Legacy users non dimenticati mentre OpenSea bilancia nuovi arrivati e veterani in vista del lancio del token

OpenSea è oggi impegnato in un processo di trasformazione. Il marketplace che ha contribuito a trasformare i collezionabili digitali in un fenomeno globale sta ora cercando di posizionarsi come una piattaforma Web3 in cui gli utenti possono scambiare facilmente non solo NFT, ma anche token e, in futuro, un’ampia gamma di attività DeFi e altri asset on-chain.

All’inizio di quest’anno, OpenSea ha annunciato il lancio di un token chiamato SEA, suscitando grande interesse sul suo utilizzo e sull’evoluzione della piattaforma. Sebbene siano ancora pochi i dettagli noti al riguardo, l’esperto marketing di OpenSea, Adam Hollander, ha anticipato che la OpenSea Foundation fornirà maggiori informazioni nei primi giorni di ottobre.

Durante un’intervista con CoinDesk, Hollander ha illustrato come la piattaforma stia ampliando la propria offerta oltre gli NFT, ha parlato del ritardato lancio del token SEA e delle sfide nel mantenere coinvolti sia gli utenti storici sia i nuovi arrivati in un mercato crypto sempre più competitivo.

La nuova direzione e la concorrenza

CoinDesk ha chiesto quale sia l’obiettivo della nuova strategia di OpenSea e contro chi si vuole posizionare.

Adam Hollander ha risposto:

“Vogliamo che le persone vedano OpenSea come il loro punto di riferimento nel mondo Web3. L’idea è che chiunque, indipendentemente dal livello di esperienza con le criptovalute, possa scambiare qualsiasi tipo di asset su qualsiasi catena o wallet in modo semplice e fluido.

Se sei un trader esperto, abbiamo funzionalità robuste che rispondono alle tue esigenze. Se invece sei un utente alle prime armi, stiamo sviluppando strumenti intuitivi per facilitare l’ingresso nel mondo crypto e per permetterti di provare facilmente a scambiare token, NFT e altri asset on-chain.”

Dal mercato NFT a una piattaforma multifunzionale

Alla domanda su quali funzionalità saranno disponibili in questa nuova fase oltre il marketplace NFT, Hollander ha spiegato:

OpenSea resta il più grande marketplace di NFT al mondo, e intendiamo mantenere questa posizione prestando grande attenzione a creatori, artisti e clienti. Non stiamo abbandonando gli NFT, ma piuttosto evolvendo e ampliando la piattaforma per fare in modo che diventi un luogo unico dove si possa scambiare qualsiasi cosa.

Negli ultimi mesi, l’espansione naturale è arrivata nel settore del trading di token fungibili: oggi puoi già scambiare token su 22 diverse blockchain in modo molto semplice.

Nondimeno, stiamo introducendo nuove funzionalità quasi ogni giorno. La nostra visione non si limita soltanto a token e NFT: ci sono molte applicazioni interessanti per gli asset reali tokenizzati, dalla carta da collezione pokemon fino al mercato immobiliare.

Anche se per il momento OpenSea non ha piani concreti in tutte queste aree, guardiamo a questo progetto come a un punto di riferimento Web3 unico per qualsiasi attività on-chain.”

Il mercato NFT e la sfida della concorrenza

Interrogato sul calo dei volumi degli NFT rispetto ai picchi del passato e sull’elevata concorrenza nel settore, Hollander ha offerto alcune riflessioni.

“Il volume degli NFT oggi non è quello dell’apice, quando personaggi famosi come Jimmy Fallon e leader mondiali parlavano quotidianamente di NFT. Tuttavia, solo nel primo trimestre di quest’anno sono stati scambiati miliardi di dollari in NFT, segno che il mercato è ancora vivo e vibrante.

Durante l’anno abbiamo registrato aumenti significativi in questo settore. Per quanto riguarda il trading di token, memecoin e altre operazioni on-chain, oltre gli NFT, stiamo osservando volumi di mercato che si misurano in centinaia di miliardi di dollari, e OpenSea continua a crescere considerevolmente.

Dall’introduzione del nostro programma incentivi abbiamo visto una crescita del volume di quasi il 400%, un chiaro segnale che abbiamo costruito un prodotto di eccellenza.”

Il lancio del token SEA: attese e incertezze

Il token SEA era stato annunciato dalla OpenSea Foundation circa dieci mesi fa, ma ancora non è stato lanciato. A questo proposito, Hollander ha chiarito quali sono le ragioni di questo ritardo e cosa attendersi dalla prossima fase.

“Il lancio del token SEA richiede una preparazione accurata per integrare pienamente le funzionalità che abbiamo in mente e garantire la massima sicurezza e trasparenza per gli utenti.

Vogliamo che il token rappresenti un valore reale e sia parte integrante dell’ecosistema Web3 che stiamo creando, per questo stiamo lavorando intensamente per poter fornire dettagli più precisi e un piano concreto nel prossimo futuro.”

La fondazione sta per rilasciare il token, ma vorrei mettere in discussione l’idea che i token debbano essere emessi immediatamente dopo l’annuncio. Esistono numerosi esempi di token che sono stati anticipati o persino ufficialmente presentati, ma che non sono stati effettivamente rilasciati per anni. Non esiste un modo giusto o sbagliato di procedere, se non quello di assicurarsi che tutti vogliano che avvenga subito, soprattutto considerando l’entusiasmo per essere ricompensati per il tempo, l’energia, la fedeltà e i volumi generati su una piattaforma come OpenSea.

Ciò che conta davvero per la fondazione di OpenSea è che questo token, chiamato SEA, non diventi soltanto un “memecoin” lanciato e dimenticato. Se osserviamo la maggior parte delle criptovalute di questo tipo, tendono a seguire un andamento molto rapido in crescita per poi crollare altrettanto velocemente. La maggior parte di queste monete non ha avuto una reale utilità e sono sparite molto rapidamente perché il token è stato creato semplicemente perché l’azienda ha deciso di farlo. Sebbene gli utenti siano sempre attratti dall’idea di ricevere “denaro gratis”, per noi è fondamentale che il token SEA rappresenti una parte integrante dell’ecosistema di OpenSea.

Stiamo conducendo discussioni molto approfondite con la fondazione per definire modi innovativi in cui il token possa essere inserito efficacemente all’interno della piattaforma. I tempi necessari a concretizzare queste idee sono inevitabili ma riteniamo che il momento per rilasciare il token sarà quello giusto, tenendo conto di ciò che è più vantaggioso per OpenSea, per la community e per i fattori macroeconomici in gioco. È un equilibrio complesso che stiamo valutando con molta attenzione.

Crediamo che, quando il token verrà immesso sul mercato, gli utenti apprezzeranno la cura e la ponderatezza con cui la fondazione e OpenSea stanno lavorando affinché questo asset non sia solo un lancio momentaneo e passeggero, ma rappresenti qualcosa di duraturo e sostenibile, molto più solido rispetto ai token che spesso vengono semplicemente distribuiti e dimenticati.

Gestire l’equilibrio tra utenti storici e nuovi partecipanti

Nei giorni scorsi si è sentito un certo fermento da parte degli utenti storici, che potrebbero sentirsi penalizzati davanti all’arrivo di nuovi iscritti attirati da opportunità di guadagno rapido. Questi “OG” potrebbero temere di non ricevere una ricompensa equa, nonostante la loro lealtà e le loro attività durature sulla piattaforma.

La fondazione riconosce e apprezza profondamente tutti gli utenti storici che negli ultimi sette-otto anni hanno portato un contributo significativo di volumi a OpenSea. Esiste un piano mirato a valorizzare e premiare questi utenti in modo appropriato.

Contemporaneamente, come entità commerciale, OpenSea deve continuare a incentivare l’uso quotidiano della piattaforma, che resta uno degli strumenti principali per gli utenti di criptovalute, e pertanto è importante premiare attivamente chi utilizza e partecipa oggi alle diverse fasi di ricompense.

Il nostro obiettivo è evitare di deludere qualsiasi gruppo: né gli utenti storici più fedeli, né i nuovi utenti attivi che rappresentano la linfa vitale attuale del marketplace. Pertanto abbiamo diverse strategie che ci permetteranno di premiare in maniera equilibrata tutti i partecipanti. Anche se non posso entrare nel dettaglio, posso assicurarvi che chi ha accumulato un grande volume storico su OpenSea non verrà dimenticato, così come chi è oggi attivo e coinvolto nelle iniziative di reward della fondazione.

Quando il token sarà rilasciato, avrà un ruolo significativo e non sarà semplicemente un regalo casuale ma un elemento pensato per mantenere e sviluppare un ecosistema coinvolgente e sostenibile.