I controlli sui capitali minacciano i sogni delle stablecoin in Asia tranne a Hong Kong

In vista del Korea Blockchain Week a Seoul, si discute intensamente del possibile lancio di una stablecoin ancorata al Won coreano. La proposta assume una valenza politica significativa, mirando a posizionare le valute locali come alternative digitali al dollaro statunitense. Tuttavia, la maggior parte delle valute asiatiche è limitata da rigidi controlli sui capitali, che impediscono loro una diffusione globale. In questa prospettiva, solo il dollaro di Hong Kong mantiene le caratteristiche per fungere da base utilizzabile per una stablecoin a livello regionale.

In Corea del Sud, un disegno di legge volto a legalizzare le stablecoin sta avanzando nel percorso legislativo. I parlamentari chiariscono che l’obiettivo non è internazionalizzare il Won, poiché, a seguito delle norme post-1997 mirate a prevenire la fuga di capitali, l’utilizzo offshore risulta impraticabile. L’esperienza sudamericana, dove la ridedollarizzazione è avvenuta con stablecoin come USDT, rappresenta un modello che i legislatori coreani intendono evitare.

La stablecoin sul Won è quindi presentata principalmente come uno strumento di difesa della sovranità monetaria contro la diffusione di token denominati in dollari. Il governatore della banca centrale coreana ha espresso una posizione non contraria alle stablecoin in Won, ma ha sottolineato preoccupazioni riguardo alla convertibilità estera.

La stessa regolamentazione che tutela la sovranità finanziaria ostacola però la funzionalità internazionale. Il Won non può circolare liberamente all’estero senza ricreare i rischi associati alla fuga di capitali che hanno segnato l’economia nel 1997. Senza l’istituzione di una giurisdizione speciale o di un sandbox normativo che permetta una libera circolazione del token, in modo simile allo status amministrativo speciale di Hong Kong, la stablecoin KRW resterà limitata al mercato interno.

Questa contraddizione riguarda anche altre valute asiatiche. Il Nuovo dollaro taiwanese è vincolato entro i confini nazionali, mentre il renminbi gode solo di una convertibilità parziale con restrizioni sul conto capitale. Per questo motivo, Pechino si affida al mercato offshore del CNH. In tutti i casi, le proposte di stablecoin locali rispondono a obiettivi di politica interna e non sono progettate per una diffusione globale.

Hong Kong rappresenta un’eccezione significativa. Il suo dollaro è pienamente convertibile, sostenuto da un currency board che ancorando la valuta statale al dollaro USA entro una banda di oscillazione ben definita, garantita da ampie riserve. I flussi di capitale sono liberi, e l’HKD è ampiamente utilizzato a livello internazionale sia nei mercati obbligazionari sia nelle transazioni transfrontaliere. Una stablecoin basata sull’HKD sarebbe l’unica in Asia capace di circolare globalmente, integrando le necessità di politica monetaria locale con la liquidità internazionale.

L’ironia della situazione è che i controlli sui capitali, nati per salvaguardare la sovranità monetaria, finiscono per rafforzare il predominio delle stablecoin ancorate al dollaro. A meno che i governi della regione non decidano di adottare un processo di liberalizzazione, l’HKD resta l’unica valuta locale con la possibilità concreta di sfidare stablecoin globali come USDT e USDC.

Tuttavia, questo solleva anche una domanda fondamentale: qual è il reale significato di una stablecoin HKD? Poiché la valuta di Hong Kong è ancorata al dollaro americano, si tratta di fatto di una stablecoin indirettamente legata a USD.

Movimenti sui Mercati

Bitcoin (BTC) si mantiene stabile intorno a 112.000 dollari, con i fondi ETF in ritirata. Gli investitori hanno sottratto 363 milioni di dollari dagli ETF su BTC all’inizio della settimana, secondo dati raccolti da SoSoValue.

Ethereum (ETH) mostra una performance inferiore rispetto a Bitcoin nel breve termine, a causa di un calo della domanda speculativa e di un peggioramento del sentiment di rischio, nonostante i drivers di lungo termine come lo staking e la finanza decentralizzata continuino a sostenere il valore.

L’oro sta salendo verso nuovi massimi, sostenuto dalle aspettative di tagli dei tassi negli Stati Uniti, dal deprezzamento del dollaro e dalla crescente domanda come bene rifugio in un contesto macroeconomico incerto.

Il Nikkei 225 in Asia-Pacifico ha chiuso mercoledì in calo dello 0,33%, seguendo la tendenza degli indici statunitensi.

Gli futures sullo S&P 500 sono rimasti stabili nella notte di martedì, dopo che l’indice ha interrotto una serie di tre giorni consecutivi di rialzi, allontanandosi dai massimi storici raggiunti.

Altre Notizie dal Mercato Crypto

La CFTC statunitense sta avanzando con l’intento di inserire le stablecoin all’interno delle iniziative di tokenizzazione di garanzie, un passo che potrebbe ampliare significativamente l’utilizzo di asset digitali nel sistema finanziario tradizionale.

Morgan Stanley ha annunciato che consentirà il trading di Bitcoin, Ethereum e Solana tramite la sua piattaforma E*Trade, ampliando l’accesso agli investitori istituzionali.

Changpeng Zhao, co-fondatore di Binance, ha smentito le voci secondo cui la società YZi Labs sarebbe alla ricerca di capitali esterni, confermando l’autonomia finanziaria dell’azienda.