Confindustria-Bdi-Medef: rafforzare la spesa pubblica europea a sostegno delle imprese

BDI, Confindustria e Medef hanno scritto:

“Con il progredire dei negoziati sul bilancio, sarà fondamentale salvaguardare livelli ambiziosi di spesa destinata alla competitività, senza compromettere la capacità di investimento europea né aggravare la pressione fiscale sulle imprese.”

Nella nota congiunta diffusa a margine del Trilateral Business Forum, le tre confederazioni industriali di Germania, Italia e Francia hanno richiamato l’attenzione sull’urgenza di incrementare gli investimenti pubblici per sostenere la competitività manifatturiera europea.

Rafforzare gli investimenti pubblici

Secondo le associazioni, il ritmo attuale degli investimenti non è adeguato a soddisfare le necessità di modernizzazione delle filiere industriali e delle infrastrutture strategiche. Per questo motivo, chiedono politiche di bilancio che mantengano spese mirate alla crescita produttiva e alle transizioni tecnologiche, senza ricorrere a maggiori oneri fiscali sulle imprese.

Un rafforzamento della spesa pubblica orientata sugli investimenti può favorire l’adozione di tecnologie digitali e verdi, riducendo il rischio di delocalizzazione e sostenendo l’occupazione a medio termine. Per le imprese italiane ciò significa opportunità di cofinanziamenti e progetti infrastrutturali che migliorino la connettività e l’efficienza energetica.

Costi energetici e competitività

Le tre confederazioni hanno puntualizzato che, in uno scenario globale sempre più competitivo, la prevedibilità e l’allineamento dei prezzi dell’energia con quelli dei principali partner internazionali sono fattori determinanti per attrarre investimenti industriali.

“In un contesto globale caratterizzato da una concorrenza sempre più accesa, prezzi dell’energia stabili, prevedibili e allineati a quelli dei principali partner internazionali costituiscono un elemento chiave per la competitività dell’Europa.”

La nota evidenzia come i costi energetici rimangano una variabile cruciale nelle decisioni di localizzazione degli impianti e negli investimenti di riconversione produttiva. Per le imprese con consumi intensivi un aumento non previsto delle bollette può compromettere piani di espansione e la sostenibilità economica degli investimenti verdi.

Regole sul mercato del carbonio e misure di compensazione

Le confederazioni sollecitano che i costi legati al ETS rimangano sostenibili per l’industria, con impatti prevedibili sui prezzi dell’energia, e che si tenga conto dell’assenza di condizioni di parità a livello internazionale.

“I costi connessi all’ETS devono rimanere sostenibili per l’industria, con un impatto prevedibile sui prezzi dell’energia, tenendo debitamente conto dell’assenza di condizioni di parità a livello globale.”

Per mitigare l’effetto competitivo negativo, le associazioni chiedono il mantenimento e il potenziamento di strumenti quali la compensazione dei costi indiretti dell’ETS, sgravi sulle tariffe di rete e una fiscalità sull’elettricità che riconosca le specificità dei consumatori energivori.

Queste misure mirano a preservare la base industriale europea durante la transizione ecologica, evitando che l’aumento dei costi energetici e regolatori spinga gli investimenti verso aree con oneri meno stringenti.

Approccio tecnologicamente neutro e competitività

Le organizzazioni hanno inoltre sottolineato l’importanza di un approccio tecnologicamente neutro nelle politiche energetiche e climatiche, che non precluda soluzioni diverse ma valorizzi quelle più efficienti in termini di costi e risultati ambientali.

“Il conseguimento degli obiettivi del Clean Industrial Deal e il rafforzamento della base manifatturiera europea richiederanno migliori condizioni quadro, in grado di attrarre e trattenere gli investimenti privati, nonché un approccio tecnologicamente neutro alla politica energetica e climatica.”

Tra le misure proposte figurano la riduzione della pressione fiscale sull’elettricità, il riconoscimento dei servizi di sistema e interventi mirati per chi ha un fabbisogno energetico di base elevato, così da non penalizzare settori strategici per l’occupazione e l’export.

Conseguenze per il quadro industriale europeo

La richiesta congiunta mette in evidenza un equilibrio delicato: incentivare la transizione verso produzioni meno inquinanti senza indebolire la capacità di investimento del settore privato. Per i decisori politici significa calibrare strumenti fiscali e di mercato per non compromettere la resilienza industriale.

Per le imprese italiane, questo dibattito è cruciale: politiche energetiche e regole sul carbonio orienteranno non solo i costi correnti, ma anche la destinazione degli investimenti futuri e la competitività sui mercati internazionali.

In sintesi

  • Una strategia europea che equilibri investimenti pubblici e incentivi privati può ridurre il rischio di rilocalizzazioni e sostenere la domanda di tecnologie verdi prodotte in Italia.
  • La prevedibilità dei prezzi energetici e misure di compensazione per l’ETS influiranno direttamente sui piani di investimento dell’industria energivora e sulle valutazioni di rischio degli investitori istituzionali.
  • Riduzioni mirate della fiscalità sull’elettricità e sgravi sulle tariffe di rete migliorerebbero la competitività delle imprese manufatturiere italiane, aumentando la loro attrattiva per nuovi investimenti internazionali.


Author: Tony
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