Francia spinge per la segnalazione delle criptovalute in custodia personale oltre i 100.000 euro

Assemblea Nazionale francese ha approvato un emendamento che impone ai contribuenti di segnalare alle autorità fiscali le detenzioni in crypto in custodia diretta pari o superiori a 100.000 euro. L’emendamento I-2701 è stato adottato con 150 voti favorevoli, 44 contrari e 8 astensioni; la soglia verrebbe valutata al 31 dicembre dell’anno fiscale di riferimento.

In parallelo, l’Assemblea ha respinto una proposta che avrebbe esentato dalla tassazione le plusvalenze derivanti da pagamenti in cripto per beni e servizi quando il totale annuo non superava 1.000 euro: la proposta è stata bocciata con 69 voti contrari e 14 favorevoli.

La nuova obbligatorietà di segnalazione è inserita nel quadro della Legge di Bilancio 2027 e diventerà operativa solo se confermata nella versione finale del testo. L’Assemblea deve completare la prima lettura entro il 17 novembre, mentre il dibattito al Senato è previsto a partire dal 20 novembre, secondo il calendario dei lavori parlamentari.

Misure sulle crypto e iter parlamentare

La discussione sui capitoli fiscali del bilancio ha rallentato l’iter: la votazione sulla sezione delle entrate prevista per martedì è stata rinviata per la seconda volta, poiché i deputati stanno ancora esaminando numerosi emendamenti. La decisione di posticipare il voto, di per sé, non muta automaticamente il contenuto della manovra, ma lascia aperta la possibilità che il capitolo entrate venga respinto, con effetti a catena sull’intero provvedimento.

Faustine Fleuret, responsabile globale degli affari pubblici presso il protocollo di prestito Morpho, ha dichiarato:

“Il probabile rifiuto della sezione entrate potrebbe comportare il rigetto dell’intero disegno di legge all’Assemblea Nazionale, inclusi gli emendamenti già approvati, con conseguenze significative sull’attuazione delle nuove disposizioni fiscali in materia di criptoattività.”

La settimana precedente l’Assemblea aveva respinto due proposte volte a introdurre una tassazione d’uscita sulle plusvalenze non realizzate da crypto quando il contribuente trasferisce la residenza fiscale all’estero. Queste misure avrebbero mirato a catturare plusvalenze latenti in caso di migrazione fiscale, ma non hanno ottenuto il consenso necessario.

Inoltre, il 16 ottobre i legislatori hanno approvato un emendamento che prevede la tassazione delle plusvalenze realizzate convertendo criptovalute in stablecoin. La norma si applica in particolare alle stablecoin qualificate come token di moneta elettronica secondo le regole UE, ma dovrà essere confermata nella versione definitiva della legge per entrare in vigore.

Conseguenze pratiche per utenti e mercato

Se confermate, le nuove regole inciderebbero su diversi aspetti: in primo luogo aumenterebbero gli obblighi di compliance per chi detiene wallet in autocustodia, obbligando a monitorare soglie patrimoniali e a predisporre dichiarazioni puntuali. In secondo luogo, la tassazione sulle conversioni verso stablecoin potrebbe ridurre la liquidità di mercato quando gli operatori cercheranno alternative meno onerose dal punto di vista fiscale.

Dal punto di vista della privacy, la richiesta di segnalazione di wallet auto‑custoditi solleva interrogativi sull’equilibrio tra contrasto all’evasione e tutela dei dati personali. Le autorità fiscali dovranno definire procedure sicure per l’acquisizione e la conservazione di queste informazioni, mentre gli intermediari e i consulenti fiscali si prepareranno a fornire assistenza per l’adeguamento alle nuove norme.

Infine, l’esito dell’iter parlamentare restituirà indicazioni importanti sull’orientamento politico nei confronti degli asset digitali in Francia e nell’Unione Europea: una conferma degli emendamenti segnalerà una linea più rigorosa in materia fiscale, con possibili effetti di contagio sulle normative di altri Paesi dell’area.

Implicazioni per gli investitori

Per gli investitori privati e professionali la principale raccomandazione è rafforzare i processi di reporting e tenuta delle evidenze: registrare date e valori di mercato al 31 dicembre di ogni anno diventerà cruciale per stabilire eventuali soglie di segnalazione e obblighi fiscali. Inoltre, chi effettua frequenti conversioni tra cripto e stablecoin dovrà valutare l’impatto fiscale di tali operazioni nel calcolo del rendimento netto.

In assenza di misure armonizzate a livello europeo, decisioni nazionali come quelle in discussione possono generare arbitraggio regolatorio e influire sui flussi di capitale. Gli operatori italiani e europei dovrebbero monitorare l’evoluzione normativa e adeguare strategie di detenzione e trading alle possibili nuove regole.

In sintesi

  • La segnalazione obbligatoria per wallet in autocustodia sopra 100.000 euro aumenta il rischio di oneri amministrativi per i detentori privati e richiederà strumenti di compliance dedicati.
  • La tassazione sulle conversioni in stablecoin può ridurre la preferenza per questo strumento come mezzo di preservazione del valore, alterando dinamiche di liquidità su mercati cripto.
  • Il possibile respingimento della sezione entrate del bilancio mostra come instabilità politica e iter parlamentare possano ritardare o compromettere l’applicazione di norme fiscali rilevanti per gli investimenti digitali.
  • Per gli investitori italiani è consigliabile rafforzare la documentazione fiscale e seguire l’evoluzione normativa europea per evitare rischi di compliance e impatti fiscali imprevisti.


Author: Tony
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