Stellantis valuta la vendita di Free2Move puntando sugli asset strategici
- 2 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Stellantis sta considerando la possibilità di vendere la sua divisione di car sharing, Free2move. La notizia, riferita da Bloomberg basandosi su fonti vicine all’operazione che hanno preferito restare anonime, è stata affermata senza commenti ufficiali da parte della casa automobilistica.
Secondo l’agenzia, Stellantis avrebbe già contattato alcuni potenziali acquirenti per Free2move, anche se le valutazioni sono ancora in una fase preliminare e non vi è alcuna certezza riguardo a un possibile accordo.
È in atto, inoltre, una revisione più ampia delle attività e dell’impronta industriale del gruppo, con l’obiettivo di presentare un nuovo piano strategico agli investitori entro il primo trimestre del prossimo anno, come riferiscono le fonti interpellate. Un portavoce di Stellantis ha preferito non rilasciare commenti in merito.
La possibile cessione di Free2move sembrerebbe far parte del progetto dell’amministratore delegato, Antonio Filosa, volto a uscire da attività ritenute non redditizie per concentrare le risorse sugli asset e le aree più strategiche.
Richiesta di chiarimento sui piani italiani di Stellantis
Pierpaolo Bombardieri, segretario generale della UIL, ha espresso la necessità che dalla prossima riunione con i sindacati, prevista per il 20 ottobre e presieduta da Antonio Filosa, emergano chiarimenti riguardo agli investimenti e ai piani occupazionali in Italia.
Bombardieri ha sottolineato l’importanza di conoscere quali modelli saranno prodotti negli stabilimenti italiani e come si intenda rilanciare l’occupazione nel paese, soprattutto in un momento in cui si osservano investimenti del gruppo sia in Spagna che in altri mercati internazionali, come America.
Pierpaolo Bombardieri ha dichiarato:
“Ci aspettiamo che Stellantis confermi un impegno solido per l’occupazione in Italia. Vogliamo capire se il nostro paese rimane una delle priorità strategiche dell’azienda o se rischia di essere marginalizzato a favore di altri mercati.”
Il messaggio dei sindacati evidenzia una crescente preoccupazione sul futuro industriale e occupazionale legato alle scelte del gruppo, nel contesto di una riorganizzazione che punta a una maggiore efficienza e focalizzazione sulle aree più redditizie.