Mps sale all’86,3% di Mediobanca alla chiusura dell’opas

A otto mesi dall’annuncio iniziale, Mps ha completato l’intero percorso che lo separava da Mediobanca, coprendo i 360 chilometri simbolici tra Rocca Salimbeni e Piazzetta Cuccia. L’Offerta pubblica di acquisto e scambio (Opas) si è ufficialmente conclusa da pochi minuti, con un’adesione pari all’86,33% del capitale, evidenziando un significativo sprint finale rispetto al 70,48% registrato venerdì scorso.

Questo risultato rappresenta un passaggio fondamentale che apre la strada alla futura fusione tra i due istituti bancari, sebbene non abbia ancora innescato l’obbligo di acquisto delle quote residue da parte di Rocca Salimbeni. Infatti, pur essendo elevata, la soglia di adesione è rimasta al di sotto del 90%, limite oltre il quale scatta automaticamente l’”Opa residuale” che consente ai soci di minoranza un diritto di uscita finale.

In ogni caso, il controllo consolidato di Monte dei Paschi su Mediobanca aprirà al management di Siena la possibilità di attuare rapidamente e con maggiore facilità le sinergie industriali previste nel piano strategico elaborato dall’amministratore delegato Luigi Lovaglio. Tra le ipotesi allo studio, oltre all’integrazione formale, vi è anche la possibilità di un delisting della banca d’affari meneghina.

Le opzioni sul tavolo comprendono diversi gradi di autonomia per la futura Mediobanca nell’ambito del nuovo gruppo allargato. La decisione definitiva spetterà ora a Siena, che dovrà indicare nuovi leadership per guidare questa fase di transizione entro l’assemblea convocata per il 28 ottobre. Da segnalare che il consiglio di amministrazione e l’amministratore delegato uscente Alberto Nagel hanno già presentato le dimissioni.



Author: Tony
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