Amazon founder Jeff Bezos afferma che la bolla dell’intelligenza artificiale è reale ma lo è anche la tecnologia

Aggiungiamo Jeff Bezos, fondatore di Amazon (AMZN), alla lista crescente di personalità che definiscono la frenesia per l’intelligenza artificiale a Wall Street come una bolla speculativa. Nel corso di un incontro durante la Italian Tech Week, Bezos ha affermato che l’entusiasmo attorno all’intelligenza artificiale spinge gli investitori a investire miliardi sia in idee valide che in altre meno promettenti.

Tuttavia, ha sottolineato come l’intelligenza artificiale rappresenti un prodotto concreto destinato a influenzare profondamente aziende di diversi settori e la società in generale.

Jeff Bezos ha spiegato:

“Quando le persone si entusiasmano molto, come accade oggi per l’intelligenza artificiale, ogni esperimento ottiene finanziamenti, ogni azienda riceve investimenti: sia le buone idee che quelle meno valide. Gli investitori faticano in questo clima di eccitazione a distinguere tra proposte valide e altre meno serie.”

Ha poi aggiunto:

“Questa è probabilmente la situazione attuale. Ma questo non significa che ciò che sta accadendo non sia reale.”

Amazon è tra i maggiori investitori nelle tecnologie di intelligenza artificiale. L’azienda sta costruendo nuovi data center per soddisfare la crescente richiesta di servizi AI da parte dei clienti e sviluppa chip proprietari per l’addestramento e l’implementazione di applicazioni AI.

Le società specializzate in AI, come il leader dei chip Nvidia (NVDA), hanno tratto enormi vantaggi dal boom dell’intelligenza artificiale. L’azione Nvidia ha segnato un balzo straordinario del 1350% negli ultimi cinque anni, portando la capitalizzazione di mercato a circa 4,6 trilioni di dollari.

Recentemente, OpenAI (OPAI.PVT) è diventata la società privata più preziosa, raggiungendo una valutazione di 500 miliardi di dollari dopo che alcuni ex e attuali dipendenti hanno venduto azioni per un controvalore di 6,6 miliardi a investitori esterni.

Jeff Bezos ha aggiunto che l’entusiasmo attorno all’AI ha spinto gli investitori a sostenere progetti in cui probabilmente non avrebbero investito in tempi normali. Ha portato l’esempio di un gruppo di investitori che ha impiegato miliardi in una startup AI composta da appena sei persone e senza ancora un prodotto, attribuendole una valutazione intorno ai 20 miliardi di dollari, senza però rivelarne il nome.

Nonostante questo, Bezos ha ribadito il potenziale positivo dell’intelligenza artificiale per le imprese.

Jeff Bezos ha dichiarato:

“L’impatto maggiore dell’AI sarà quello di interessare ogni azienda nel mondo, migliorandone la qualità e la produttività.”

Segnali di bolla anche da altri settori

Non solo Bezos ha messo in guardia riguardo ai rischi di una bolla nel mercato AI. Anche David Solomon, CEO di Goldman Sachs (GS), ha fatto riferimento a un eccessivo entusiasmo negli investimenti tecnologici durante la Italian Tech Week.

Solomon ha osservato:

“Ogni volta che assistiamo a un’accelerazione significativa in una nuova tecnologia che genera molta formazione del capitale e quindi numerose nuove aziende interessanti, il mercato spesso corre più velocemente rispetto al reale potenziale. Questo perché inevitabilmente ci saranno vincitori e vinti.”

Queste riflessioni sottolineano come il fervore intorno all’intelligenza artificiale stia influenzando le strategie di investimento, anche se la tecnologia stessa rappresenta un elemento concreto destinato a trasformare settori industriali e l’economia globale.