Tajani lancia la strategia nazionale per la diplomazia scientifica: Asi e Regione Calabria unite con Nasa nel progetto Artemis
- 5 Novembre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Una strategia che mette in collegamento la diplomazia con la ricerca scientifica e la porta oltreconfine: è questa la visione alla base dell’iniziativa annunciata dal ministro degli Esteri, Antonio Tajani, durante la Conferenza degli addetti scientifici del MAECI a Reggio Calabria.
Antonio Tajani ha affermato:
“Da Reggio Calabria voglio lanciare una nuova iniziativa chiave: la prima Strategia nazionale per la diplomazia scientifica.”
Il ministro ha spiegato che il percorso avrà carattere interministeriale e coinvolgerà università ed enti di ricerca, con l’obiettivo di formalizzare un documento strategico per potenziare la presenza internazionale della ricerca italiana.
Antonio Tajani ha aggiunto:
“Da oggi inizia un percorso con i ministeri, le università e gli enti di ricerca per la definizione di un documento strategico per rafforzare la diplomazia scientifica e la ricerca scientifica italiana all’estero. Vogliamo sistematizzare e rilanciare la nostra azione.”
Nel quadro di questa iniziativa è stato anche sottolineato il ruolo dei ricercatori italiani che operano all’estero come veri e propri ambasciatori del patrimonio scientifico nazionale. Per favorire questa rete, il ministro ha annunciato la nascita di una nuova confederazione delle associazioni dei ricercatori italiani nel mondo, un organismo pensato per consolidare relazioni e scambi istituzionali.
La diplomazia scientifica come pilastro della crescita
Secondo il ministro, la diplomazia scientifica deve assumere un ruolo centrale nelle politiche di sviluppo: la scienza e l’innovazione sono considerate leve decisive per la competitività e la trasformazione industriale, in particolare nelle aree dell’intelligenza artificiale, della robotica e della digitalizzazione.
Antonio Tajani ha sottolineato:
“La diplomazia scientifica è ora un pilastro fondamentale della diplomazia della crescita. La scienza è un grande motore di competitività e crescita. Intelligenza artificiale, robotica e digitalizzazione stanno trasformando l’industria. L’Italia deve guidare questi processi.”
Il responsabile della Farnesina ha inoltre richiamato l’importanza di integrare gli strumenti diplomatici con politiche di supporto all’innovazione e all’imprenditorialità giovanile, invitando gli studenti e i giovani ricercatori a intraprendere percorsi imprenditoriali e a puntare sul trasferimento tecnologico.
Antonio Tajani ha spiegato:
“La nostra diplomazia scientifica deve mettere ancora di più al centro il tema dell’innovazione e il sostegno alle start-up. Tra i tanti giovani studenti qui presenti, certamente ce ne sono molti che hanno dentro di sé lo spirito dell’imprenditore. Non soffocate questa vocazione: se ve la sentite, rischiate, create una start-up, cercheremo di aiutarvi in tutti i modi per realizzare il vostro sogno.”
Dal punto di vista commerciale, il ministro ha ricordato che l’export italiano ha raggiunto nel 2023 livelli record, con una crescita attesa anche per l’anno in corso, e ha indicato l’obiettivo di portare le esportazioni a 700 miliardi entro il 2027, sottolineando il contributo che la diplomazia scientifica può offrire a questo traguardo.
Esempio operativo: il progetto Artemis e la Calabria
Per illustrare concretamente come la diplomazia scientifica possa tradursi in progetti territoriali, il ministro ha citato l’esempio della Calabria, dove l’Agenzia Spaziale Italiana e la Regione Calabria stanno collaborando con la NASA per ospitare una delle antenne di comunicazione del programma Artemis.
Antonio Tajani ha spiegato:
“L’obiettivo finale è costruire un grande polo spaziale in Calabria che metta insieme ASI, università, centri di ricerca e industria. Si tratta di un progetto che può portare sviluppo tecnologico e occupazione sul territorio.”
Tra i risultati locali citati c’è la partecipazione della Università della Calabria alla missione Plasma Observatory dell’Agenzia Spaziale Europea, un progetto dedicato allo studio dello scudo magnetico terrestre che viene presentato come un elemento di eccellenza scientifica e come opportunità per rafforzare il tessuto di ricerca e le relazioni internazionali della regione.
L’insieme di queste iniziative intende mostrare come politiche pubbliche, infrastrutture scientifiche e diplomazia possano convergere per creare ecosistemi capaci di attrarre investimenti esteri, favorire la crescita di imprese ad alta tecnologia e accrescere il valore dell’export nazionale.
Implicazioni pratiche e prossimi passi
La definizione della Strategia nazionale per la diplomazia scientifica richiederà tempi di confronto tra ministeri, università ed enti di ricerca, ma promette di introdurre strumenti di coordinamento più strutturati per supportare la mobilità dei ricercatori, la partecipazione a programmi internazionali e la promozione di partnership pubblico‑private.
Per gli attori territoriali, dalla pubblica amministrazione alle imprese locali, l’apertura di canali diplomatici dedicati alla scienza può tradursi in maggiori opportunità di finanziamento, accesso a reti internazionali e potenziamento delle catene del valore tecnologico.
In sintesi
- La strategia nazionale per la diplomazia scientifica potrebbe rafforzare le sinergie tra ricerca e imprese, aumentando l’attrattività degli investimenti in settori ad alto contenuto tecnologico per l’Italia.
- Un coordinamento strutturato tra ministeri e università facilita il trasferimento tecnologico e riduce i tempi di accesso a programmi internazionali, con effetti positivi sulle esportazioni e sulla competitività delle PMI italiane.
- I progetti spaziali e le partnership internazionali presentano opportunità concrete per sviluppo territoriale: attraggono talenti, stimolano l’indotto industriale e migliorano la posizione dell’Italia nelle catene globali del valore.