Donazioni in Italia superano i 500 milioni di euro ma restano le differenze

Le donazioni formali in Italia stanno registrando un calo significativo, raggiungendo solo l’11% della popolazione, il valore più basso dal 2005. Al contrario, aumentano le donazioni informali, con il 55% degli italiani che contribuisce direttamente, registrando un incremento di 5 punti percentuali rispetto al 2022. Secondo l’indagine condotta da Astolfi 15.70, nel 2022 si è registrato un aumento del 9,83% nel valore complessivo delle donazioni, nonostante una base di donatori più ridotta ma più generosa.

L’analisi dettagliata identifica il profilo del donatore medio: lo smartphone è lo strumento predominante per effettuare donazioni online, utilizzato dal 61% degli utenti digitali. Tra gli strumenti principali vi sono il crowdfunding, scelto dal 23% dei donatori digitali, il personal fundraising per eventi privati e sociali e l’adozione dell’intelligenza artificiale per informarsi su cause e organizzazioni, una modalità particolarmente diffusa tra la Generazione Z.

La Generazione Z si distingue per una spiccata apertura internazionale, con il 34% disposto a sostenere ong estere, e per un orientamento deciso verso il futuro: il 53% prevede di incrementare le donazioni nei prossimi anni.

Un dato rilevante riguarda l’istruzione dei donatori: coloro in possesso di una laurea donano quattro volte di più rispetto a chi ha solo la licenza media (22,8% contro 5,3%). Dal punto di vista geografico, emerge un divario marcato tra Nord e Sud Italia nella propensione a donare: il Nord-Est raggiunge il 14,3%, mentre il Mezzogiorno si ferma al 6,6%. La generosità formale, infatti, tende a concentrarsi nelle aree con maggiori risorse economiche e culturali.

Per fascia d’età, la maggior parte dei donatori si colloca tra i 45 e i 74 anni, con percentuali che oscillano tra il 13 e il 15%, mentre i giovani sotto i 24 anni rappresentano meno del 5%. Le donazioni sono principalmente indirizzate alle cosiddette “cause del cuore”, ovvero tematiche di carattere universale e urgente, come la ricerca medico-scientifica (38%), gli aiuti per le emergenze (35%) e la lotta contro la povertà interna al Paese (19%).

Donazioni: disparità tra Nord e Sud

L’analisi territoriale delle donazioni mette in luce una divisione netta tra il Nord e il Sud dell’Italia, un divario che non si limita a numeri, ma riflette differenze socio-economiche importanti. Nel dettaglio, la propensione a effettuare donazioni formali nel Nord-Est raggiunge il 14,3%, più del doppio rispetto al Mezzogiorno, che si attesta al 6,6%.

Considerando aree più specifiche, il Nord-Ovest mostra un tasso di donazione del 13,5%, il Centro arriva all’11,5%, mentre nelle Isole la percentuale scende al 6,1%. Questa distribuzione dipende in larga misura dal divario di PIL pro capite tra le regioni più ricche del Nord e quelle del Sud, che influenza direttamente la capacità di spesa delle famiglie e, dunque, la loro possibilità di contribuire con donazioni.



Author: Tony
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