Ricavi del settore blockchain virano verso le società quotate in borsa
- 29 Ottobre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Il settore della blockchain vede una crescente incidenza delle società quotate: nel 2026 queste aziende hanno rappresentato il 16% dei ricavi complessivi, più che raddoppiando la loro quota rispetto al 7% del 2022, secondo un’analisi condotta da 1kx.
Il contesto generale tuttavia è segnato da una contrazione: i ricavi globali legati alla blockchain sono stimati in calo del 28% su base annua, attestandosi intorno ai 100 miliardi di dollari per il 2026. Lo studio ha esaminato dati provenienti da oltre 2.600 protocolli e i rendiconti di 104 società quotate fino al terzo trimestre.
Crescita delle società quotate e fattori trainanti
I ricercatori collegano l’aumento della quota delle società quotate a due dinamiche principali: nuove quotazioni in Borsa — tra cui l’IPO dell’emittente di stablecoin Circle nel 2025 — e la crescita dei ricavi tra aziende già presenti sul mercato. Le prime 10 società quotate nello studio hanno raddoppiato i ricavi legati alla blockchain negli ultimi tre anni.
Nel primo semestre del 2026 Coinbase e Circle hanno generato congiuntamente circa 3,3 miliardi di dollari di ricavi riconducibili alla blockchain, mentre i miner quotati di Bitcoin hanno realizzato approssimativamente 2 miliardi. Gruppi finanziari tradizionali come JPMorgan, BlackRock, CME Group, Visa e Robinhood hanno contribuito, nel complesso, per circa 1,1 miliardi.
Concentrazione dei ricavi
I ricavi restano fortemente concentrati: le sei maggiori società quotate hanno rappresentato tra il 50% e il 60% del totale del gruppo analizzato. Questa concentrazione implica che l’andamento finanziario del settore dipende in misura significativa da una manciata di operatori chiave.
Più peso alle attività istituzionali e real-world
Per la prima volta nel terzo trimestre le entrate provenienti dall’attività economica più ampia hanno superato quelle dell’infrastruttura blockchain, con circa 5,3 miliardi contro 5,1 miliardi. Questa categoria include asset tokenizzati, pagamenti e mercati predittivi, e ha mostrato una crescita del 58% su base annua nella prima metà del 2026.
Nel terzo trimestre l’adozione istituzionale e l’attività economica reale hanno rappresentato complessivamente il 33% dei ricavi totali del settore, con una proiezione per l’intero anno intorno al 30%.
I dati di RWA.xyz indicano che il valore degli asset real-world tokenizzati distribuiti è aumentato di circa il 51% nell’ultimo anno, passando da 26,16 miliardi di dollari nell’ottobre 2025 a 39,54 miliardi al giorno di riferimento. Gli asset azionari tokenizzati hanno registrato una crescita particolarmente marcata, salendo del 471% nello stesso periodo fino a 3,77 miliardi.
Prospettive e implicazioni per investitori e mercati
La contrazione complessiva dei ricavi del settore mette sotto pressione valutazioni e margini, ma la crescente quota delle società quotate può favorire maggiore trasparenza e accessibilità per gli investitori istituzionali. Parallelamente, l’espansione degli asset tokenizzati crea nuove opportunità di diversificazione, pur introducendo sfide normative e operative.
Per operatori e autorità di vigilanza europee e italiane, l’evoluzione suggerisce la necessità di adeguare regole su trasparenza, custodia e liquidità degli strumenti tokenizzati, così da proteggere gli investitori e facilitare l’integrazione con il sistema finanziario tradizionale.
Fattori di rischio da monitorare
La forte concentrazione dei ricavi in poche società pubbliche aumenta il rischio sistemico nel settore: shock reputazionali o perdite operative in uno di questi attori possono avere effetti amplificati sull’ecosistema. Inoltre, la transizione verso attività real-world richiede infrastrutture legali e tecnologiche solide per garantire la tracciabilità e la verifica degli asset tokenizzati.
Infine, la competizione tra diversi ecosistemi di smart contract e stablecoin — con implicazioni tecniche e di mercato tra reti come Bitcoin, Ethereum e Tron, oltre all’uso diffuso di USDT — potrà ridefinire catene di valore e flussi di liquidità nei prossimi trimestri.
In sintesi
- La crescita della quota delle società quotate aumenta la trasparenza settoriale ma accentua la concentrazione del rischio, richiedendo strategie di diversificazione per gli investitori istituzionali italiani.
- L’espansione degli asset tokenizzati apre nuove opportunità per fondi e gestori patrimoniali nazionali, ma necessita di standard regolamentari e infrastrutturali per garantire mercato secondario efficiente e protezione degli investitori.
- La riduzione dei ricavi complessivi suggerisce una fase di compressione dei multipli: gli investitori dovrebbero privilegiare analisi fondamentali e considerare il rischio legato alla dipendenza da pochi player dominanti.
- Per il sistema finanziario italiano, l’integrazione di attività real-world può favorire lo sviluppo di prodotti finanziari innovativi, a patto che le autorità adottino regole chiare su custodia, trasparenza e interoperabilità.