La Ue rilancia sulla difesa con prime intese sugli asset russi

I Ventisette hanno espresso mercoledì un primo sostegno di massima alla proposta della Commissione europea che mira a utilizzare i beni russi congelati in Europa per aiutare l’Ucraina nel conflitto contro la Russia. Tuttavia, permangono numerosi dubbi legali ancora da chiarire completamente.

Il sostegno, che dovrà essere confermato nelle fasi successive, è emerso durante un vertice informale tenutosi a Copenaghen, in cui i capi di Stato e di governo hanno affrontato con maggiore urgenza il tema della difesa europea, focalizzandosi su quattro progetti comuni.

António Costa, presidente del Consiglio europeo, ha spiegato:

“Abbiamo discusso la possibilità di utilizzare più efficacemente i beni russi congelati. Continueremo questo dibattito nella prossima riunione del Consiglio europeo, che si svolgerà a ottobre.”

Nel frattempo, la Commissione europea proseguirà nell’elaborazione della proposta, che probabilmente sarà discussa anche dai ministri delle Finanze durante l’incontro programmato per la prossima settimana a Lussemburgo.

Contesto e prospettive della proposta

Per contestualizzare, la società finanziaria belga Euroclear detiene attualmente circa 210 miliardi di euro di riserve russe, di cui 174 miliardi consistono in liquidità. La proposta della Commissione, presentata la settimana scorsa, prevede che tale liquidità venga concessa in prestito all’Unione europea, che a sua volta la erogherà all’Ucraina in tranche.

Durante il vertice, i Ventisette si sono mostrati costruttivi, mentre il governo di Mosca ha definito questa iniziativa come “un vero furto”.

Posizioni dei paesi membri

I paesi nordici e baltici sono tra i maggiori sostenitori della proposta, fermamente convinti che l’Ucraina rappresenti un baluardo strategico europeo contro la Russia e che vada dunque sostenuta in ogni modo possibile.

La Germania ha mostrato un atteggiamento ampiamente favorevole, mentre anche la Francia si è dimostrata costruttiva, pur sottolineando alcune condizioni essenziali. Parigi chiede, infatti, di limitare la quantità dei prestiti concessi a Kiev, di prevedere un impegno dell’Ucraina ad acquistare armi europee e di assicurare a livello comunitario una solida garanzia sul prestito destinato al paese in guerra.

Più in generale, l’intero gruppo dei Ventisette ha posto l’accento sulla necessità che l’operazione sia pienamente tutelata sul piano giuridico, per evitare problematiche future.

Durante i confronti, il Belgio ha espresso dubbi riguardo all’essere in prima linea in una possibile controversia legale, sottolineando l’importanza di una chiara mutualizzazione dei rischi associati.

Tra i paesi più cauti figurano anche il Lussemburgo e l’Italia. Il Granducato teme che la proposta possa creare un precedente pericoloso che comprometta il suo ruolo di centro finanziario; dall’altro lato, Roma è preoccupata di non turbare la fiducia degli investitori internazionali e di non mettere a rischio l’acquisto di obbligazioni in euro.



Author: Tony
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