Fondo nazionale atteso a raccogliere 1 miliardo per investire nelle Pmi
- 1 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Un’importante spinta rivitalizzante potrebbe interessare l’intero comparto delle mid e small cap italiane, partendo da un insieme di circa 346 aziende con una capitalizzazione complessiva stimata in 116 miliardi e un flottante di 48 miliardi, secondo un’analisi condotta da Intermonte. Tra gli operatori del settore cresce infatti l’attesa per il lancio del Fondo nazionale strategico indiretto (Fnsi), un veicolo di investimento che opera come fondo di fondi con l’obiettivo di stimolare investimenti sia pubblici che privati.
La Cassa Depositi e Prestiti (Cdp) partecipa fino al 49% nella sottoscrizione di fondi di nuova costituzione, i quali hanno il mandato di investire prevalentemente (almeno il 70%) in azioni di società quotate, escluse quelle del settore finanziario e riconducibili all’indice Ftse Mib. Dopo il recente annuncio riguardante il primo fondo, Alberto Villa, responsabile dell’Equity Research di Intermonte, anticipa:
Alberto Villa ha dichiarato:
“Prevediamo che entro la fine dell’anno potrebbero essere approvati altri cinque fondi, portando a una decina il numero di operatori con fondi pronti alla raccolta entro la prima metà del 2026.”
Secondo le stime più aggiornate, le dotazioni di ciascun fondo potrebbero variare tra i 70 e i 100 milioni di euro. Villa sottolinea inoltre che l’eventuale partecipazione di family office potrebbe rappresentare un elemento aggiuntivo di crescita rispetto a queste previsioni. Una volta costituiti entro giugno 2026, i fondi avranno tempo fino a dicembre 2027 per incrementare la raccolta, con una potenziale raccolta complessiva che potrebbe raggiungere il miliardo di euro, centrando così gli obiettivi prefissati.
Impatto sul mercato delle mid e small cap
L’avvio del Fnsi è visto come un possibile motore per rilanciare l’interesse verso le mid e small cap italiane, soprattutto aumentando la liquidità di questo segmento. Villa afferma:
Alberto Villa ha dichiarato:
“Ci aspettiamo che il fondo possa stimolare un rinnovato interesse tra la clientela retail, opportunamente incentivata dalle reti di distribuzione, verso prodotti come i PIR, che rimangono strumenti fondamentali per convogliare il risparmio privato nell’economia reale.”
Nonostante i segnali di miglioramento, la capitalizzazione complessiva della Borsa Italiana rimane preoccupantemente bassa rispetto al prodotto interno lordo del Paese. Questo squilibrio è in parte dovuto al consistente numero di delisting, che continua a superare le nuove quotazioni, compensato solo dalla performance positiva del mercato azionario.
Iniziative come il Fnsi rispondono dunque alla necessità di ampliare la base di investitori con orizzonti di lungo termine, capaci di agire da anchor investor nelle IPO. Un coinvolgimento più marcato di soggetti istituzionali rilevanti, come i fondi pensione, potrebbe inoltre potenziare ulteriormente la domanda nel mercato azionario italiano.
Villa conclude sottolineando come la combinazione di questi strumenti con l’attuale livello interessante delle quotazioni di molte mid e small cap possa favorire un rilancio significativo del settore, con riflessi positivi sull’intero sistema economico nazionale.