Solana whale svela un massiccio riacquisto di azioni da 100 milioni di dollari nel DeFi – Nuovi acquisti di SOL in arrivo?
- 24 Settembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Borse, Mercati
DeFi Development Corp, la prima società quotata pubblicamente strutturata attorno a una strategia di tesoreria basata su Solana, ha ampliato il suo programma di riacquisto azionario fino a 100 milioni di dollari, segnando una delle iniziative più ingenti nel settore delle criptovalute.
La società ha comunicato mercoledì che il Consiglio di Amministrazione ha approvato l’aumento dell’autorizzazione, inizialmente fissata a 1 milione di dollari, consentendo al management di ricomprare azioni ordinarie sul mercato aperto secondo la Regola 10b-18 del Securities Exchange Act del 1934.
L’autorizzazione offre la flessibilità di riacquistare fino a 100 milioni di dollari in azioni, con una soglia iniziale di 10 milioni che richiede una notifica preventiva al Consiglio prima di effettuare ulteriori acquisti.
Le azioni riacquistate saranno o cancellate, tornando nello stato di azioni autorizzate ma non emesse, oppure mantenute come azioni di tesoreria.
Secondo la documentazione presentata, la tempistica, le modalità e la quantità dei riacquisti saranno decise dal management in base alle condizioni di mercato e alle normative vigenti.
La società ha sottolineato che il programma non costituisce un obbligo a riacquistare un numero specifico di azioni e può essere modificato, sospeso o interrotto in qualsiasi momento.
Strategia e sviluppo di DeFi Development Corp
Questa decisione arriva in un anno ricco di iniziative per DeFi Development Corp, che ha cercato di affermarsi come l’equivalente di Strategy per Bitcoin, ma focalizzata sul network Solana. Negli ultimi mesi, la società ha progressivamente incrementato le riserve di Solana nella propria tesoreria.
Il 17 settembre, ha reso noto l’acquisto di 62.745 token SOL, portando il totale detenuto a 2.095.748 SOL, con un valore approssimativo di 499 milioni di dollari al momento dell’acquisto. Questo si traduce in circa 0,0816 SOL per azione, o un valore di circa 19,44 dollari per azione, in base alle metriche riportate dalla società.
I token sono impegnati in staking presso diversi validatori, incluso quello gestito direttamente dall’azienda, per generare rendimenti passivi.
Il programma di buyback segue anche alcune difficoltà normative affrontate dalla società durante l’anno. A giugno, DeFi Development Corp ha ritirato una richiesta di registrazione per 1 miliardo di dollari presso la U.S. Securities and Exchange Commission, dopo che l’ente regolatore aveva escluso la possibilità di utilizzare il modulo semplificato S-3 a causa dell’assenza di una relazione sulla gestione dei controlli interni nel loro ultimo Form 10-K.
La società ha precisato che nessun titolo è stato venduto attraverso quel deposito ritirato e che intende presentare nuovamente la domanda non appena saranno risolte le problematiche di conformità.
Nonostante questo contraccolpo, DeFi Development Corp ha continuato con le sue iniziative di raccolta fondi. A luglio ha annunciato una raccolta di 100 milioni di dollari tramite un’offerta privata di obbligazioni senior convertibili con scadenza nel 2030, con l’opzione di estendere l’importo fino a 125 milioni.
I proventi sono stati destinati in parte ai riacquisti azionari attraverso un accordo di acquisto anticipato e in parte all’ulteriore accumulo di Solana.
Più recentemente, la società ha ampliato la sua presenza a livello internazionale. Il 22 settembre ha firmato una lettera d’intenti per creare la controllata DeFi Development Corp. Korea, un Digital Asset Treasury (DAT) basato su Solana, in collaborazione con la società fragmetric.
Una settimana prima, aveva annunciato piani per investire tra 5 e 75 milioni di dollari per veicolo in DAT globali attraverso il suo programma Treasury Accelerator, con i rendimenti reinvestiti in SOL per ampliare ulteriormente la tesoreria.
Dal mese di aprile, DeFi Development Corp ha raccolto complessivamente 42 milioni di dollari per finanziare la sua strategia focalizzata su Solana.
Con l’autorizzazione al riacquisto azionario ora estesa a 100 milioni di dollari, la società rafforza il suo duplice approccio, volto sia a valorizzare gli azionisti sia a consolidarsi come uno dei principali detentori istituzionali di token Solana.
L’adozione istituzionale di Solana
L’integrazione di Solana nel panorama istituzionale sta accelerando rapidamente. Secondo dati di mercato, le società di tesoreria detengono collettivamente 13,44 milioni di SOL, per un valore di 2,86 miliardi di dollari.
Recentemente, la società australiana di fitness Fitell Corporation ha annunciato di aver ottenuto una linea di credito da 100 milioni di dollari per lanciare una strategia di tesoreria focalizzata su Solana, rinominandosi in Solana Australia Corporation.
Essa diventerà la prima istituzione quotata al Nasdaq nel Paese a detenere token Solana, con l’obiettivo di generare rendimenti tramite staking, partecipazione a protocolli DeFi e prodotti strutturati con protezione dal ribasso.
Recentemente, Brera Holdings ha chiuso un’offerta privata (PIPE) da 300 milioni di dollari in sovrasottoscrizione, guidata da investitori degli Emirati Arabi Uniti e da Ark Invest, destinata all’acquisto di Solana per la propria riserva.
Al contempo, Forward Industries, il più rilevante detentore istituzionale di Solana, ha accumulato oltre 6,8 milioni di SOL e sta programmando di tokenizzare le proprie azioni attraverso la piattaforma Opening Bell di Superstate.
Questa iniziativa permetterà di negoziare le azioni FORD ininterrottamente 24 ore su 24, con regolamenti istantanei e liquidità globale, consentendo inoltre l’utilizzo come garanzia per protocolli di prestito basati su Solana.
Recentemente, Forward ha richiesto l’autorizzazione per un programma azionario at-the-market da 4 miliardi di dollari al fine di espandere ulteriormente la propria strategia.
Altre realtà, come Helius Medical Technologies, BIT Mining e Upexi Inc., stanno costituendo tesorerie basate su Solana, consolidando la reputazione del network come polo emergente per i capitali istituzionali.