A Canterbury arriva il primo arcivescovo donna della storia

Dopo più di cinquecento anni dallo scisma promosso dal re Enrico VIII, che sancì la separazione dalla Chiesa di Roma, un nuovo evento segna la storia del cristianesimo anglicano: è stata nominata la prima donna arcivescovo nella storia della Chiesa anglicana, istituita nel 1535. La figura in questione è Sarah Mullally.

Fin dai tempi del sovrano Tudor, la Chiesa inglese è stata sotto la giurisdizione del monarca, ma l’arcivescovo di Canterbury, località nel Kent sede della principale cattedrale del Paese, ha rappresentato il capo spirituale equivalente al ruolo del Papa per i cattolici. La selezione del nuovo “pontefice” britannico è durata quasi un anno, un processo lungo e controverso che ha suscitato dibattiti e perplessità.

Un’eredità millenaria e nuove sfide

Il seggio occupato da Sarah Mullally è lo stesso che fu di Sant’Agostino, monaco di Sant’Andrea inviato da Papa Gregorio per cristianizzare l’Inghilterra pagana degli Anglo-Sassoni. Dopo 105 arcivescovi di sesso maschile consecutivi, la 63enne vescovo di Londra assume questo storico incarico in un momento di grandi sfide.

Tra le difficoltà più pressanti vi è il continuo aumento della popolazione islamica nel Paese, fenomeno che ha trovato una drammatica eco nell’attentato alla sinagoga di Manchester. Un’altra criticità è rappresentata dalla crescente sfiducia nella leadership religiosa, minata dagli scandali di abusi sessuali che hanno colpito la Chiesa per più di un decennio. La precedente guida spirituale, Justin Welby, si dimise proprio in seguito ad accuse di pedofilia, lasciando vacante la carica per quasi un anno: la lunga durata della selezione del successore evidenzia una profonda crisi di identità all’interno della Church of England.

Il ruolo delle donne nel clero anglicano

L’elezione di una donna arcivescovo rappresenta un traguardo significativo per una Chiesa che ha ordinato le prime donne sacerdotesse soltanto nel 1994 e che ha consacrato il primo vescovo donna nel 2015. Andrew Graystone, attivista per le vittime di abusi nella Chiesa, ha commentato:

“Il nuovo arcivescovo dovrà confrontarsi con una significativa diminuzione della partecipazione alle funzioni religiose, una burocrazia eccessivamente complessa e le divisioni interne tra i sacerdoti su questioni morali e di vita privata. Tuttavia, la sfida più ardua sarà quella di ricostruire la fiducia dopo un decennio segnato da scandali di abusi.”

Impatto globale e significato religioso

Nonostante la designazione del nuovo arcivescovo avvenga nel Regno Unito e venga ufficialmente approvata da Re Carlo III, tale nomina avrà ripercussioni su scala globale. La Comunione Anglicana comprende infatti oltre 85 milioni di fedeli distribuiti in 165 paesi, includendo anche la Chiesa Episcopale degli Stati Uniti.

Pur possedendo ogni chiesa nazionale una propria leadership, l’arcivescovo di Canterbury è considerato il “primo tra pari” e mantiene un ruolo di guida spirituale riconosciuta in tutta la comunità anglicana internazionale.



Author: Tony
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