Le abitudini di acquisto online dei ricchi americani costano miliardi ai rivenditori e tutti i consumatori potrebbero pagare il prezzo
- 21 Settembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Borse, Mercati
Negli ultimi anni, lo shopping online è cresciuto esponenzialmente, così come i resi. La facilità di cliccare su “aggiungi al carrello” ha spinto molti consumatori a ripensare agli acquisti effettuati e a restituire gli articoli. Ma chi restituisce di più? Sorprendentemente, non sono i cacciatori di offerte o gli acquirenti attenti al budget, bensì le famiglie più abbienti, spinte da ciò che gli esperti definiscono “acquisti speculativi”.
Uno studio del 2025 condotto dal Bank of America Institute ha evidenziato che le famiglie con reddito più elevato restituiscono il 5,3% degli acquisti, contro il 3,7% delle famiglie con reddito più basso. Inoltre, con l’aumento generale delle percentuali di reso — secondo Optoro, il 46% dei consumatori restituisce articoli più volte al mese — i rivenditori si trovano costretti a rivedere le proprie politiche riguardo ai rimborsi, alle spedizioni e alla logistica.
I consumatori con maggiore disponibilità economica tendono a comprare per tentativi, acquistando prodotti su cui nutrono dubbi con l’intenzione di restituire alcune o tutte le merci. Questa pratica include il cosiddetto “bracketing”, che consiste nell’ordinare diverse taglie, colori o versioni di un prodotto per poi tenere solo ciò che funziona.
David Tinsley, economista senior del Bank of America Institute, spiega:
“Questa strategia risulta più accessibile a chi ha un reddito elevato. Al contrario, chi ha un reddito più basso tende a evitare di immobilizzare risorse in acquisti che potrebbe non tenere.”
Questa tendenza non è una novità: rappresenta una versione digitale del tipico camerino di prova. La differenza sostanziale è che i resi nell’e-commerce comportano costi elevati. A differenza delle restituzioni in negozio, che possono richiedere pochi minuti per il riassortimento, i resi online implicano spese di spedizione, gestione e imballaggio.
Solo nel 2024, i rivenditori statunitensi prevedono che quasi il 17% delle vendite totali sarà soggetto a reso, con costi complessivi stimati in circa 890 miliardi di dollari, secondo dati della National Retail Federation.
Le nuove strategie dei rivenditori per contenere i costi
Per far fronte a questi costi crescenti, molti negozi hanno adottato politiche di reso più rigide:
– Introduzione di commissioni per la restituzione: nel 2024 circa due terzi dei rivenditori ha applicato una tariffa almeno per un tipo di reso.
– Riduzione delle finestre temporali per il reso: ciò che prima era un periodo di 180 giorni, ora può ridursi anche a soli due giorni.
– Restrizioni su categorie di merci restituibili: alcuni beni, come quelli in saldo o i costumi da bagno, sono ora considerati vendite finali e non possono essere restituiti.
Questi cambiamenti rispondono anche a motivazioni di sostenibilità ambientale. Le spedizioni per i resi aumentano le emissioni di CO2 e la produzione di rifiuti da imballaggi, spingendo alcuni marchi a favorire il credito in negozio o le sostituzioni piuttosto che i rimborsi totali.
I rischi degli acquisti speculativi e suggerimenti per ridurre i resi
Se da un lato gli acquisti speculativi possono sembrare una strategia intelligente, comportano rischi significativi. I consumatori possono incorrere in finestre di reso più rigide, costi di rifornimento, o peggio, dimenticare di restituire un articolo, ritrovandosi con un prodotto indesiderato e costoso.
Per fare acquisti online in modo più consapevole e limitare le restituzioni, si possono adottare alcune buone pratiche:
– Prima di aggiungere un articolo al carrello, consultare le recensioni su più siti, privilegiando feedback riguardo a vestibilità, qualità e problemi comuni. Immagini e video degli acquirenti reali offrono una rappresentazione più precisa del prodotto.
– Acquistare in negozio permette di provare o testare personalmente i prodotti prima di comprare. Molti punti vendita locali offrono resi più semplici e spesso gratuiti, perché non c’è il costo di spedizione. Anche se poi si sceglie di acquistare online, vedere l’articolo di persona aiuta a evitare resi superflui.
– Non dare mai per scontato che i resi siano gratuiti. Leggere attentamente le condizioni per verificare eventuali spese, limiti temporali o esclusioni di categoria, soprattutto per abbigliamento o articoli costosi. Con l’inasprirsi delle regole, è fondamentale conoscere in anticipo i termini per evitare sorprese.
– Se si prevede di restituire un prodotto, impostare un promemoria sul telefono o sul calendario per non perdere la finestra di reso, evitando così costi aggiuntivi o detrazioni.
– Alcune carte di credito offrono protezioni estese sui resi o la possibilità di contestare transazioni se l’articolo non arriva o non corrisponde alla descrizione. È importante però leggere i termini della propria carta per conoscere l’entità delle coperture.
Sebbene gli acquisti speculativi siano più gestibili per chi dispone di un reddito più elevato, rappresentano un approccio che deve essere adottato con attenzione in un contesto di mercati in continua evoluzione, dove le politiche di reso diventano sempre più stringenti e il peso economico e ambientale dei resi è sempre più evidente.
Fare una ricerca accurata prima di effettuare un acquisto può rappresentare la soluzione più conveniente. Questo piccolo sforzo preliminare permette di risparmiare denaro, tempo e stress, oltre a migliorare la sicurezza negli acquisti.
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