Ecco le conversazioni dai convegni sui fondi hedge organizzati da Goldman Sachs, Morgan Stanley, Citi e Kepler

Settembre è un mese ricco di conferenze per gli hedge fund in città come New York, Connecticut, Londra e altre. Partecipanti presenti a questi eventi hanno raccontato a Business Insider quali sono stati i temi più discussi. Le manifestazioni organizzate da Goldman Sachs e Kepler si sono tenute in stadi sportivi, mentre Morgan Stanley e Citi hanno preferito location più contenute.

Il mese di settembre porta con sé temperature più miti, weekend dedicati al calcio americano e numerosi appuntamenti nel settore degli hedge fund.

A settembre, manager e allocatori dell’industria da 4,7 trilioni di dollari hanno avuto molte occasioni per scambiarsi informazioni e confrontarsi. Gli eventi organizzati da Goldman Sachs e dal consulente di settore Kepler, nei suggestivi scenari di Citi Field e dello stadio di Wembley, hanno riunito hedge fund manager e investitori in ambienti sportivi. Allo stesso tempo, Morgan Stanley e Citi hanno optato per incontri più riservati in location a Greenwich e Manhattan.

Business Insider ha parlato con alcuni partecipanti a queste conferenze, tutti intervenuti sotto anonimato poiché gli eventi erano chiusi alla stampa, per raccogliere le impressioni dirette dal campo. Ecco cosa emerge dalle loro testimonianze.

Partecipanti alla conferenza Kepler con vista sul campo di Wembley

I partecipanti all’evento di Kepler hanno potuto fare networking ammirando il campo dello stadio di Wembley. Ian Tuttle/Kepler

Un manager presente all’evento di tre giorni organizzato da Morgan Stanley al Greenwich Hyatt Regency a metà mese ha descritto una situazione in cui gli allocatori mostrano preoccupazione per un possibile rallentamento del mercato, senza però essere ancora disposti a uscire dagli investimenti azionari statunitensi.

Questa persona ha detto: “C’è la sensazione che la festa stia finendo, ma nessuno vuole essere il primo a muoversi”. Nel corso della conferenza ha incontrato decine di allocatori, molti dei quali istituzionali, tra pensioni e fondazioni.

Ha aggiunto: “Le persone si sentono a disagio ma anche tranquille”. Questo stato d’animo persiste da mesi, nonostante le azioni statunitensi continuino a crescere, malgrado le preoccupazioni per l’impatto delle tariffe commerciali imposte dall’ex presidente Donald Trump sul commercio globale. Un sondaggio pubblicato a fine luglio segnalava che quasi la metà degli investitori istituzionali intervistati riteneva il mercato troppo sereno rispetto ai rischi legati alle tariffe.

In termini pratici, ciò si traduce in una ricerca di gestori capaci di performare anche in fasi di mercato al ribasso. Due fondatori di hedge fund presenti alle conferenze di settembre hanno sottolineato la domanda crescente per manager con comprovata esperienza nel vendere allo scoperto.

Un partecipante all’evento di Goldman Sachs a Citi Field, casa dei New York Mets di Major League Baseball, ha raccontato che gli investitori americani sono particolarmente interessati ai gestori che operano su azioni internazionali.

Questa persona ha osservato: “C’è un interesse continuo a diversificare fuori dagli Stati Uniti, anche se il mercato domestico continua a procedere senza scosse”.

Impatto delle politiche commerciali e nuovi prodotti

Un recente report dello studio legale Seward & Kissel ha evidenziato come un numero crescente di fondi stia includendo nei propri documenti regolatori i rischi legati agli accordi commerciali di Trump e alle relative tariffe. Secondo l’analisi, un ambiente macroeconomico e normativo “altamente incerto” sta influenzando in modo significativo le informazioni comunicate agli investitori.

All’evento di Kepler a Wembley Stadium hanno preso la parola numerosi gestori di spicco, che hanno incontrato gli allocatori. Tra di loro Leda Braga, fondatrice di Systematica e precedente dirigente di BlueCrest, che ha inaugurato la conferenza con un dialogo informale. Altri nomi noti, come AQR e il parigino Capital Fund Management, hanno avuto incontri con investitori istituzionali.

Un prodotto di recente introduzione da parte di Bridgewater Associates, società con 98 miliardi di dollari in gestione, è un fondo a reddito fisso rivolto ad investitori non statunitensi, ideato per sfruttare le “divergenze globali”, come definito nel prospetto informativo del fondo. Questa strategia, chiamata Absolute Return Fixed Income, opera su obbligazioni e valute ed è considerata attraente nel contesto attuale grazie al ritorno di tassi più elevati e a una maggiore volatilità dei mercati.

Un allocatore europeo, che ha partecipato a un incontro con Bridgewater e altri istituzionali durante l’evento di Kepler, ha commentato a Business Insider che questo tipo di prodotto risponde alle esigenze di chi cerca strumenti adeguati a navigare un contesto di incertezza e nervosismo dei mercati.

Leda Braga di Systematica ha partecipato a un evento organizzato da Kepler a Wembley, discutendo sotto le regole di Chatham House.

Secondo la scheda informativa, la strategia ha segnato un incremento del 6,8% da marzo di quest’anno fino ad agosto. Il gestore ha inoltre simulato le performance degli ultimi vent’anni, evidenziando che il fondo — che mira a detenere il 65% delle sue attività in operazioni sui tassi d’interesse, il 20% in posizioni sul credito e il restante in operazioni valutarie — avrebbe generato ritorni del 9,4% nel 2008 e del 21,7% nel 2022.

La scheda presenta AFRI come una strategia completamente liquida e orientata all’alpha, con l’obiettivo di ottenere un rendimento netto in eccesso superiore al 5% annuo a una volatilità del 10%, progettata per non avere un’esposizione strutturale o correlazione continuativa con i mercati o altri gestori.

Negli ultimi anni, società multistrategia come Millennium, Citadel e Point72 hanno dominato il dibattito nel settore grazie alla loro dimensione senza precedenti e alla forte competizione per i talenti, che ha permesso ai gestori di portafoglio di offrire i propri servizi al miglior offerente. Questo aumento dei costi operativi, associato al fatto che le società più richieste chiudono ai nuovi investitori, ha generato un certo scetticismo tra alcuni allocatori. La recente chiusura di Eisler Capital, a causa degli elevati costi e dei rendimenti insoddisfacenti, potrebbe rappresentare un punto di svolta.

Tuttavia, la domanda per rendimenti neutrali rispetto al mercato rimane robusta. Per questo motivo, i nuovi fondi derivati da queste società — gestiti da portfolio manager con anni di esperienza nello stile multistrategia — sono diventati tra le iniziative più ambite, secondo due diversi gestori.

Un gestore presente a una conferenza per investitori emergenti tenutasi a New York da Citi ha osservato:

“Gli allocatori sembrano preferire strategie con un basso livello di leva netta.”

Questa persona, che ha incontrato vari potenziali sostenitori durante la conferenza insieme a una dozzina di altri fondi con focalizzazione sull’azionario, ha riferito che l’interesse maggiore proveniva da investitori con un background multistrategia rispetto a quelli più orientati alla crescita, come i fondi nati da spin-off dei Tiger Cubs. Gli allocatori che investono in questi spin-off spesso richiedono che i gestori accettino capitale tramite conti gestiti separatamente (SMA), poiché ciò garantisce maggiore trasparenza nei rendimenti e nelle strategie adottate.

Diversi partecipanti agli eventi organizzati da Citi e Morgan Stanley hanno riferito che i giovani gestori che rifiutano di offrire questa modalità hanno difficoltà a raccogliere capitali. Un gestore ha infatti dichiarato:

“È quasi impossibile ottenere investimenti istituzionali senza accettare conti gestiti separatamente.”

Questo fenomeno riflette una tendenza più ampia nel settore degli hedge fund, dove la gestione personalizzata e la trasparenza non sono più un optional ma condizioni essenziali per attirare capitali provenienti da investitori istituzionali, come fondi pensione e fondazioni.

In sintesi, nonostante le sfide legate ai costi elevati e alla crescente concorrenza, le strategie multistrategia continuano a offrire un’interessante combinazione di gestione del rischio e potenziale rendimento, garantendo un ruolo chiave nella diversificazione dei portafogli istituzionali.