Crisi per il leader delle chiusure auto
- 23 Settembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Le sanzioni imposte a Pechino, intensificatesi nel contesto delle tensioni geopolitiche con Washington, stanno producendo conseguenze significative sul mercato del lavoro in Germania. Il tribunale distrettuale di Wuppertal ha avviato la procedura di insolvenza per le due principali società del gruppo tedesco Kiekert, specializzato in sistemi di chiusura per autoveicoli: Kiekert AG e Kiekert Holding GmbH. Attualmente, gli stipendi dei circa 700 lavoratori tedeschi sono coperti da un fondo statale fino a novembre, ma il futuro occupazionale rimane incerto. Complessivamente, il gruppo impiega all’incirca 4.500 dipendenti distribuiti in 11 sedi globali, con un fatturato annuo vicino agli 800 milioni di euro.
Kiekert, fondata nel 1857, è un punto di riferimento assoluto nel settore dei sistemi di chiusura per auto, detenendo una quota di mercato pari a circa il 21%. L’azienda fornisce oltre cento marchi automobilistici e le sue soluzioni sono installate su un terzo delle vetture prodotte a livello mondiale. Tuttavia, le attuali problematiche minacciano una filiera produttiva molto estesa, che travalica i confini tedeschi.
Il ruolo dell’azionista cinese
Il CEO Jérôme Debreu ha attribuito le difficoltà economiche soprattutto all’impatto delle problematiche finanziarie dell’azionista cinese North Lingyun Industrial Group. Le sanzioni statunitensi hanno isolato finanziariamente Kiekert: istituti di credito e fondi d’investimento hanno infatti cessato ogni forma di supporto, mentre le agenzie di rating hanno declassato il gruppo. Inoltre, diversi clienti americani hanno cancellato gli ordini. Paradossalmente, solo il 4% del fatturato di Kiekert deriva dalla Cina; la maggior parte, il 96%, proviene invece da Europa, Nord America, Giappone e Corea del Sud.
La dipendenza dall’azionista cinese nasce dall’acquisizione avvenuta nel 2012, quando Lingyun ha rilevato la società dai precedenti proprietari, tra cui BlueBay, Silver Point, Morgan Stanley e Nibc. L’intento era quello di ottenere l’accesso alle avanzate tecnologie tedesche, rafforzare la presenza globale di Kiekert e colmare il divario tecnologico con i concorrenti occidentali. Dodici anni dopo, però, questa operazione si rivela un boomerang per la società tedesca: il trasferimento di know-how ha favorito l’azionista cinese, mentre oggi Kiekert subisce le ripercussioni della tensione tra potenze economiche.
Jérôme Debreu ha sottolineato l’importanza di una pronta uscita dell’azionista cinese per salvaguardare la continuità operativa dell’azienda. Nel frattempo, la società sta collaborando con il curatore fallimentare per definire un piano di ristrutturazione che sia sostenibile nel lungo termine.
Un settore industriale in crisi
Il caso Kiekert si inserisce in una fase di grande difficoltà per il comparto della componentistica tedesca. Il settore automotive, che già affronta la contrazione della domanda, l’aumento dei costi energetici e la complessa transizione verso la mobilità elettrica, è ora confrontato con una serie di tagli significativi. Grandi aziende come Continental, Schaeffler e ZF hanno annunciato riduzioni di personale, mostrando quanto questa crisi si stia estendendo anche ai fornitori più affidabili e solidi dal punto di vista finanziario.
Il delicato equilibrio dell’intera filiera produttiva tedesca di componenti automobilistici appare quindi compromesso da fattori esterni, tra cui le tensioni geopolitiche e le sanzioni economiche, che rischiano di frenare la competitività e l’innovazione di un settore tradizionalmente all’avanguardia.