Scontro tra Confindustria Caserta e Asi, imprese alle prese con oneri insostenibili

Una controversia che si protrae da tempo, trasformata in una vertenza legale destinata purtroppo a continuare. Confindustria Caserta e numerose imprese dell’area industriale della provincia contestano gli importi eccessivi imposti e la qualità insoddisfacente dei servizi forniti dall’Asi Caserta, il consorzio incaricato della gestione delle aree industriali in provincia. Una problematica che persiste nonostante l’intervento della Regione Campania e una sentenza del Tar che obbliga il consorzio a rivedere le tariffe applicate.

Entriamo nel merito della questione. L’Asi, organismo che amministra la più vasta area industriale del Sud Italia, sede di aziende di rilievo come Il Tarì, Coca-Cola e Barilla, impone ai suoi operatori oneri di urbanizzazione e di gestione considerevolmente elevati. In particolare, per gli oneri di urbanizzazione si registra una differenza superiore a 5 euro a metro quadrato rispetto ad altre aree industriali campane. Per quanto riguarda gli oneri di gestione, spesso vengono addebitati importi anche in assenza dell’effettiva erogazione dei servizi, elemento che alimenta le rimostranze delle attività locali e che è stato portato all’attenzione della Regione.

L’intervento della Regione Campania

In risposta ai reclami, la Giunta regionale ha varato una delibera con cui definisce nuovi limiti massimi per gli oneri, ridimensionando in particolare gli importi praticati dall’Asi Caserta. Inoltre, è stato introdotto il principio fondamentale per cui il pagamento da parte degli utenti può essere richiesto solo se i servizi sono effettivamente stati forniti.

Il ricorso al Tar da parte di Asi Caserta

Tuttavia, il consorzio, presieduto dal 2014 da Raffaela Pignetti, laureata in Conservazione dei Beni Culturali, non ha accettato il provvedimento regionale. L’Asi ha infatti presentato un ricorso contro la delibera della Regione Campania al Tar della Campania, opponendosi alle nuove disposizioni. Nel contempo, Confindustria Caserta ha deciso di sostenere la Regione in giudizio, difendendo le motivazioni e i contenuti della delibera approvata.

La decisione del Tar

Il Tribunale Amministrativo Regionale ha respinto il ricorso presentato dall’Asi Caserta con una sentenza pubblicata il 5 giugno 2025. Il verdetto impone al consorzio di conformarsi a quanto stabilito dalla delibera regionale, estendendo l’obbligo di adeguamento anche retroattivamente. Di conseguenza, tutte le fatture emesse successivamente alla pubblicazione del provvedimento, datata 6 giugno 2024, dovranno essere rettificate secondo i nuovi criteri fissati dalla Regione.

Questa decisione rappresenta un passaggio significativo nel percorso di riforma della gestione delle aree industriali nel casertano, ponendo l’accento sulla necessità di trasparenza e proporzionalità negli oneri a carico delle imprese e favorendo un equilibrio tra servizi erogati e costi applicati.



Author: Tony
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