Startup l’80% ha rinunciato a bandi agevolazioni e nuovi mercati per le troppe scartoffie
- 3 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
L’80% delle startup ha rinunciato a opportunità di espansione – come bandi, incentivi e nuovi mercati – unicamente a causa degli oneri burocratici. Inoltre, il 90% delle aziende dichiara di dover fornire ripetutamente alla pubblica amministrazione informazioni già in loro possesso. Per il 59% degli imprenditori intervistati, la gestione fiscale è l’attività che richiede maggior tempo, seguita dalla redazione di contratti con clienti e fornitori, che impegna quasi il 44%. La burocrazia occupa quasi una giornata di lavoro a settimana, corrispondente a una media di 7 ore, sottraendo risorse preziose agli imprenditori. I costi non sono meno rilevanti: per un’impresa su tre, l’onere collegato alla gestione burocratica supera i 30.000 euro annui, gravando in modo particolare sulle microimprese.
Questi dati emergono da un’indagine condotta da Future Proof Society (Fps) tra i Giovani Industriali, presentata durante l’Italian Tech Week di Torino in un confronto che ha visto la partecipazione di Marco Ogliengo, CEO di JetHR, Alessandro Tommasi, fondatore e CEO di FPS, e Maria Anghileri, presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria. I protagonisti hanno condiviso riflessioni ed esperienze sul tema “Come gli imprenditori italiani stanno superando le barriere”.
Il punto di vista dei giovani imprenditori
Maria Anghileri ha sottolineato l’importanza di sbloccare il potenziale innovativo delle startup e delle piccole imprese digitali attraverso due strumenti chiave. Ha spiegato che, da un lato, è necessaria una pronta attuazione del cosiddetto 28esimo regime europeo, che consente alle aziende di operare senza ostacoli e secondo procedure uniformi in tutta l’Unione Europea.
Maria Anghileri ha dichiarato:
«Per il nostro Paese, invece, la soluzione è più immediata. Dobbiamo estendere a tutte le imprese, in particolare a startup e PMI innovative, il modello autorizzativo e le semplificazioni burocratiche delle Zone Economiche Speciali (ZES), che hanno già dimostrato la loro efficacia nel generare investimenti e crescita occupazionale. Così facendo, offriremo ai giovani la possibilità di restare in Italia, evitando l’esodo verso ecosistemi più agili e competitivi.»
Questa prospettiva evidenzia un percorso chiaro per rafforzare il tessuto imprenditoriale italiano, attraverso una semplificazione concreta e l’allineamento a regole europee condivise, favorendo così un ambiente più fertile per l’innovazione e la competitività delle imprese nazionali.