Consiglio di Stato nomina Chieppa nuovo presidente del direttivo dell’Associazione magistrati
- 1 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Roberto Chieppa è stato eletto all’unanimità presidente del direttivo dell’Associazione dei magistrati del Consiglio di Stato. Vicepresidente è stato nominato Stefano Filippini, segretario generale Michele Pizzi e segretario generale vicario Angela Rotondano.
Il direttivo ha sottolineato, tramite una nota, come risulti prioritario definire e discutere le linee programmatiche della propria attività, al fine di individuare gli interventi più adeguati a incrementare ulteriormente l’efficienza della giustizia amministrativa. L’azione del direttivo sarà guidata anche dal dovere di evitare atteggiamenti corporativi e autoreferenziali, promuovendo invece una cultura della giurisdizione fondata su principi di etica pubblica.
Obiettivi del PNRR raggiunti in anticipo
Secondo la nota, i tempi della giustizia amministrativa italiana sono già oggi migliori o comunque competitivi rispetto a quelli di altri Paesi europei, in particolare nelle materie che hanno un maggiore impatto sulla società e sull’economia. Va sottolineato che gli obiettivi previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per lo smaltimento dell’arretrato sono stati raggiunti con due anni di anticipo rispetto alle scadenze fissate dal piano stesso.
Nonostante questi importanti risultati, persiste la necessità di migliorare ulteriormente per garantire a cittadini e imprese risposte certe, chiare e rapide. Il direttivo dell’Associazione fra i magistrati del Consiglio di Stato si impegnerà in tale direzione, convinto che questa istituzione, anche grazie alla pluralità di modalità di accesso e alle diverse competenze che la compongono, possa rappresentare un modello per l’intera magistratura amministrativa e per il Paese.
La nota conclude evidenziando il ruolo fondamentale del Consiglio di Stato nel guidare la pubblica amministrazione verso un servizio sempre più efficiente e nel difendere il cittadino, prevenendo che il potere amministrativo si trasformi in arbitrio.