Milano si mobilita per Hoepli: crowdfunding per riaprire la storica libreria
- 4 Novembre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
A Milano cresce la mobilitazione per riaprire la storica libreria Hoepli, chiusa a maggio: è stata depositata un’offerta e un crowdfunding è pronto a partire. La decisione finale passerà alla liquidatrice Laura Limido, che — secondo indiscrezioni non confermate — avrebbe ricevuto anche una seconda proposta da una casa editrice. In questo caso dovrà valutare non soltanto due business plan differenti, ma anche due prospettive contrapposte: riaprire la principale libreria indipendente italiana con un azionariato diffuso o cedere marchio e dipendenti a una catena. Non sono state indicate scadenze precise, ma si prevedono tempi rapidi per la scelta; contestualmente prosegue la trattativa sull’affitto dei locali in via Hoepli, alle spalle del Duomo, di proprietà di Matteo, Giovanni e Barbara Hoepli.
I promotori hanno dichiarato:
«Per ora sono 250, ma continuano a chiamarci tante persone»
Le librerie indipendenti
Il ruolo delle librerie indipendenti nel sistema del libro italiano è limitato: rappresentano circa il 10% del mercato, e la Hoepli era riconosciuta come una delle realtà con maggior fatturato nel settore. A guidare la mobilitazione per salvarla è Vittorio Graziani, anima della società promotrice Centofiori, affiancato dall’avvocata Monica Colombera, che hanno contribuito a costituire una società e a mettere a punto un progetto che definiscono «in controtendenza».
Vittorio Graziani ha affermato:
«Sarebbe un unicum far riaprire una libreria nello stesso posto con lo stesso nome, nel centro della città da cui tanti si allontanano»
Nel business plan del progetto si cita come modello il successo di grandi librerie indipendenti europee, come Waterstones Piccadilly a Londra o La Central a Barcellona, con l’obiettivo di trasformare lo spazio in un vero e proprio hub culturale dotato di ampie aree per eventi e aggregazione. L’iniziativa ha suscitato attenzione istituzionale a Palazzo Marino ed è stata accolta con favore anche da Mario Calabresi, indicato come possibile candidato sindaco, che l’ha salutata come una «speranza» per sanare una ferita nella scena cittadina.
Obiettivo di capitalizzazione
La raccolta minima prevista dal piano è di 4,5 milioni di euro, cifra ritenuta necessaria per ristrutturare i locali e avviare la libreria, che gli ideatori stimano possa raggiungere il pareggio di bilancio entro due anni. Il progetto prevede 19 dipendenti. Alla prima sottoscrizione si sono già avvicinati professionisti, volti noti dell’editoria, imprenditori e semplici cittadini, compresi giovani, con quote a partire da 200 euro; se l’offerta verrà accettata, gli investitori più grandi potranno partecipare con quote fino a 100.000 euro, secondo le modalità del crowdfunding previsto.
Rami d’azienda in liquidazione
La libreria costituisce uno dei rami d’azienda distinti dall’attività editoriale. La divisione dedicata ai testi scolastici è stata già ceduta a Mondadori, che attualmente detiene il marchio libreria Hoepli 1870, concesso in uso alla società in liquidazione. Con la possibile cessione del punto vendita verrebbe trasferito anche il diritto all’uso del marchio, con rilevanti implicazioni sia per la continuità occupazionale sia per la tutela della storicità del brand.
La partita attorno alla Hoepli ricompone questioni pratiche e simboliche: da un lato la necessità di preservare posti di lavoro e un presidio culturale in centro, dall’altro il delicato equilibrio tra sostenibilità economica e identità storica. La scelta fra un progetto cooperativo con azionariato diffuso e la cessione a un soggetto strutturato influenzerà non solo la governance futura della libreria, ma anche le dinamiche commerciali della zona e il rapporto tra editoria e vendita al dettaglio.
Per gli investitori e per gli operatori del comparto, il caso rappresenta un esempio significativo del crescente ricorso a forme di finanziamento collettivo per salvare attività culturali strategiche: il modello scelto determinerà inoltre il tipo di management richiesto, la capacità di attrarre pubblico e partner culturali e le opportunità di sviluppo dei servizi connessi (eventi, attività educative, canali digitali).
In sintesi
- La vicenda della Hoepli mette in luce la fragilità economica delle librerie indipendenti e la necessità di modelli di finanziamento misti per garantire la loro sopravvivenza nei centri urbani.
- Un’eventuale riapertura con azionariato diffuso potrebbe creare valore locale e fidelizzazione, ma richiede un piano gestionale solido per raggiungere la redditività nei primi anni.
- Per gli investitori istituzionali e i fondi locali, il caso offre opportunità di partecipare a iniziative di recupero culturale con ritorni indiretti legati alla riqualificazione commerciale e turistica del centro cittadino.
- La decisione sulla destinazione del marchio e dei locali avrà impatti occupazionali e contrattuali immediati: la tutela dei dipendenti e l’assetto del contratto di locazione saranno elementi determinanti per la sostenibilità dell’operazione.