Audizione al Senato Usa sulle tasse crypto rivela difficoltà per industria e IRS

Un alto dirigente fiscale di Coinbase, importante piattaforma di scambio di criptovalute negli Stati Uniti, ha dichiarato a un’audizione del senato che l’Internal Revenue Service (IRS) potrebbe non essere attrezzato per gestire l’enorme quantità di segnalazioni fiscali previste dalle normative attuali e da quelle future.

Lawrence Zlatkin, vicepresidente per l’area fiscale di Coinbase, intervenendo durante un’audizione del Comitato Finanze del Senato dedicata all’approccio statunitense alla tassazione delle criptovalute, ha osservato:

“L’IRS probabilmente non è preparato al momento ad assorbire il volume di informazioni che arriverà solo da Coinbase.”

Inoltre, Zlatkin ha sottolineato l’importanza di valutare la capacità gestionale dell’agenzia fiscale nel definire le normative future, considerando che si tratta di un settore democratizzato con miliardi di transazioni coinvolte.

Il Dipartimento del Tesoro ha recentemente introdotto i moduli per il reporting delle transazioni relative alle criptovalute, le quali porteranno un flusso significativo di dati agli uffici fiscali federali. Tuttavia, permangono diverse questioni fiscali irrisolte nel settore delle criptovalute. Alcuni temi rilevanti – come l’esenzione dalle imposte per guadagni minimi su piccole transazioni (il cosiddetto trattamento “de minimis”) o la possibile posticipazione della tassazione dei guadagni da staking fino alla vendita – sono al centro dei dibattiti legislativi parlamentari in corso.

Resta però incerto quali di queste proposte saranno effettivamente prese in considerazione e con quali tempistiche, generando così notevoli incertezze per aziende e investitori del settore.

Mike Crapo, presidente del comitato, ha sintetizzato così la complessità della materia:

“Il nostro codice fiscale non offre risposte semplici per molte transazioni con asset digitali, che si tratti di comprare un caffè, fare una donazione, investire, prestare, minare o fare staking. Senza regole chiare, i contribuenti si trovano con molte domande senza risposta.”

Durante l’audizione, alcuni senatori democratici hanno espresso preoccupazione per lo stop dei servizi federali e hanno contestato il presunto fenomeno dell’elusione fiscale all’interno dell’industria delle criptovalute. In particolare, Elizabeth Warren ha criticato l’attività dei lobby delle criptovalute, accusandoli di promuovere regole fiscali privilegiate che avvantaggerebbero ulteriormente i “miliardari crypto”.

Ron Wyden, senatore dell’Oregon e democratico di maggioranza nel comitato, pur riconoscendo la necessità di attenzioni legislative sul tema, ha indicato che molte altre questioni prioritarie dovrebbero essere affrontate dal comitato prima di occuparsi della fiscalità crypto.

Nel contempo, l’IRS è stato oggetto di critiche in relazione al calo del personale verificatosi negli ultimi anni. Nonostante sia rimasto operativo un ufficio dedicato alle criptovalute, molti dirigenti chiave hanno lasciato l’incarico, inclusa Trish Turner. L’agenzia non ha fornito aggiornamenti ufficiali sulla situazione del settore crypto all’interno della struttura.

Tra le principali richieste del settore vi sono l’esenzione dalle complicazioni fiscali per transazioni de minimis, il trattamento diverso di alcuni premi che attualmente vengono considerati immediatamente come reddito e l’esclusione delle stablecoin dal computo degli utili, dato che queste sono progettate per riflettere il valore del dollaro.

Nel mese di luglio, Cynthia Lummis, senatrice repubblicana del Wyoming e presidente della sottocommissione per le criptovalute del Comitato Bancario del Senato, ha presentato un disegno di legge che mira a risolvere molte delle principali criticità fiscali del settore, compresa la definizione di una soglia de minimis di 300 dollari. Resta però incerto il destino di queste proposte all’interno del Senato.

Nella giornata di mercoledì, alcune importanti realtà nel campo delle criptovalute hanno accolto con favore le nuove indicazioni emesse dall’IRS, che potrebbero alleggerire certi oneri fiscali.

Michael Saylor, figura di spicco nel settore, ha scritto sui social network che la nuova guida IRS indica che la sua società “probabilmente non sarà soggetta all’Alternate Minimum Tax (AMT) sulle plusvalenze non realizzate relative alle detenzioni di bitcoin”.

Anche la società di mining bitcoin MARA ha definito le indicazioni come “uno sviluppo positivo per MARA e i suoi azionisti”.

Tuttavia, questi segnali positivi derivano da linee guida preliminari, documenti di carattere provvisorio che potrebbero anticipare future normative ancora da ufficializzare.

Contesto e prospettive sulla regolamentazione fiscale delle criptovalute

Le audizioni e i dibattiti recenti evidenziano la complessità crescente nell’adattare i codici fiscali tradizionali alla natura dinamica e decentralizzata degli asset digitali, come le criptovalute. L’IRS, come principale ente di riscossione fiscale negli Stati Uniti, si trova oggi a dover gestire una mole senza precedenti di dati e transazioni, con il rischio di un sovraccarico operativo.

Le normative future dovranno trovare un equilibrio tra il rispetto delle regole fiscali, la tutela dell’investitore e la semplificazione amministrativa. Questo richiederà probabilmente nuovi strumenti tecnologici e un coordinamento istituzionale più efficace.

Per gli operatori dell’industria delle criptovalute, avere una legislazione chiara e applicabile rappresenta non solo una questione di compliance ma anche un elemento fondamentale per il consolidamento del mercato e la tutela degli utenti.