Ai il nuovo stack tecnologico

Internet Computer (ICP), un progetto blockchain che ha cercato di distinguersi dalla concorrenza, sta puntando con insistenza a diventare la rete di riferimento per l’intelligenza artificiale (IA) on-chain. Secondo Dominic Williams, fondatore di Dfinity, sviluppatore di Internet Computer, questo potrebbe segnare l’inizio di un nuovo stack tecnologico in cui l’IA, più che gli esseri umani, diventerà il principale sviluppatore di applicazioni.

Williams ha spiegato che, sebbene i prezzi delle criptovalute siano ancora prevalentemente influenzati da meccanismi di mercato — come operazioni di tesoreria, giochi di liquidità e speculazioni — la tecnologia sottostante porterà inevitabilmente a un cambiamento radicale. In un’intervista ha affermato:

Dominic Williams ha detto:

“Sul lungo termine, i mercati cominciano a riflettere le realtà concrete. Finora però non si vede quello che sta accadendo con Internet Computer rispecchiato nel prezzo di ICP.”

IA in esecuzione su blockchain

Già nell’aprile dello scorso anno, Internet Computer ha dimostrato l’esecuzione di reti neurali come smart contract, iniziando con la classificazione di immagini e successivamente con il riconoscimento facciale, spiega Williams. Sebbene si trattasse di modelli relativamente semplici rispetto ai modelli linguistici estesi — quelli che alimentano strumenti di IA come ChatGPT e Gemini — queste prove rappresentavano un importante concetto: l’IA può operare in modo nativo su una blockchain. Williams sottolinea che nessun’altra rete ha raggiunto questo risultato, nonostante il dibattito sulla cosiddetta “IA decentralizzata”.

Mentre molte piattaforme si affidano a infrastrutture off-chain come Amazon Web Services, ICP mira a integrare completamente lo sviluppo e l’esecuzione dell’IA direttamente sulla blockchain. Williams descrive questo come “un internet auto-scritto” — un sistema in cui gli utenti definiscono ciò che desiderano e un’IA lo trasforma direttamente in un’applicazione funzionante, ospitata proprio su Internet Computer.

L’obiettivo più ampio, secondo Williams, è che l’IA sostituirà gran parte del processo di sviluppo attuale. Anziché affidarsi a programmatori umani per scrivere codice, configurare database e gestire server, un’intelligenza artificiale potrebbe creare applicazioni all’istante, aggiornarle in modo continuo e garantire la loro resilienza grazie a meccanismi blockchain.

Ciò ristruttura la blockchain non solo come un semplice livello di regolamento per i token, ma come l’ambiente ideale per le applicazioni generate dall’IA. La struttura di ICP, con caratteristiche come il “reverse gas” — un sistema in cui gli sviluppatori sono responsabili dei costi computazionali delle loro applicazioni, evitando che l’utente finale debba pagare una commissione di transazione — elimina la necessità di firewall o migrazioni di database, comunemente problematiche nelle infrastrutture tradizionali.

Williams afferma:

“L’IA sviluppa queste applicazioni centinaia di volte più rapidamente degli esseri umani. E poiché non ci sono amministratori di sistema in standby, servono solo le protezioni che può offrire la blockchain.”

Tra gli esempi riportati ci sono hackathon in cui persone comuni hanno utilizzato l’IA su ICP per creare app come una piattaforma collaborativa per mappare le buche stradali e uno strumento per la generazione di testamenti o direttive sanitarie. La visione è che questi strumenti possano diffondersi rapidamente su larga scala. Imprenditori, piccole imprese e organizzazioni non governative potrebbero così realizzare applicazioni personalizzate senza competenze tecniche, pagando per l’utilizzo in valuta tradizionale, mentre i token crypto supportano il sistema “dietro le quinte”.

Un ritardo nella valorizzazione del token ICP

Nonostante questi sviluppi, il token ICP non ha ancora mostrato un impulso continuo sul mercato. Dopo un breve rally contestuale alle prime integrazioni IA annunciate l’anno scorso, il valore del token si è poi allineato più al sentiment generale del mercato che all’effettivo aumento dell’adozione da parte degli utenti. Williams riconosce questa discrepanza ma resta ottimista, prevedendo una possibile svolta a breve termine.

Williams ha commentato:

“Potrebbe essere la prima volta che il Web3 supera tecnologicamente il Web2 senza incentivi legati ai token. Lo shock arriverà quando le persone realizzeranno che basta parlare con un’IA e che automaticamente appare un’applicazione blockchain accessibile tramite un URL.”