Patuelli su extra profitti banche niente demagogia
- 26 Settembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Sulla tematica degli extraprofitti nel settore bancario e l’eventuale offerta di un contributo volontario da parte degli istituti di credito, il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, ha dichiarato con chiarezza che «non si deve cadere nella demagogia». Intervenuto a un convegno a Cesena durante l’evento Fattore R, Patuelli ha ricordato che l’articolo 53 della Costituzione stabilisce come tutti debbano contribuire alle spese pubbliche in base alla loro capacità contributiva, seguendo criteri di progressività.
In particolare, ha sottolineato che il sistema bancario e i suoi azionisti contribuiscono con un carico fiscale complessivo che si attesta intorno al 55%, considerando la doppia tassazione: prima a livello di impresa e poi sugli azionisti stessi. Per questo motivo, ha ribadito, non è corretto alimentare posizioni populiste sul tema.
Per quanto concerne il rapporto tra le banche e il territorio, Patuelli ha evidenziato che attualmente c’è una maggiore offerta di prestiti rispetto alla domanda per le imprese. Nel settore delle famiglie, invece, negli ultimi sette mesi si è registrata una forte richiesta di mutui. Solo negli ultimi due mesi, anche le imprese a livello nazionale hanno iniziato ad aumentare la richiesta di finanziamenti.
Questo fenomeno, ha spiegato, non deve sorprendere, considerando il clima di incertezza creato dagli aumenti tariffari e dai dubbi riguardo agli sbocchi all’importazione. Le imprese, ha concluso, necessitano di essere supportate soprattutto abbassando la pressione fiscale, in modo da incentivarle a investire e a sostenere la crescita economica.
Patuelli: «Servirà tempo per attenuare l’impatto dei dazi»
Riguardo al commercio internazionale, Antonio Patuelli ha osservato che gli effetti dei nuovi dazi non sono ancora pienamente visibili sul mercato. Anzi, fino a poco tempo prima dell’entrata in vigore delle misure, si è registrato addirittura un incremento nelle esportazioni verso gli Stati Uniti.
Antonio Patuelli ha commentato:
«Il punto cruciale è che l’Europa, e in modo particolare l’Italia, stanno lavorando per individuare nuovi canali commerciali in grado di compensare i rischi legati ai dazi. Si tratta di un processo che richiederà tempo, pertanto non possiamo escludere né sottovalutare il rischio che si manifestino crisi e recessioni economiche.»