I trader obbligazionari puntano sul punto ideale in mezzo ai dubbi sul percorso della Fed
- 22 Settembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Borse, Mercati
Nei principali istituti finanziari di Wall Street come BlackRock Inc. e PGIM, i gestori dei fondi obbligazionari stanno mantenendo strategie di investimento mirate a garantire rendimenti sicuri, anche qualora l’orientamento della Federal Reserve dovesse cambiare improvvisamente a causa di sviluppi inattesi nell’economia.
L’avvicinarsi del primo taglio dei tassi d’interesse della Fed dopo nove mesi ha già generato ritorni importanti, spingendo il mercato dei Treasury verso i maggiori guadagni annuali dall’inizio della pandemia, quando la banca centrale era stata costretta a portare i tassi quasi allo zero.
Al momento in cui Jerome Powell ha annunciato questa manovra molto attesa, ha però sottolineato la necessità di trovare un equilibrio tra un mercato del lavoro che mostra segnali di cedimento e i rischi derivanti da una possibile ripresa dell’inflazione.
Questa situazione ha rafforzato la fiducia in una strategia vincente per gestire l’incertezza: puntare sui Treasury a medio termine, i cui rendimenti cedono interessi regolari e offrono una maggiore protezione alle oscillazioni dei prezzi provocate da bruschi cambi di scenario economico.
Christian Hoffmann, gestore di portafoglio presso Thornburg Investment Management, ha spiegato che:
“Il percorso a lungo termine è quello di un’economia più debole, con tassi che molto probabilmente caleranno di conseguenza.”
Ha però aggiunto che permane molta incertezza, poiché è “sempre più complicato tracciare una linea diretta tra l’evoluzione dei dati economici e la reazione della Fed”.
Le ragioni dietro la manovra della Fed
Il ritorno verso il taglio dei tassi da parte della Federal Reserve è giustificato da un netto rallentamento nell’assunzione di nuovi lavoratori negli ultimi mesi, riflesso degli effetti indiretti della guerra commerciale avviata dall’allora presidente Donald Trump.
Tuttavia, altri comparti economici hanno mostrato una certa resilienza, mentre l’aumento delle tariffe doganali minaccia di far risalire l’inflazione, che resta ostinatamente sopra il target del 2% fissato dalla Fed.
Durante la conferenza stampa di mercoledì, Jerome Powell ha definito il calo dei tassi di un quarto di punto come:
“un taglio volto alla gestione del rischio”
e ha aggiunto che i responsabili della politica monetaria procederanno valutando ogni decisione “di riunione in riunione”, nonostante le proiezioni suggeriscano che verosimilmente saranno necessari ulteriori due ribassi entro la fine dell’anno.
Queste osservazioni hanno causato un incremento dei rendimenti obbligazionari su tutte le scadenze fino alla fine della settimana, smentendo le aspettative di una serie più aggressiva di riduzioni dei tassi.
La preferenza per i titoli a medio termine
Russell Brownback, vicedirettore degli investimenti in reddito fisso globale presso BlackRock, ha indicato che le dinamiche di mercato privilegiano la cosiddetta “pancia” della curva dei rendimenti, ovvero i titoli con una scadenza intorno ai cinque anni.
Questa fascia ha infatti registrato una delle migliori performance del 2024, con un indice Bloomberg dedicato ai Treasury da 5 a 7 anni che ha reso circa il 7%, superando il +5,4% del mercato complessivo.
Greg Peters, co-responsabile degli investimenti di PGIM Fixed Income, ha condiviso questo punto di vista. Ha spiegato che i pagamenti di interesse fissi associati a questi titoli sono sufficientemente elevati da garantire un profitto utilizzando il denaro preso in prestito per acquistarli, una strategia nota come “positive carry”.
Inoltre, essi offrono un’opportunità di apprezzamento del capitale man mano che si avvicinano alla scadenza.
Greg Peters ha affermato:
“Positive carry e roll: il sogno di ogni investitore obbligazionario.”
Questo approccio fornisce una certa protezione nel caso in cui un’improvvisa impennata dell’inflazione o dati economici più forti del previsto spingano la Fed a modificare nuovamente la sua politica monetaria.
Le previsioni aggiornate della Fed mostrano già una notevole dispersione di opinioni tra i membri: nel complesso, si attende una serie di tagli nei prossimi due incontri, seguiti da riduzioni più contenute nel 2026 e 2027, una traiettoria meno severa rispetto a quella scontata attualmente dal mercato dei futures.
Questa incertezza ha spinto alcuni operatori a chiudere le loro posizioni rialziste legate ai tagli imminenti, come la squadra strategica di una nota banca d’investimento, che ha interrotto la raccomandazione di acquisto su titoli di Stato a due anni giovedì scorso.
Andrew Szczurowski, gestore di portafoglio presso Morgan Stanley Investment Management, ha commentato che la quotazione attuale del mercato potrebbe essere più vicina alla realtà rispetto alle previsioni ufficiali della Fed.
Secondo lui, la banca centrale potrebbe finire per commettere un errore di valutazione in uno dei prossimi incontri.
L’attuale scenario indica un impegno a favore della tutela del mercato del lavoro attraverso un progressivo allentamento dei costi di indebitamento, offrendo così un margine per il mercato obbligazionario di prolungare la sua fase di crescita.
Szczurowski, gestore del fondo Eaton Vance Strategic Income da 12 miliardi di dollari, che quest’anno ha ottenuto un rendimento del 9,5%, superando il 98% dei fondi concorrenti, ha spiegato di aver comunicato ai suoi clienti che “si è persa parte della ripresa, ma rimane ancora margine di apprezzamento”.
“Siamo in un mercato dove il selezionare le obbligazioni giuste fa la differenza,” ha aggiunto.
Dati economici da osservare
Il calendario dei prossimi dati economici da monitorare include:
22 settembre: indice nazionale dell’attività della Chicago Fed
23 settembre: attività non manifatturiera della Philadelphia Fed, saldo della bilancia dei pagamenti, indici PMI compositi, manifatturieri e dei servizi di S&P Global US, indice manifatturiero della Richmond Fed e condizioni economiche
24 settembre: domande mutui MBA, vendite di nuove abitazioni, permessi di costruzione
25 settembre: richieste iniziali di sussidi di disoccupazione, bilancia commerciale delle merci, importazioni ed esportazioni, inventari all’ingrosso e al dettaglio, crescita trimestrale annualizzata del PIL (Q2), indice dei prezzi del PIL, consumi personali, ordini di beni durevoli e di beni capitali, vendite di case esistenti, attività manifatturiera della Kansas City Fed
Calendario degli interventi Fed
Le dichiarazioni dei membri del Consiglio della Federal Reserve sono programmate come segue:
22 settembre: interventi del Presidente della New York Fed, John Williams; del Presidente della St. Louis Fed, Alberto Musalem; del Presidente della Cleveland Fed, Beth Hammack; del Presidente della Richmond Fed, Tom Barkin, e del Governatore della Fed Stephen Miran
23 settembre: discorsi della Vicepresidente per la Supervisione Michelle Bowman, del Presidente della Atlanta Fed, Raphael Bostic e del Presidente della Fed, Jerome Powell
24 settembre: intervento della Presidente della San Francisco Fed, Mary C. Daly
25 settembre: interventi del Presidente della Chicago Fed, Austan Goolsbee; di Williams; del Governatore della Fed Michael Barr; del Presidente della Dallas Fed, Lorie Logan; di Daly e di Bowman
26 settembre: discorsi di Barkin e Bowman
Calendario delle aste del Tesoro
Le prossime aste di titoli di Stato previste sono:
22 settembre: Buoni ordinari del Tesoro (BOT) a 13 e 26 settimane
23 settembre: BOT a 6 settimane e note del Tesoro a 2 anni
24 settembre: BOT a 17 settimane; note a tasso variabile a 2 anni; note a 5 anni
25 settembre: BOT a 4 e 8 settimane; note del Tesoro a 7 anni