Alcuni datori di lavoro offrono pacchetti di buonuscita ai dipendenti riluttanti al rientro in ufficio, ma c’è un inganno

L’epoca della Grande Dimissione e del quiet quitting sembra essere conclusa: il mercato del lavoro non è più dominato dai dipendenti. Questo cambiamento si riflette chiaramente nelle nuove politiche di rientro in ufficio (RTO) e nelle offerte di indennità di fine rapporto.

Durante i primi periodi della pandemia di Covid-19, molte aziende hanno adottato modalità di lavoro flessibili, consentendo il lavoro da remoto o ibrido. Tuttavia, oggi numerose realtà stanno imponendo un ritorno obbligatorio negli uffici.

Chi non è d’accordo con queste direttive, di fatto, deve scegliere se lasciare il posto di lavoro. Grandi imprese come Amazon, Paramount, AT&T, Goldman Sachs e JPMorgan hanno implementato fortemente le loro politiche di ritorno in ufficio. Anche Microsoft, uno degli ultimi colossi tecnologici a resistere, ora obbliga i dipendenti a essere presenti in ufficio almeno tre giorni a settimana.

Analogamente, NBCUniversal si è allineata a questa tendenza, ma ha introdotto una clausola particolare: la liquidazione per chi decide di dimettersi sarà una somma fissa unica, senza considerare gli anni di servizio del dipendente.

All’inizio di settembre, NBCUniversal ha informato i propri collaboratori negli Stati Uniti e nel Regno Unito che, a partire dal 2026, sarà necessario frequentare l’ufficio quattro giorni a settimana, permettendo un solo giorno di lavoro da remoto, il venerdì.

I dipendenti che rifiutano tale modalità possono optare per una liquidazione pari a otto settimane di stipendio, accompagnata da tre mesi di copertura sanitaria.

Un cambiamento netto nelle politiche di liquidazione

Questa modalità di indennizzo si discosta dalla prassi abituale, secondo cui l’ammontare della liquidazione varia in base agli anni di lavoro e alla posizione ricoperta. Solitamente, un dipendente percepisce una o più settimane di retribuzione per ogni anno di servizio continuativo, rendendo la liquidazione più sostanziosa in caso di periodo lavorativo prolungato.

Tuttavia, non esistono leggi federali o statali che obblighino le imprese a fornire liquidazioni al termine del rapporto di lavoro.

Amazon ha preso una posizione ancora più ferma, imponendo che i dipendenti dei centri operativi di Seattle, Arlington (Virginia) e Washington, D.C. tornino in sede; in caso contrario, l’alternativa è la rinuncia senza alcuna liquidazione.

Raj Namboothiry, responsabile della divisione statunitense del gruppo Manpower, ha commentato che qualora le aziende standardizzino o eliminino le liquidazioni, i lavoratori non avranno incentivi a restare oltre pochi anni, determinando un aumento del turnover e conseguenti costi per i datori di lavoro.

Al momento, realtà come NBCUniversal e Amazon adottano una linea dura in un mercato ancora favorevole alle aziende. Secondo i dati del Bureau of Labor Statistics, ad agosto sono stati creati solo 22.000 posti di lavoro, mentre il tasso di disoccupazione ha raggiunto il 4,3%, il livello più alto dal 2021.

Nonostante la crescente imposizione delle regole di ritorno in ufficio, molti lavoratori americani mostrano contrarietà. Un sondaggio condotto da GoTo su 1.000 cittadini statunitensi ha rilevato che solo il 46% sostiene il ritorno al lavoro in presenza, mentre il 35% sarebbe disposto a cambiare azienda se obbligato a lavorare esclusivamente in ufficio a tempo pieno.

Il ritorno in ufficio e la qualità della vita

In molti casi il ritorno fisico in ufficio risulta poco praticabile, con ripercussioni significative sulla qualità della vita dei lavoratori. Ciò si verifica soprattutto per chi si è trasferito in periferie o piccoli centri durante la pandemia, o per chi ha organizzato l’assistenza ai figli in base agli orari flessibili del lavoro ibrido.

Di fronte alla scelta tra rientrare in ufficio e accettare una liquidazione, è fondamentale valutare attentamente le opzioni disponibili. Consultarsi con un consulente finanziario prima di prendere decisioni importanti è una prassi consigliata.

È consigliabile inoltre chiedere al reparto Risorse Umane quali siano le condizioni della liquidazione proposta. Per chi ha una breve esperienza aziendale, una liquidazione universale può risultare vantaggiosa, mentre per i dipendenti con anzianità e ruoli più elevati potrebbe essere svantaggiosa.

Infine, è importante considerare l’aspetto dell’assicurazione sanitaria. Secondo il Consolidated Omnibus Budget Reconciliation Act (COBRA), chi viene licenziato ha diritto a prolungare la copertura sanitaria per un periodo limitato a condizione di continuare a pagare il premio assicurativo. Generalmente, questa estensione dura 18 mesi, quindi l’offerta di tre mesi di copertura sanitaria da parte di NBCUniversal potrebbe non essere sufficiente.

Se disponi di un fondo di emergenza che copre diverse spese, avrai un margine di sicurezza durante la ricerca di un nuovo impiego. In caso contrario, un’indennità di otto settimane potrebbe esaurirsi rapidamente. Dimettersi può rappresentare un rischio significativo in un mercato del lavoro così competitivo. Secondo l’ultima Workforce Confidence Survey, più della metà dei candidati attivi è alla ricerca di un lavoro da almeno sei mesi.

È importante valutare attentamente la situazione del mercato del lavoro nel proprio settore o professione. Ad esempio, negli Stati Uniti la domanda di operatori sanitari è elevata. Tuttavia, per quei ruoli che stanno venendo sostituiti dall’automazione e dall’intelligenza artificiale, potrebbe volerci più tempo per trovare una nuova occupazione.

È altrettanto utile guardare avanti ai propri obiettivi pensionistici. Sei in linea con i tuoi piani o sei in ritardo? Il tuo attuale datore di lavoro offre un piano 401(k) o una pensione? Offrono contributi corrispondenti? Questi elementi possono influenzare notevolmente la decisione di rimanere o meno nel posto attuale.

Anche sopportare un lungo tragitto giornaliero verso l’ufficio potrebbe risultare vantaggioso se si considerano i benefici aggiuntivi del posto di lavoro. Molti sceglierebbero di affrontare dici quotidiani se ciò consente di mantenere vantaggi importanti come coperture sanitarie o contributi pensionistici supplementari.

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