Ferretti in bilico: ricavi stabili, utili giù del 18%
- 27 Ottobre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Ferretti Group, il gruppo italiano della nautica di lusso controllato dal cinese Weichai, ha chiuso i primi nove mesi dell’anno con ricavi netti pari a 888,6 milioni di euro, sostanzialmente in linea con lo stesso periodo dell’anno precedente (+0,2%), sostenuti da una crescita del 13,6% nel terzo trimestre.
I risultati mostrano però segnali di stress sulla redditività: l’ebitda adjusted si è attestato a 130,6 milioni (-7,8%) e l’utile netto è diminuito del 18,2%, a 49,9 milioni. La raccolta ordini sui nove mesi è calata del 13,8% a 664,9 milioni, nonostante un recupero nel terzo trimestre con un aumento del 6,6%.
Secondo la società, il miglioramento progressivo degli ordini ha portato il portafoglio ordini netto a 571,4 milioni, pari a un incremento dell’1,2% rispetto alla prima metà dell’anno. La posizione finanziaria netta è risultata pari a 42,3 milioni, in miglioramento rispetto ai 95 milioni registrati a metà esercizio.
Il gruppo ha confermato la guidance sui ricavi netti nel range tra 1,200 e 1,240 miliardi e il piano investimenti (capex) compreso tra 60 e 65 milioni. Tuttavia la società ha riveduto al ribasso le attese di redditività: il nuovo intervallo dell’ebitda adjusted è ora tra 174 e 185 milioni (precedente 186–197) e il nuovo ebitda margin adjusted è stimato tra il 14,5% e il 14,9% (precedente 15,5%–15,9%).
Commento della direzione
Stassi Anastassov ha affermato:
“Il terzo trimestre ha dimostrato la forza dei nostri brand, dei nostri prodotti e delle nostre persone. Dopo un primo semestre complesso, la raccolta ordini è tornata a crescere e i ricavi hanno registrato un miglioramento, rafforzando la nostra fiducia nella guidance 2026 sui ricavi. Ma la crescita, da sola, non è sufficiente.”
Stassi Anastassov ha aggiunto:
“La redditività del gruppo rimane al di sotto dei livelli che Ferretti può e deve esprimere. Stiamo pertanto rivedendo la guidance sulla marginalità e implementando un concreto piano di miglioramento delle performance, focalizzato sul rafforzamento di una politica di pricing basata sul valore, sul miglioramento del mix di prodotto, sull’incremento dell’efficienza industriale e sull’ottimizzazione dell’utilizzo dei nostri cantieri.”
Contesto di mercato e implicazioni
Il lieve aumento dei ricavi accompagnato da una marginalità in calo riflette tensioni comuni nel segmento del lusso: pressioni sui costi industriali, scelte di pricing più conservative e dinamiche di mix prodotto che incidono sui margini. Il recupero della raccolta ordini nel terzo trimestre è un segnale positivo, ma la diminuzione su base annua suggerisce che la domanda resta volatile a livello globale.
Per Weichai, come azionista di controllo, la capacità di riportare i margini a livelli target sarà cruciale per giustificare gli investimenti e sostenere la valutazione di mercato del gruppo. In termini finanziari, la riduzione della posizione finanziaria netta rappresenta un miglioramento che fornisce maggiore flessibilità operativa, ma resta importante monitorare la generazione di cassa nei prossimi trimestri.
Dal punto di vista degli stakeholder italiani, la strategia annunciata — che mette l’accento su pricing basato sul valore, mix di prodotto e utilizzo più efficiente dei cantieri — evidenzia misure concrete per incrementare la redditività industriale e preservare il posizionamento competitivo delle attività manifatturiere presenti sul territorio.
Prospettive per gli investitori
La conferma della guidance sui ricavi, combinata con la revisione al ribasso della marginalità, comporta che gli investitori dovranno valutare con attenzione la sostenibilità dei margini nel medio termine e l’efficacia del piano di miglioramento industriale. Indicatori da monitorare saranno l’andamento del portafoglio ordini netto, i livelli di conversione degli ordini in produzione e la capacità del gruppo di trasferire valore ai prezzi senza compromettere la domanda.
Nel breve periodo, la componente ciclica della domanda di beni di lusso e l’esposizione a mercati internazionali rendono i risultati sensibili a fattori macroeconomici e valutari. Per gli operatori finanziari, l’attenzione sarà rivolta anche al rispetto del piano capex e al controllo dei costi operativi, elementi chiave per il recupero di marginalità promesso dalla direzione.
In sintesi
- La stabilità dei ricavi unita a una marginalità in calo segnala che il recupero della domanda non è ancora sufficiente a compensare pressioni sui costi e mix prodotto; la capacità di migliorare l’efficienza produttiva sarà determinante per il valore azionario.
- La revisione della guidance sull’ebitda adjusted riduce le aspettative di redditività; gli investitori dovranno valutare la credibilità del piano industriale e i tempi necessari per il ritorno ai margini storici.
- Il miglioramento della posizione finanziaria netta aumenta la resilienza operativa, ma la generazione di cassa futura rimane un fattore critico per sostenere investimenti e dividendi senza ricorrere a indebitamento aggiuntivo.
- Per il settore nautico italiano, l’attenzione al pricing basato sul valore e all’ottimizzazione dei cantieri potrebbe tradursi in opportunità per rafforzare la filiera nazionale e preservare occupazione qualificata.