Enti locali, una tantum da 2.500 euro con il doppio rinnovo del contratto
- 27 Settembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Giancarlo Giorgetti, ministro dell’Economia, ha sottolineato mercoledì al Senato come si sia fatto un enorme recupero sui contratti della pubblica amministrazione, invitando le imprese a «fare la loro parte». Negli ultimi due anni la Pubblica Amministrazione ha intensificato gli sforzi per riallineare il calendario contrattuale a quello effettivo, ma il percorso non è ancora concluso e nelle prossime settimane sono previsti due passaggi decisivi.
I passaggi fondamentali in vista
Il primo appuntamento è fissato per il 4 novembre, apparentemente di natura burocratica ma con impatti concreti significativi: in quella data dovrebbe concludersi la procedura per la certificazione della nuova rappresentatività sindacale nei vari comparti. Questo passaggio è essenziale per avviare la stagione contrattuale 2025-2027, i cui fondi sono già stati stanziati nella legge di bilancio dell’anno scorso e le cui regole operative sono state definite nella direttiva generale firmata dal ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo.
Il fatto stesso che le trattative per il nuovo triennio siano imminenti influenza anche i due tavoli contrattuali ancora aperti per il periodo 2022-2024: quelli del comparto Istruzione e Ricerca e delle Funzioni Locali, comprendenti Regioni, Province, Città, Comuni e Camere di Commercio, che coinvolgono più di un milione e mezzo di lavoratori pubblici.
La situazione più complessa riguarda proprio le amministrazioni locali, dove la trattativa è bloccata a causa del «no» di CGIL e UIL, che qui detengono la maggioranza. Il principale ostacolo è la scarsità delle risorse stanziate, che prevedono un aumento del 6%, nettamente inferiore rispetto alla crescita dell’inflazione del 14% nel triennio. Un adeguamento completo alle variazioni dei prezzi sarebbe insostenibile, con un costo stimato in circa 32 miliardi per l’intera pubblica amministrazione.
Di conseguenza, le richieste sindacali si sono concentrate sull’ipotesi di anticipare una parte dei fondi destinati al triennio 2025-2027 da utilizzare già nel 2022-2024. Tuttavia, questa soluzione incontra rilevanti ostacoli contabili, ma con il trascorrere del tempo diventa sempre più plausibile nel concreto.
Impatto economico per i dipendenti
Secondo calcoli basati sugli incrementi percentuali già previsti per ciascun anno, una ratifica ravvicinata dei contratti 2022-2024 e 2025-2027 potrebbe tradursi in un pagamento arretrato una tantum di circa 2.500 euro per ogni dipendente delle Regioni e degli enti locali. L’aumento mensile sarebbe di circa 190 euro da quest’anno, con un graduale incremento fino a 230 euro nel prossimo e 280 euro a regime dal 2027.
Il tema è attualmente al centro del confronto tra Governo e sindacati. Un nuovo passo avanti nel dialogo si è avuto recentemente durante un incontro tra il ministro Paolo Zangrillo e il segretario generale della UIL, Pierpaolo Bombardieri, in occasione dell’inaugurazione di una scuola di alta formazione per dirigenti sindacali creata dalla UIL FPL.
Pierpaolo Bombardieri ha riconosciuto:
“Il contratto dispone di uno stanziamento importante, che in passato non era mai stato previsto, ma serve un ulteriore sforzo: utilizziamo tutte le risorse già programmate fino al 2027 e firmiamo i contratti domani mattina.”
L’anticipazione totale o parziale delle risorse, come detto in precedenza, è complessa, soprattutto nel contesto di vincoli stringenti sui conti pubblici e lo sforzo per contenere il rapporto deficit/Pil al 3%. Tuttavia, con il passare delle settimane potrebbe essere possibile avvicinare le due tornate contrattuali.
Paolo Zangrillo ha aggiunto:
“Spero che si riesca a trovare una soluzione condivisa da tutte le parti.”
Supporto alle amministrazioni in difficoltà
Nel confronto contrattuale potrebbe essere inserito anche il «fondo di perequazione» proposto da Paolo Zangrillo a Giancarlo Giorgetti in vista della prossima manovra economica. Questo fondo mira a sostenere gli enti in difficoltà finanziaria per rafforzare il salario accessorio, analogamente a quanto consentito alle amministrazioni finanziariamente solide dall’ultimo decreto sulla Pubblica Amministrazione (Dl 25/2025).
Il fondo, ipotizzato con una dotazione iniziale tra 100 e 150 milioni di euro per la Funzione Pubblica, deve ancora superare alcune verifiche per essere inserito nella legge di bilancio, in base alle risorse che si renderanno disponibili nei prossimi giorni. Se approvato, rappresenterebbe un elemento ulteriore per facilitare lo svolgimento delle trattative contrattuali.