricavi intorno al miliardo di dollari all’anno. Ha precisato:

«Non è una questione specifica delle criptovalute. Qualsiasi azienda con un fatturato di circa un miliardo di dollari sarà soggetta a questa imposta. Questo riguarda gran parte delle società incluse nell’S&P 500, e non solo. Il riferimento alle criptovalute nasce dal fatto che, se si rivalutano i valori delle crypto, ciò può generare plusvalenze non realizzate»

La guida è temporanea, ma già applicabile, hanno confermato sia Cotler sia Chandrasekera: ciò significa che le aziende possono fare affidamento su questa direttiva per la presentazione delle dichiarazioni fiscali dell’anno prossimo.

Secondo Chandrasekera, le indicazioni dell’IRS di questo tipo tendono solitamente a trasformarsi in regole proposte definitive, per poi essere approvate stabilmente. Anche se la guida pubblicata questa settimana non è ancora definitiva, è indicativa dell’orientamento dell’amministrazione fiscale.

Le imprese non dovranno presentare le dichiarazioni prima di aprile del prossimo anno e avranno facoltà di prorogare la scadenza fino a ottobre, permettendo così all’IRS di completare la formalizzazione di queste disposizioni, malgrado l’attuale blocco delle attività non essenziali da parte dei dipendenti federali.