Rivoluzionare gli investimenti in crypto guardando oltre gli asset digitali

Nel numero odierno della newsletter “Crypto for Advisors”, Kevin O’Leary, imprenditore e investitore, condivide la sua opinione e la sua tesi sugli investimenti in criptovalute, illustrando come entrambe si siano evolute nel tempo. Successivamente, Leo Mindyuk, CEO di MLTech, risponde alle domande degli investitori comuni nella rubrica “Chiedi all’esperto”.

Riconsiderare l’investimento in criptovalute richiede uno sguardo che vada oltre i soli asset digitali.

Da rifiuti a oro digitale: perché scegliere le criptovalute?

Nel 2019, Kevin O’Leary fece scalpore definendo il bitcoin “spazzatura”. All’epoca mancava qualsiasi regolamentazione e controllo, regnava il caos e i governi erano diffidenti, senza una strategia chiara nei confronti delle criptovalute. Oggi invece il panorama si è trasformato completamente.

Prima che gli enti regolatori iniziassero a intervenire, i pionieri del mondo cripto – spesso definiti “cowboy” – hanno accumulato ingenti guadagni sfruttando la forte volatilità iniziale. Nonostante l’elevato rischio, il mercato delle criptovalute si è dimostrato estremamente produttivo.

Ad oggi, il mercato ha raggiunto una dimensione tale da considerare BTC, con un valore intorno a 109.678,68 dollari, e altre criptovalute come riserve di valore, sistemi di pagamento digitali o stablecoin. Nonostante ciò, siamo ancora nelle fasi iniziali di adozione, ben lontani dal pieno potenziale.

Il ruolo della regolamentazione

Nell’era post “Far West”, tutti attendono il prossimo evento significativo che possa spingere la scoperta del prezzo verso nuovi massimi. È evidente come gli investimenti istituzionali rappresentino questa svolta potenziale. Pochissime grandi istituzioni finanziarie, fondi sovrani e simili hanno ancora adottato le criptovalute. Se solo una parte di questi soggetti destinasse a BTC l’1% del proprio portafoglio, il mercato ne trarrebbe un’impennata sostanziale. Il grande ostacolo rimane la regolamentazione.

La regolamentazione è iniziata con gli ETF su bitcoin, disponibili inizialmente in Canada, e successivamente negli Stati Uniti e in Europa. Questi strumenti rappresentano oggi il canale principale per l’ingresso di Wall Street nelle criptovalute. Un’altra normativa importante è stata il GENIUS Act negli Stati Uniti, che ha garantito le stablecoin rispetto al dollaro statunitense. Nel complesso, questi provvedimenti testimoniano una crescente fiducia istituzionale nelle criptovalute.

Due progetti legislativi da seguire con attenzione sono il Digital Asset Market Structure Bill del Senato US e il Clarity Act della Camera, entrambi mirati a creare un quadro regolatorio completo per gli asset digitali. Molti investitori si aspettano un mercato rialzista se queste leggi verranno approvate e se il trend normativo positivo proseguirà. I livelli attuali del BTC indicano probabilmente un atteggiamento di attesa, come prima dell’apertura delle dighe del mercato.

Possedere “picconi e pale”: la strategia infrastrutturale

Nel valutare gli asset cripto, spesso si trascura l’infrastruttura necessaria per sostenere un’adozione istituzionale su larga scala. Kevin O’Leary sottolinea l’importanza della sua strategia dei “picconi e pale”, ovvero investire nelle infrastrutture che supportano l’ecosistema cripto, beneficiando dei ritorni senza doversi preoccupare eccessivamente delle oscillazioni di prezzo dei singoli token.

In particolare, valuta con ottimismo lo sviluppo degli exchange e dei data center, fondamentali in caso di diffusione istituzionale. È investitore in Bitzero, azienda che gestisce un data center alimentato da energia pulita destinato al mining di BTC. Questo investimento rappresenta un vantaggio strategico legato al basso costo energetico, che permette di mantenere margini anche in presenza di volatilità.

Anche gli exchange rivestono un ruolo cruciale. O’Leary ha investito significativamente in WonderFi, che è diventata la più grande piattaforma in Canada, ed è azionista di Robinhood e Coinbase. Queste piattaforme sono i luoghi principali dove avviene la formazione del prezzo delle criptovalute e guadagnano tramite le transazioni.

Come costruire un portafoglio cripto diversificato

Oggi, investire nel settore cripto può significare contribuire all’infrastruttura o possedere stablecoin. O’Leary detiene sia criptovalute sia partecipazioni in exchange e società energetiche che alimentano il mining. Complessivamente, le sue partecipazioni legate al mondo cripto rappresentano circa il 20% del suo portafoglio totale. Consiglia di sviluppare un portafoglio variegato non tanto per la diversificazione fra token, quanto per la partecipazione in imprese che sostengono l’ecosistema digitale.

Dove posizionare le criptovalute

In passato, O’Leary deteneva posizioni in 27 criptovalute diverse. Ora si concentra su tre sole: Bitcoin (BTC), Ethereum (ETH) e stablecoin. BTC ed ETH rappresentano il riferimento principale e coprono circa il 90% delle sue criptovalute, con una allocazione del 2,5% ciascuno per quanto riguarda il portafoglio complessivo. Svolge inoltre una strategia di “wrapping” dell’ETH attorno al BTC per creare un flusso di rendimento mensile.

Molti altri investimenti come azioni e obbligazioni generano dividendi o interessi, quindi un reddito visibile. Il wrapping mira a replicare questa rendita pur mantenendo BTC come oro digitale, con l’obiettivo di una crescita sul lungo termine.

L’apprezzamento delle criptovalute è evidente. Ethereum (ETH), ad esempio, rappresenta il mercato principale per molte stablecoin utilizzate a Wall Street.

Negli ultimi tempi, alcune società quotate in borsa hanno utilizzato i propri fondi di tesoreria per acquistare Bitcoin (BTC) con un elevato livello di leva finanziaria. Personalmente, preferisco adottare un approccio prudente: raramente supero una leva del 30%. Ritengo che il rischio di subire perdite significative, come un calo del 50% del valore di BTC in una sola notte, non compensi.

La mentalità dell’investitore crypto

Un aspetto fondamentale da comprendere nell’investimento in criptovalute è che la volatilità è un elemento intrinseco al mercato. È essenziale adottare una mentalità che sfrutti questa variabilità, investendo sia nelle criptovalute stesse sia nell’infrastruttura sottostante. Bisogna credere nell’intero ecosistema cripto. Questo approccio permette di evitare previsioni sul prezzo dei token e di ottenere profitti indipendentemente dall’andamento dei singoli asset.

Kevin O’Leary, imprenditore e investitore, afferma:

“La volatilità è parte integrante del mercato crypto e l’ideale è sfruttarla mantenendo una posizione solida sia sulle criptovalute sia sulle infrastrutture tecnologiche.”

Capire i modelli di investimento in criptovalute

Nel contesto degli investimenti in criptovalute, il concetto di “accesso” è centrale. Ma cosa significa realmente accedere a questo mercato e perché riveste una tale importanza?

L’accesso indica il modo in cui un investitore interagisce con l’ecosistema crypto. A differenza dei mercati tradizionali, dove la maggior parte degli investitori utilizza conti di intermediazione per l’acquisto di azioni o ETF in modo uniforme, nell’ecosistema cripto la realtà è molto più frammentata e dinamica.

Si possono acquistare token su exchange centralizzati, interagire con protocolli decentralizzati, investire in prodotti strutturati o affidare capitali a gestioni professionali. Ogni modalità di accesso comporta diverse implicazioni in termini di proprietà, custodia, esecuzione, trasparenza e rischio.

Per esempio, detenere token in un wallet privato significa avere il controllo diretto sulle proprie risorse, ma richiede competenze tecniche specifiche. Al contrario, optare per conti gestiti o prodotti indicizzati offre semplicità e supervisione professionale, spesso a scapito di un controllo più limitato.

Comprendere quale modello di accesso si utilizza è fondamentale perché determina l’esperienza dell’investitore e l’esposizione agli asset digitali.

Oltre alla semplice strategia di acquisto e mantenimento, esistono modelli di investimento più sofisticati:

Delta-Neutrale: strategie che bilanciano posizioni long e short (ad esempio, spot vs futures) per eliminare l’esposizione direzionale, focalizzandosi sulla generazione di rendimento con drawdown minimi;

Market-Neutrale: mira a mantenere l’esposizione netta vicino a zero sfruttando disallineamenti di prezzo tra asset, utilizzando tecniche come arbitraggio statistico o trading di coppie, con rendimenti solitamente non correlati e perdite inferiori al 10%;

Long-Short Quantitativo: utilizza segnali sistematici quali momentum, ritorno alla media o modelli fattoriali per prendere posizioni direzionali, accettando una maggiore volatilità e drawdown compresi tra il 10% e il 20% per puntare a rendimenti più elevati;

Smart Beta: frameworks basati su regole che replicano esposizioni a fattori come momentum, valore o volatilità, implementati spesso tramite futures regolamentati per fornire un accesso trasparente e scalabile a stili sistematici tipici della finanza tradizionale.

Queste metodologie ampliano le opzioni disponibili rispetto al semplice exposure passivo, consentendo un controllo più preciso su rischio, rendimento e diversificazione del portafoglio.

Come scegliere la strategia giusta

La scelta del modello di accesso più adeguato dipende innanzitutto dagli obiettivi d’investimento: crescita a lungo termine, diversificazione, generazione di reddito o protezione del capitale. Successivamente, è necessario valutare la propria tolleranza al rischio e il grado di coinvolgimento desiderato.

Gli investitori più esperti e tecnologicamente preparati possono optare per un’esposizione diretta ai token o l’interazione con protocolli di finanza decentralizzata (DeFi). Chi invece preferisce la struttura e la supervisione può rivolgersi a strategie gestite professionalmente, basate su costruzione del portafoglio guidata dall’intelligenza artificiale, analisi del rischio in tempo reale ed esecuzione automatizzata.

Un’infrastruttura adeguata è altrettanto essenziale: aspetti come la custodia, la liquidità e la trasparenza contribuiscono infatti alla solidità e alla sostenibilità di qualsiasi approccio.

Ad esempio, un’architettura non custodita combinata con un cruscotto per il monitoraggio in tempo reale delle performance e dei rischi garantisce sicurezza, trasparenza e controllo.

L’ecosistema degli asset digitali comprende oggi un’ampia varietà di partecipanti, dai trader con alta convinzione agli investitori passivi. La questione non è solo se entrare in questo mercato, ma come farlo in modo consapevole, allineando il proprio metodo di accesso agli obiettivi e comprendendo appieno i compromessi implicati.

Leo Mindyuk, CEO e CIO di ML Tech, conclude:

“Gli investitori devono scegliere strategie che riflettano i loro obiettivi e rischi, adottando un accesso intelligente e sicuro al mercato digitale, per partecipare in modo efficace e sostenibile.”