La difficoltà del mining di Bitcoin raggiunge un nuovo massimo storico a settembre

La difficoltà di mining di Bitcoin (BTC), un indicatore che misura la complessità relativa nell’aggiungere nuovi blocchi alla blockchain, ha raggiunto venerdì un nuovo massimo storico di 142,3 trilioni.

Nei mesi di agosto e settembre la difficoltà di mining ha toccato livelli record consecutivi, spinta da un aumento significativo della potenza computazionale recentemente messa in funzione.

Anche l’hashrate di Bitcoin, ovvero la media della potenza di calcolo totale che assicura il protocollo monetario decentralizzato, ha raggiunto venerdì un picco storico superiore a 1,1 trilioni di hash al secondo, secondo i dati di CryptoQuant.

La crescente difficoltà di mining, unita alla costante richiesta di computazione ad alte prestazioni e a elevato consumo energetico per proteggere la rete, rende sempre più difficile la competizione sia per i singoli minatori che per le grandi aziende. Ciò alimenta timori riguardo a una possibile centralizzazione crescente del mining di Bitcoin.

La difficoltà della rete Bitcoin ha raggiunto un nuovo massimo storico a settembre.

Le aziende pubbliche sotto pressione da governi e fornitori di energia

Minatori più piccoli e società quotate in borsa stanno affrontando una competizione crescente da parte di governi e fornitori di infrastrutture energetiche, che dispongono di accesso a risorse gratuite o a prezzi molto bassi e possono integrare verticalmente il mining di Bitcoin nelle loro operazioni.

Diversi governi sono già coinvolti nelle attività di mining di Bitcoin o stanno valutando questa possibilità utilizzando energie in eccesso o di scarto, come nel caso di Bhutan, Pakistan ed El Salvador.

Nel mese di maggio, il governo del Pakistan ha annunciato l’allocazione di 2.000 megawatt (MW) di energia in surplus da destinare al mining di Bitcoin, come parte di una strategia regolatoria che valorizza le criptovalute e gli asset digitali.

Anche i fornitori di energia nello stato americano del Texas stanno integrando il mining di Bitcoin nelle loro infrastrutture per bilanciare i carichi elettrici in collaborazione con il Energy Reliability Council of Texas (ERCOT).

Le reti elettriche possono subire problemi a causa della scarsità di energia durante i picchi di domanda o per un eccesso di energia in momenti di bassa richiesta, situazioni che possono compromettere l’integrità della rete e comportare rischi se non adeguatamente gestite.

Le aziende energetiche in Texas sfruttano il mining di Bitcoin come una risorsa flessibile per bilanciare queste dinamiche elettriche, consumando energia in surplus nei periodi di bassa domanda e spegnendo le operazioni di mining durante i picchi di consumo.

Questo modello produce profitti per i fornitori di energia senza che essi debbano sostenere i costi variabili dell’energia, fornendo un significativo vantaggio competitivo rispetto alle società minerarie quotate in borsa, che invece devono affrontare tali costi.