Oro supera 3.800 dollari mentre si avvicina la chiusura del governo

Il valore dell’oro ha superato i 3.700 dollari il 22 settembre, lo stesso giorno in cui l’indice S&P 500 e il Nasdaq Composite hanno chiuso a livelli record. Da allora, i mercati azionari hanno mostrato una lieve correzione mentre Wall Street cerca di anticipare l’andamento a breve termine dei tassi di interesse. Le divergenze tra i governatori della Federal Reserve e l’eventualità di un blocco del governo federale rincarano la complessità della situazione. Un arresto delle attività governative potrebbe congelare la disponibilità di dati economici fondamentali per le decisioni sui tassi d’interesse assunte dalla banca centrale. Inoltre, la minaccia dell’amministrazione Trump di licenziamenti di massa rappresenta un ulteriore fattore che contrasta con le strategie della Fed volte a stimolare il mercato del lavoro.

In questo contesto, una possibile paralisi governativa e le conseguenze connesse potrebbero rafforzare il valore dell’oro, poiché la domanda del metallo prezioso tende a crescere in periodi di incertezza economica.

Il prezzo di apertura dei futures sull’oro di lunedì è aumentato dello 0,4% rispetto alla chiusura di venerdì e del 2,7% rispetto all’apertura di una settimana prima, il 22 settembre, quando si attestava a 3.688,20 dollari. Nell’arco dell’ultimo mese, il prezzo dei futures è cresciuto del 10,4% rispetto al valore dell’29 agosto 2025, pari a 3.432,50 dollari. Su base annua, il metallo prezioso è salito del 41,9% a partire dall’apertura del 27 settembre 2024, attestata a 2.670 dollari.

È possibile monitorare in tempo reale l’andamento del prezzo dell’oro grazie a piattaforme di finanza attive 24 ore su 24, sette giorni su sette.

Per chi desidera approfondire le società più performanti nel settore aurifero, esistono strumenti avanzati che offrono liste selezionate e criteri dettagliati per filtrare e analizzare le aziende leader del comparto.

Come investire in oro: una procedura in quattro fasi

Investire nell’oro comporta un processo che può essere sintetizzato in quattro passaggi fondamentali:

1. Definire gli obiettivi di investimento

2. Stabilire la percentuale di allocazione nel portafoglio

3. Selezionare la forma di investimento più adatta (fisica, fondi, ETF, ecc.)

4. Valutare l’orizzonte temporale dell’investimento

La fase iniziale consiste nel chiarire le motivazioni per cui si desidera acquistare oro. Storicamente, tre sono gli scopi più comuni:

– Diversificazione con un asset che si muove in modo indipendente rispetto ai titoli azionari

– Protezione dal rischio inflazione e dalla perdita di potere d’acquisto

– Costituire un valore di riserva e una fonte di ricchezza in caso di crisi economiche impreviste

L’oro è da tempo riconosciuto come un elemento stabilizzante in un portafoglio bilanciato, grazie alla sua capacità di mantenere o addirittura aumentare il valore nei periodi di calo degli altri asset. Tale caratteristica spiega perché gli investitori lo impiegano come strumento di protezione nei momenti difficili. Il metallo prezioso limita le perdite non realizzate derivanti dalle azioni e mitiga l’impatto dell’inflazione sul potere di acquisto dei depositi in contanti. Ciò è visibile anche nell’attuale scenario di mercato.

Inoltre, l’oro è universalmente considerato un bene rifugio. In situazioni estreme, può fungere da mezzo di scambio se il dollaro dovesse subire un crollo.

Scott Travers, autore del manuale “The Coin Collector’s Survival Manual” e direttore della rivista “COINage”, ha affermato in un’intervista:

“Consiglio a tutti di acquistare un po’ di oro come copertura contro eventuali calamità. L’oro dovrebbe essere visto come una polizza assicurativa.”

Andamento storico e prospettive future del prezzo dell’oro

Analizzando il grafico del prezzo dell’oro, è possibile osservare una crescita costante negli ultimi mesi e anni. Il metallo prezioso mostra cicli prolungati di rialzi e ribassi. Tra il 2009 e il 2011, si è registrata una fase espansiva significativa, seguita da un lungo periodo di stagnazione durato circa nove anni in cui non sono stati raggiunti nuovi massimi.

In quelle annate di performance modesta, la presenza dell’oro in un portafoglio tende a ridurre i rendimenti complessivi. Per chi considera questo un problema, può essere opportuno ridurre la percentuale assegnata al metallo prezioso. Al contrario, se si è disposti a tollerare periodi di sottoperformance per beneficiare appieno nelle fasi positive, può essere valso fissare un peso maggiore per l’oro.

Il metallo giallo è tornato recentemente al centro dell’attenzione e numerosi analisti si mostrano ottimisti. A maggio, una ricerca di Goldman Sachs ha previsto che il prezzo dell’oro raggiungerà i 3.700 dollari l’oncia entro la fine del 2025, con un incremento del 40% rispetto all’apertura dell’anno, fissata il 2 gennaio a 2.633 dollari. Tale rialzo sarebbe spinto da una domanda crescente da parte delle banche centrali e dall’incertezza derivante dai mutamenti nelle politiche tariffarie degli Stati Uniti.

Per approfondire la storia e l’andamento del valore dell’oro, esistono risorse che tracciano l’evoluzione del prezzo a partire dal 2000, offrendo una visione completa e dettagliata degli ultimi vent’anni.