Il mercato delle opzioni di IBIT alimenta il dominio degli ETF BTC

L’analista James Check insieme a Unchained ha pubblicato un rapporto che delinea l’attuale scenario del mercato bitcoin, con il prezzo al momento fissato a BTC 112.225,25. Uno degli aspetti più rilevanti emergenti è la crescita dei fondi negoziati in borsa (ETF) legati al bitcoin, in particolare il successo dell’iShares Bitcoin Trust (IBIT) e il mercato delle opzioni che ora supporta tale prodotto.

Il rapporto si apre con una citazione significativa: “Le opzioni sono attualmente lo strumento derivato dominante in termini di open interest, superando i 90 miliardi di dollari, sorpassando così i mercati futures che si attestano intorno agli 80 miliardi.”

Dalla sua introduzione nel gennaio 2024, IBIT ha registrato circa 61 miliardi di dollari in afflussi netti in 18 mesi, piazzandosi tra gli ETF più performanti di sempre. Questo trend ha accelerato ulteriormente con il lancio delle opzioni ETF a novembre 2024. Il mercato delle opzioni, che offre agli investitori il diritto senza l’obbligo di acquistare o vendere un asset a un prezzo predeterminato entro un periodo specifico, ha riorganizzato significativamente i flussi di capitale, con IBIT che ha attratto 32,8 miliardi di dollari in afflussi, mentre i suoi concorrenti sono rimasti sostanzialmente fermi dallo start delle opzioni.

Il rapporto evidenzia che IBIT ora detiene il 57,5% di tutti gli asset gestiti negli ETF bitcoin (AUM), rispetto al 49% di ottobre 2024, con circa 40 centesimi di open interest nelle opzioni per ogni dollaro di bitcoin presente nel fondo. In confronto, FBTC di Fidelity, il secondo ETF più grande, ha un open interest in opzioni circa 25 volte inferiore a IBIT, circa 1,3 miliardi di dollari.

Questo livello di attività ha portato IBIT a competere direttamente con Deribit, il più grande exchange mondiale di opzioni crypto, dove i volumi giornalieri oscillano normalmente tra 4 e 5 miliardi di dollari, secondo il rapporto.

Il rapporto fa anche riferimento ai documenti 13F, ovvero le dichiarazioni trimestrali obbligatorie depositate presso la SEC da gestori finanziari che detengono oltre 100 milioni di dollari in asset. Questi documenti dimostrano la detenzione degli ETF da parte delle istituzioni, che possono così sfruttare il mercato delle opzioni per assumere posizioni short o adottare strategie di arbitraggio per la gestione della volatilità.

In conclusione, il rapporto sottolinea che il profilo di volatilità del bitcoin è cambiato in modo significativo in questo ciclo, con gli ETF e i loro mercati di opzioni che rappresentano un elemento fondamentale in questo mutamento.

Il rapporto osserva:

“A nostro avviso, il lancio delle opzioni sugli spot ETF rappresenta finora un cambiamento poco discusso ma di estrema importanza nella recente struttura di mercato del Bitcoin.”