Slides 6% mentre il crollo di Bitcoin taglia il sentiment rialzista
- 26 Settembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Il tentativo di XRP di superare la soglia di 2,90 dollari è stato interrotto da una forte pressione di vendita il 25 settembre, con un picco di volume pari a 277 milioni di dollari che ha spinto il prezzo indietro a 2,75 dollari. Questo movimento ha cancellato oltre 18 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato nell’arco di una settimana, consolidando una nuova resistenza a 2,80 dollari e costringendo gli operatori a prepararsi a un possibile test del supporto a 2,70 dollari.
Nel dettaglio, nelle sessioni tra il 25 e il 26 settembre, XRP ha perso il 5,83%, scendendo da 2,92 a 2,75 dollari in seguito a significative vendite istituzionali.
Un netto rifiuto a 2,80 dollari intorno alle ore 17:00 ha innescato un’impennata di volumi pari a 276,77 milioni di dollari, oltre 2,5 volte la media giornaliera.
Nonostante l’approvazione da parte della SEC del primo ETF statunitense su XRP, l’ottimismo è stato smorzato dagli avvertimenti del presidente della Federal Reserve Jerome Powell riguardo le valutazioni e dai rendimenti crescenti dei titoli del Tesoro.
Nel corso della settimana, la capitalizzazione di mercato di XRP si è ridotta di 18,94 miliardi di dollari, segnando una flessione del 10,22% e infrangendo la soglia psicologica dei 3,00 dollari.
Sintesi dell’andamento dei prezzi
Durante la giornata di trading, XRP ha oscillato tra un massimo di 2,92 dollari e un minimo di 2,74 dollari, con una variazione intraday del 6,3%, per poi concludere vicino a 2,75 dollari.
I venditori hanno preso il controllo dopo il rifiuto a 2,80 dollari, sostenuto da un volume elevato che ha creato una zona di distribuzione impedendo ulteriori rialzi.
I tentativi successivi di recupero si sono arenati intorno a 2,81–2,82 dollari, confermando la formazione di nuove resistenze.
Nell’ultima ora, si è registrato un breve rimbalzo dell’1,09%, con il prezzo che è risalito da 2,75 a 2,78 dollari, alimentato da flussi concentrati tra le 00:50 e le 00:57, con volumi superiori ai 3 milioni per candela.
Il supporto a breve termine è ora collocato nella fascia 2,75–2,77 dollari, mentre si apre il rischio di un possibile calo verso 2,70 dollari in caso di rottura al ribasso.
Analisi tecnica
L’ampiezza del range di prezzo si è attestata a 0,18 dollari (6,3%), tra un massimo a 2,92 e un minimo a 2,74 dollari.
Le resistenze si sono manifestate con un primo rifiuto a 2,80 dollari e successivamente con cluster nella zona 2,81–2,82 dollari, emersi in seguito ai tentativi falliti di ritestare quei livelli.
I supporti più significativi sono stati difesi nella fascia di 2,75 dollari a fine sessione, con il livello psicologico di 2,70 dollari che rappresenta la prossima area di controllo.
I volumi hanno raggiunto 276,77 milioni alle 17:00, confrontati con una media giornaliera di 108,42 milioni.
Il pattern di rifiuto con volumi elevati indica una fase di distribuzione, mentre la consolidazione a breve termine attorno a 2,77 dollari suggerisce incertezza prima del prossimo movimento significativo.
Cosa osservano gli operatori
Gli investitori sono particolarmente attenti a verificare se il supporto a 2,75 dollari reggerà durante la sessione asiatica o se ci sarà una rottura verso quota 2,70 dollari.
L’ottimismo legato all’ETF convive con deflussi di capitali reali, mantenendo in evidenza un possibile modello “sell-the-news”.
Inoltre, si monitorano con attenzione i movimenti delle whale, che nelle ultime settimane hanno effettuato trasferimenti per 800 milioni di dollari, aumentando il rischio di posizionamenti nel caso la pressione di vendita riprenda.
Sul piano macroeconomico, il tono restrittivo del presidente della Federal Reserve Jerome Powell, l’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato e la limitazione delle aspettative sui tagli dei tassi rappresentano elementi d’incertezza per il mercato.