I giovani della Lega a Pontida con Vannacci moderato e noi no
- 20 Settembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Vannacci è definito un moderato, ma “noi non lo siamo”. È questo il coro che risuona tra i giovani della Lega appena arrivati al pratone di Pontida, sede della manifestazione che anticipa di un giorno l’evento principale del partito. Tra slogan e cori, si rivendica con forza l’identità leghista e si alza la voce contro l’immigrazione. Oltre all’atmosfera di festa, non mancano contestazioni rivolte a Carlo Calenda, leader di Azione, ospite all’evento organizzato da Forza Italia giovani a San Benedetto del Tronto nel weekend precedente.
Un’immagine simbolica segna la giornata: un generale e un capitano insieme a Pontida. Matteo Salvini, nonostante le recenti difficoltà di salute dovute a una colica renale che lo aveva portato al pronto soccorso, non rinuncia a partecipare alla manifestazione giovanile, venendo accolto come un vero capitano con il coro “C’è solo un capitano”. Il suo arrivo coincide con la conclusione dell’intervento di Vannacci, protagonista indiscusso fino a quel momento, accolto tra gli applausi e il grido “c’è solo un generale”.
Luca Toccalini, coordinatore dei giovani, tira le somme della giornata:
“Abbiamo dimostrato che la Lega è una sola e nessuno riuscirà mai a dividerla.”
Al termine, una foto insieme a Salvini e Vannacci suggella l’unità del gruppo, tutti riuniti ai piedi del palco.
Salvini: La Lega di oggi è fedele alle sue origini
Matteo Salvini dal palco dei giovani di Pontida ha evidenziato un legame indissolubile con il passato del partito:
“La Lega di oggi è quella di trent’anni fa. Siamo ancora sotto attacco da tv, radio e giornali. Baroni universitari, collettivi studenteschi, grandi finanzieri, banche e sindacati ci vedevano e continuano a considerarci come un corpo estraneo da eliminare. Non sono riusciti a farlo trent’anni fa, non lo faranno oggi e non ci riusciranno mai. Se necessario saremo soli contro tutti, ma la Lega resta la Lega.”
Salvini ha anche scherzato sull’iniziale assenza dovuta alla colica renale, raccontando:
“Quando mi hanno dimesso dal pronto soccorso di Chiari, mi hanno detto che avrei dovuto riposare, ma il mio vero riposo siete voi.”
L’omaggio a Umberto Bossi per il suo compleanno è stato un momento importante e il leader della Lega non ha nascosto il richiamo alla continuità e al coraggio che da sempre contraddistinguono il movimento:
“Quello che unisce la Lega di oggi a quella di trent’anni fa è proprio l’essere considerati un pericolo da eliminare da parte dei potenti di Roma e Bruxelles. Ma questa volta non ci cancelleranno mai.”
Vannacci: Non ho ambizioni da segretario, voglio concentrarmi sull’Europa
Accolto dalla folla con il coro “Un generale, c’è solo un generale”, Vannacci, vicepresidente del partito, ha parlato ai giovani presenti indossando una maglietta con l’immagine di Charlie Kirk e la scritta “Freedom”.
Ha motivato il riferimento a Kirk affermando:
“Oggi siamo tutti come Charlie Kirk, e porteremo avanti questa eredità nel sangue, nelle vene e tra la gente.”
Alla domanda se aspira a diventare segretario della Lega, ha risposto chiaramente:
“No, voglio continuare a svolgere al meglio il mio incarico di eurodeputato, un mandato che mi hanno affidato 563 mila elettori.”
Vannacci ha sottolineato l’importanza di portare ciascuno la propria identità nel partito, con un riferimento ironico al fenomeno della ‘vannacizzazione’ della Lega:
“Io vannaccio, Fontana fontana e Romeo romeizza; così renderemo grande la Lega.”
Una posizione netta sulla guerra in Ucraina
Il tema della guerra ha assunto un ruolo centrale nell’intervento di Vannacci. Il vicepresidente del partito ha confermato la sua opposizione all’aggressione russa in Ucraina e al conflitto in generale, sottolineando la necessità di una pace duratura.
Ha dichiarato:
“Ho sempre condannato l’invasione russa dell’Ucraina. Ho ripudiato la guerra e sostenuto la necessità di cercare un accordo di pace. Mi oppongo a una guerra senza fine, che invece questa Europa a trazione social-democratica sembra voler proseguire.”
Questo intervento riflette la posizione di una parte significativa del gruppo politico, che punta a un ruolo diverso dell’Europa nella gestione della crisi internazionale.
È necessaria una pace ragionevole. Vannacci ha espresso una ferma opposizione a chi vuole proseguire il conflitto, sottolineando che questa guerra non potrà essere vinta senza un intervento diretto dell’Unione Europea o della Nato. Un tale scenario rischierebbe di portarci sull’orlo di una catastrofe termonucleare. Ha ribadito infatti che è preferibile puntare a una pace pragmatica oggi, la quale comporterà costi inferiori rispetto alle conseguenze di una pace che si potrà ottenere domani.
Parlando delle elezioni regionali, Vannacci ha spiegato di aver discusso delle liste con il segretario regionale in Toscana, ritenuto la figura competente per queste decisioni. Specificando inoltre di non aver selezionato candidati a caso, ma di aver scelto Baroncini, attuale segretario regionale toscano.
Gli invasori sono i clandestini, non i russi
Al termine del suo intervento a Pontida, Vannacci ha negato la presenza di cosacchi o militari russi sulle coste italiane o nelle città, affermando con forza che i veri invasori sono coloro che violano illegalmente i confini nazionali. Secondo lui, questi clandestini sono responsabili di reati, inclusi stupri, evidenziando quindi un approccio incentrato sulla sicurezza e sull’immigrazione clandestina.
Riguardo alla sua sicurezza personale, Vannacci ha dichiarato di non temere per la propria incolumità e di preferire arrangiarsi da solo con la protezione, menzionando che, a differenza di altri, come Saviano, non dispone di una scorta ufficiale.