Firenze protagonista nell’export di farmaci
- 30 Settembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
I dati relativi ai primi sei mesi del 2025 mostrano che le vendite estere del settore farmaceutico nella provincia di Firenze sono salite a 8,4 miliardi di euro, più del doppio rispetto allo stesso periodo del 2024. Questo percorso è iniziato già nel 2024, quando l’export trimestrale tra ottobre e dicembre ha raggiunto 2,8 miliardi, più del doppio rispetto al primo trimestre dell’anno.
Questa crescita ha catapultato Firenze nella classifica dei distretti farmaceutici italiani: dopo essersi posizionata al quinto posto nel 2022 e nel 2023, la città aveva già raggiunto la seconda posizione nel 2024, subito dietro a Latina. Ora occupa la vetta con un export semestrale che supera il valore prodotto dall’intera area di riferimento nel 2024.
Un ruolo determinante è stato giocato dall’azienda multinazionale statunitense Eli Lilly, che ha avviato a Sesto Fiorentino la produzione del farmaco Tirzepatide. Questa molecola, commercializzata sotto due marchi distinti, è il principale motore del business del gruppo farmaceutico, che ha visto un incremento del 38% nel secondo trimestre del 2025, raggiungendo un fatturato di 15,5 miliardi di dollari.
La versione antidibete del farmaco, conosciuta come Mounjaro, ha generato vendite per 5,2 miliardi di dollari (quasi il doppio rispetto allo stesso periodo del 2024), mentre la sua variante anti-obesità, Zepbound, ha realizzato oltre 3,4 miliardi, triplicando i risultati di un anno fa. Questi medicinali hanno un prezzo unitario superiore ai 500 dollari per confezione, sufficiente per un mese di terapia.
La capacità produttiva dello stabilimento di Sesto Fiorentino, che impiega 1540 addetti e ha visto un aumento del 35% della forza lavoro negli ultimi cinque anni, è stata recentemente ampliata per rispondere alla domanda di questo farmaco. Il piano di investimenti annunciato due anni fa, del valore di 750 milioni di euro, include la creazione di nuove linee produttive dedicate a questo sviluppo.
Elias Khalil, Presidente e Amministratore Delegato di Lilly Italia Hub, ha spiegato:
“Gli investimenti saranno completati entro la fine dell’anno perché la crescita non è casuale; la domanda globale per questi prodotti è prevista triplicare nei prossimi anni.”
Anche se l’azienda non fornisce dati puntuali sulla produzione in termini di quantità, considerando il prezzo elevato di ogni confezione, è ragionevole ritenere che proprio questo impulso abbia determinato l’aumento significativo dell’export locale. Le vendite estere nella provincia hanno seguito un andamento parallelo all’espansione dello stabilimento: da 774 milioni all’inizio del 2023 sono cresciute a 1,3 miliardi nei primi mesi del 2024, raggiungendo infine 2,8 miliardi nel quarto trimestre e quasi 8,4 miliardi nel primo semestre del 2025.
L’export da Firenze si concentra principalmente verso gli Stati Uniti, la Francia e la Spagna, Paesi che insieme assorbono oltre cinque miliardi di euro nel periodo considerato. Tuttavia, la produzione richiede materie prime in larga misura importate, come dimostrano i dati sulle importazioni che nella provincia sono passate da 2,4 miliardi nel 2022 a 9,7 miliardi nel primo semestre del 2025, con prodotti provenienti da Cina, Stati Uniti e Irlanda, quest’ultima sede europea del gruppo.
Elias Khalil ha aggiunto:
“Siamo orgogliosi dei risultati raggiunti in Italia, grazie a un capitale umano altamente qualificato, una delle ragioni principali per cui continuiamo a investire qui. Tuttavia, questi investimenti non sono garantiti, soprattutto in un contesto competitivo come quello attuale. Sono necessari segnali chiari dal Governo, a partire dalla legge di Bilancio, per eliminare il meccanismo del payback, che penalizza fortemente le imprese.”
I dati relativi al primo semestre del 2025 evidenziano un’importante ripresa per le vendite estere farmaceutiche nella provincia, che raggiungono 8,4 miliardi di euro, più del doppio rispetto allo stesso periodo del 2024. Questo trend era già emerso nel corso del 2024, con l’export trimestrale compreso tra ottobre e dicembre che ha toccato quota 2,8 miliardi, più del doppio rispetto ai primi tre mesi dell’anno.
L’andamento positivo ha consentito alla città di Firenze di scalare la graduatoria nazionale dei distretti farmaceutici. Dopo essersi posizionata quinta nel 2022 e 2023, l’area è salita al secondo posto nel 2024, alle spalle di Latina, e ora nel primo semestre del 2025 ha superato ampiamente il valore di export registrato nell’intero anno precedente.
Un ruolo determinante è stato svolto da Eli Lilly, multinazionale statunitense che ha avviato a Sesto Fiorentino la produzione di Tirzepatide. Questo principio attivo, disponibile in due diverse formulazioni, rappresenta il principale motore del business globale del gruppo, che nel secondo trimestre del 2025 ha visto un incremento del fatturato del 38%, raggiungendo i 15,5 miliardi di dollari.
La versione anti-diabete denominata Mounjaro ha generato vendite per 5,2 miliardi di dollari nel periodo, quasi il doppio rispetto al medesimo arco temporale del 2024, mentre la formulazione anti-obesità Zepbound ha contribuito con 3,4 miliardi, triplicando i valori dell’anno precedente. Questi farmaci hanno un costo che supera i 500 dollari a confezione, sufficiente per un ciclo di trattamento mensile.
Lo stabilimento di Sesto Fiorentino, che conta 1540 dipendenti con un incremento del 35% negli ultimi cinque anni, è stato recentemente ampliato proprio per soddisfare questa crescente domanda. Il piano di investimenti annunciato due anni fa prevede 750 milioni di euro destinati all’espansione delle linee produttive.
Elias Khalil, Presidente e Amministratore Delegato di Lilly Italia Hub, spiega:
“Gli investimenti saranno completati entro la fine dell’anno, poiché prevediamo una crescita sostenuta e non temporanea, in considerazione della domanda globale che si stima triplicherà nei prossimi anni per questi prodotti.”
L’azienda non fornisce dati dettagliati sulla produzione, ma considerando il prezzo unitario delle confezioni sul mercato, si può ragionevolmente dedurre che questa produzione sia la principale responsabile dell’aumento dell’export locale. Il trend delle vendite estere nella provincia è infatti strettamente correlato all’espansione dello stabilimento di Sesto Fiorentino, che è passato da 774 milioni all’inizio del 2023 a 1,3 miliardi nei primi mesi del 2024, per poi crescere fino a 2,8 miliardi nel quarto trimestre e ulteriormente nei primi sei mesi del 2025.
Le esportazioni da Firenze sono principalmente dirette verso Stati Uniti, Francia e Spagna, che insieme assorbono oltre cinque miliardi di euro nei primi sei mesi dell’anno. Tuttavia, la produzione richiede un notevole apporto di materie prime, per la maggior parte importate dall’estero, come evidenziano i dati sull’importazione. Questi sono cresciuti significativamente, passando da 2,4 miliardi nel 2022 a 4,9 miliardi nel 2023, fino a raggiungere 7,9 miliardi nel 2024 e 9,7 miliardi nel primo semestre del 2025, determinando un saldo commerciale negativo nel settore per la provincia.
I materiali provengono principalmente da Cina, Stati Uniti e Irlanda, quest’ultima sede europea del gruppo farmaceutico.
Elias Khalil aggiunge:
“Siamo orgogliosi dei risultati ottenuti in Italia, dove possiamo contare su un capitale umano estremamente qualificato, uno dei motivi principali per cui continuiamo ad investire qui. Tuttavia, in un contesto globale complesso e competitivo, non possiamo dare per scontati tali investimenti. Sono necessari segnali chiari e concreti per sostenere la crescita del settore.”
Un esempio emblematico riguarda la provincia di Ascoli Piceno, che non dispone di un vero e proprio distretto farmaceutico, ma ospita un sito produttivo di rilievo di Pfizer. Questo stabilimento ha contribuito a far raggiungere all’area un export pari a 9,3 miliardi di euro nel 2022, posizionandola al primo posto a livello nazionale. Tale risultato è stato determinato in larga parte dalla produzione del Paxlovid, farmaco anti-Covid distribuito a livello globale.
Nel 2023, l’export farmaceutico della provincia è sceso a 6,5 miliardi di euro, tornando a livelli più tradizionali con il calo della domanda legata alla pandemia.
Tuttavia, i dati relativi alla prima metà del 2025 indicano un nuovo balzo nelle vendite estere del settore, con un valore di 8,4 miliardi di euro, più del doppio rispetto allo stesso periodo del 2024. Questo trend ha interessato anche altre aree produttive strategiche, tra cui quella di Firenze.
Il ruolo di Firenze nel nuovo scenario farmaceutico
La città di Firenze, tradizionalmente quinta nella classifica nazionale dei distretti farmaceutici, nel 2024 ha scalato la graduatoria guadagnando la seconda posizione, preceduta solo da Latina. Nel primo semestre del 2025, Firenze ha addirittura superato il valore totale dell’export di tutto il 2024, consolidando la sua leadership.
Un ruolo determinante in questa crescita è attribuibile al colosso farmaceutico statunitense Eli Lilly, che ha avviato la produzione di Tirzepatide a Sesto Fiorentino. Questa molecola viene commercializzata sotto due diverse formulazioni, ognuna delle quali ha avuto un impatto significativo sulle performance globali dell’azienda. Nel secondo trimestre del 2025, il fatturato complessivo di Eli Lilly ha registrato un aumento del 38%, raggiungendo 15,5 miliardi di dollari.
La versione anti-diabete, denominata Mounjaro, ha generato vendite per 5,2 miliardi di dollari, quasi il doppio rispetto allo stesso periodo del 2024. Parallelamente, la formulazione anti-obesità Zepbound ha triplicato il fatturato annuale, raggiungendo 3,4 miliardi. Si tratta di farmaci il cui prezzo unitario supera i 500 dollari a confezione, sufficienti per un mese di trattamento.
Sesto Fiorentino vanta una capacità produttiva importante con 1540 addetti, il cui numero è cresciuto del 35% negli ultimi cinque anni. Recentemente sono state implementate nuove linee produttive per far fronte alla domanda crescente, sostenute da un piano di investimenti del valore di 750 milioni di euro annunciato due anni fa.
Elias Khalil, Presidente e Amministratore Delegato di Lilly Italia Hub, ha dichiarato:
“Gli investimenti verranno completati entro la fine dell’anno perché la crescita che stiamo vivendo non è temporanea, considerando che la domanda globale per questi farmaci è prevista triplicare nei prossimi anni”.
Pur non fornendo dati precisi sul numero di confezioni prodotte, considerando il costo elevato di ogni unità, è plausibile attribuire a Sesto Fiorentino gran parte del balzo in avanti dell’export farmaceutico locale. La correlazione è evidente anche osservando l’andamento trimestrale delle vendita estere, che sono passate da 774 milioni all’inizio del 2023 a 2,8 miliardi verso la fine dello stesso anno, per poi crescere ulteriormente nella prima metà del 2025.
Le esportazioni da Firenze si dirigono principalmente verso Stati Uniti, Francia e Spagna, paesi che assorbono complessivamente oltre cinque miliardi di euro nei primi sei mesi del 2025.
Tuttavia, la produzione non è autonoma al 100%, poiché necessita di materie prime importate, come evidenziato dagli import crescenti nella provincia: da 2,4 miliardi nel 2022 a 9,7 miliardi nella prima metà del 2025, con materiali provenienti principalmente da Cina, Stati Uniti e Irlanda, quest’ultima anche sede europea del gruppo.
Elias Khalil ha aggiunto:
“Siamo orgogliosi dei risultati ottenuti in Italia, dove disponiamo di un capitale umano altamente qualificato, motivo principale per cui investiamo qui. Tuttavia, in un contesto competitivo e complesso, è indispensabile ricevere segnali chiari dal Governo, a partire dalla legge di Bilancio, per eliminare il meccanismo del payback che penalizza fortemente le imprese”.
Questa dinamica di successo non è nuova nel panorama italiano, come dimostra appunto il caso di Ascoli Piceno, che nel corso degli ultimi anni ha raggiunto risultati straordinari grazie a un singolo impianto produttivo di rilievo.