Il nuovo ordine esecutivo di Trump potrebbe cambiare radicalmente il tuo conto pensionistico ecco perché devi stare attento ora
- 28 Settembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Borse, Mercati
Negli Stati Uniti, nuove normative stanno ampliando le possibilità di investimento all’interno dei conti pensionistici agevolati, come i 401(k). Un ordine esecutivo firmato dall’allora presidente Donald Trump ha aperto la strada all’inclusione di “asset alternativi”, quali il credito privato, il private equity e persino le criptovalute, all’interno di questi portafogli.
I sostenitori di questa evoluzione la definiscono una forma di “democratizzazione” nell’accesso a investimenti tradizionalmente riservati a istituzioni e investitori con elevato patrimonio. Dall’altra parte, gli esperti mettono in guardia sui rischi complessi associati a tali asset, che potrebbero risultare difficilmente comprensibili per l’investitore medio.
Questo articolo analizza le ragioni che stanno trasformando il panorama previdenziale negli Stati Uniti e fornisce indicazioni per tutelare il proprio portafoglio da rischi non necessari.
Accesso tradizionale e nuovi interessi degli investitori retail
Storicamente, gli asset alternativi come il private equity e i fondi hedge erano riservati ai cosiddetti “investitori accreditati”, definiti dalla U.S. Securities and Exchange Commission (SEC) come soggetti con un patrimonio netto superiore a un milione di dollari, al netto della prima casa, o con un reddito annuo superiore a 200.000 dollari.
Tuttavia, in tempi recenti l’interesse degli investitori al dettaglio verso questi strumenti è cresciuto sensibilmente. Un sondaggio condotto dall’azienda di ricerche di mercato Opinium rileva che il 21% degli investitori retail ha valutato l’ipotesi di investire in asset alternativi, mentre un ulteriore 5% prevede di farlo a breve.
Il motivo più frequentemente citato è la ricerca di diversificazione. Molti investitori intendono superare la tradizionale distinzione tra azioni e obbligazioni in vista di rendimenti superiori. Tuttavia, gli specialisti avvertono che questi strumenti possono comportare rischi complessi e trasparenza limitata, non sempre adatti a tutti.
Prestazioni, costi e liquidità degli investimenti alternativi
I fondi dedicati al private market spesso pubblicizzano potenziali rendimenti superiori rispetto ai tradizionali titoli azionari e obbligazionari. Nella realtà però, tali obiettivi elevati possono nascondere costi elevati, problemi di liquidità e performance irregolari.
Al maggio 2025, soltanto due dei quattordici fondi di private equity e venture capital monitorati da Morningstar avevano registrato performance superiori all’indice S&P 500 dalla loro costituzione. Nel frattempo, le commissioni tipiche di questi fondi sono comprese tra l’1% e il 2,5% annuo per la gestione, a cui si aggiunge generalmente una quota del 20% o più sui profitti, come indicato da Hamilton Lane.
A differenza dei mercati pubblici, gli asset privati mancano di un mercato secondario sviluppato, rendendo complicata la dismissione degli investimenti. Come evidenziato da Charles Rotblut, vicepresidente dell’American Association of Individual Investors:
“Se si desidera ritirarsi da un investimento in private equity, non esiste un modo per vendere realmente le quote o la società stessa – semplicemente non esiste un mercato per queste.”
Implicazioni sistemiche e consigli per gli investitori
I rischi associati agli investimenti alternativi non interessano solo singoli portafogli. Un’analisi dell’Institute for Economic Policy Research (SIEPR) mette in guardia dal possibile sviluppo di una “macchina di rischio sistemico” qualora vi fosse un accesso diffuso degli investitori retail a strumenti illiquidi e poco trasparenti, amplificando il pericolo di instabilità finanziaria in eventuali fasi di crisi.
Per la maggior parte degli investitori, la scelta più prudente rimane puntare su fondi indicizzati a basso costo. Tuttavia, qualora si desideri esplorare il mondo degli asset privati, è fondamentale consultare un consulente finanziario che possa valutare l’inserimento di tali strumenti all’interno di un piano patrimoniale integrato.
Lisa Kirchenbauer, partner fondatrice e consulente senior di Omega Wealth Management, suggerisce un approccio bilanciato destinando solo una piccola quota del portafoglio — tra il 5% e il 10% — a questa categoria di investimenti, in modo da beneficiare della diversificazione limitando l’esposizione a rischi eccessivi.
In questo modo è possibile conciliare l’obiettivo di ampliare le opportunità di rendimento con la necessità di salvaguardare il capitale destinato alla pensione.