Powell della Fed vede nessun percorso senza rischi per i tassi d’interesse dopo il taglio della banca centrale la scorsa settimana

Jerome Powell, presidente della Federal Reserve, ha dichiarato che non esiste un percorso privo di rischi per la prossima mossa di politica monetaria della banca centrale, vista l’inflazione ancora alta e l’indebolimento del mercato del lavoro.

Durante un discorso a Rhode Island martedì, Powell ha definito la situazione “una sfida complessa”, ribadendo la necessità per la Fed di bilanciare i suoi due obiettivi principali: la massimizzazione dell’occupazione e la stabilità dei prezzi.

Ha aggiunto:

“I rischi sono a due facce, ciò significa che non esiste una strada senza rischi.”

Il presidente della Fed ha ripetuto molte delle considerazioni espresse mercoledì scorso, dopo che la banca centrale ha deciso di ridurre i tassi di interesse di 25 punti base, con la previsione mediana di ulteriori due tagli dello stesso ammontare entro la fine dell’anno.

Powell si trova in una posizione delicata, cercando di mantenere un consenso all’interno della Fed in un momento in cui i membri sono divisi sulla direzione futura della politica monetaria, mentre la Casa Bianca esercita pressione per ridurre ulteriormente i tassi.

Stephen Miran, il più recente governatore della Federal Reserve, ha espresso lunedì, in un discorso, la sua opinione secondo cui i tassi di riferimento dovrebbero essere abbassati di circa due punti percentuali rispetto all’attuale intervallo tra 4% e 4,25%. Egli sostiene che i tassi attuali siano troppo restrittivi e possano causare ulteriori licenziamenti e un peggioramento della situazione occupazionale.

Miran, attualmente in congedo dalla Casa Bianca per svolgere il ruolo di governatore Fed, si è distinto la settimana scorsa come unico dissenziente durante la decisione di tagliare i tassi di un quarto di punto, preferendo una riduzione più consistente di 50 punti base.

La Federal Reserve ha il duplice mandato di contenere l’inflazione e di massimizzare l’occupazione, ma l’attuale contesto economico, caratterizzato da un mercato del lavoro in rallentamento e da un’inflazione ancora elevata, non offre una chiara direzione per le decisioni sui tassi di interesse.

Il delicato equilibrio tra occupazione e inflazione

La riduzione dei tassi può favorire la creazione di posti di lavoro, ma rischia di alimentare ulteriormente l’inflazione. Al contrario, un aumento dei tassi è uno strumento efficace per contenere l’inflazione, ma introduce rischi maggiori per il mercato del lavoro.

Nonostante gli ultimi segnali di debolezza del mercato dell’occupazione abbiano motivato l’ultima riduzione, molti funzionari della Fed esortano alla prudenza riguardo a ulteriori tagli, poiché l’inflazione resta superiore al target del 2% stabilito dalla banca centrale.

L’indice dei Prezzi al Consumo personale (Personal Consumption Expenditures – PCE), il parametro di inflazione preferito dalla Fed, è attualmente al 2,9%. Un nuovo dato relativo ad agosto verrà pubblicato venerdì.

Powell ha ribadito che il peggioramento dell’occupazione ha spostato l’attenzione dai rischi inflazionistici, contribuendo così alla decisione di tagliare i tassi la settimana scorsa.

Ha definito la politica monetaria attuale come “moderatamente restrittiva” e ha sottolineato che la Fed “non segue un percorso prestabilito”, ma continuerà a rispondere ai nuovi dati economici, ai cambiamenti nelle prospettive e all’evoluzione dei rischi.