Truffa Inps caso Santanché la Giunta del Senato vota il 23 settembre

Senato si riunirà per esprimersi sul caso che coinvolge la senatrice di Fratelli d’Italia, ministra del Turismo, Daniela Santanchè, accusata di presunta truffa ai danni dell’INPS durante il periodo della pandemia da Covid-19.

La relazione sarà affidata a Erika Stefani della Lega, che ha avanzato la proposta di sollevare un conflitto di attribuzione tra i poteri dello Stato, da sottoporre alla valutazione della Corte Costituzionale, con riguardo alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano.

Erika Stefani ha chiarito durante la precedente seduta della Giunta che nel procedimento penale la Procura ha fatto uso della trascrizione di conversazioni che erano state registrate da un privato cittadino in modo occulto. “Si tratta di un vasto insieme di intercettazioni trascritte integralmente”, ha spiegato, “oltre ad avere acquisito via mail tutte le comunicazioni scambiate con la senatrice Santanchè da diversi soggetti”.

Il ruolo della Corte Costituzionale sulla corrispondenza digitale

La relatrice ha poi illustrato come la Corte Costituzionale abbia già emesso diverse sentenze fondamentali relative ai conflitti di attribuzione, ribadendo che la corrispondenza salvata su un dispositivo elettronico, come un pc, non si trasforma automaticamente in documentazione ufficiale.

Ha precisato che finché non si trascorre un intervallo temporale tale da rendere la corrispondenza di natura storica, essa resta considerata come semplice scambio privato e quindi non assimilabile a un atto ufficiale o documentale.

Questo principio è centrale nel dibattito sul rispetto della privacy e delle procedure legali nell’ambito delle indagini, specialmente quando si tratta di comunicazioni digitali acquisite in maniera controversa.



Author: Tony
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