Auto elettriche apre in Estonia la più grande fabbrica di magneti fuori dalla Cina
- 20 Settembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
A poche decine di chilometri dal confine con la Russia, mentre i jet Mig di Mosca violavano lo spazio aereo estone venerdì 19 settembre, è stata inaugurata a Narva – il punto più a nord-est dell’Unione europea – la più grande fabbrica europea di magneti in terre rare, la più estesa fuori dalla Cina. Costruita in poco più di due anni dal gruppo canadese Neo Performance Materials e cofinanziata dai fondi strutturali europei, questa struttura produrrà magneti permanenti in terre rare, elementi fondamentali per le automobili elettriche, le turbine eoliche e la microelettronica. L’obiettivo iniziale è la produzione di circa un milione di componenti all’anno destinati ai veicoli elettrici. Il colosso della componentistica automotive Bosch, secondo fonti di settore, ha già prenotato una quota significativa della produzione.
Il nuovo stabilimento di Neo Performance Materials a Narva rappresenta un passo importante per diminuire la dipendenza dell’industria europea dalle importazioni di terre rare provenienti soprattutto dalla Cina, in particolare alla luce delle restrizioni recenti imposte da Pechino sulle esportazioni di questi materiali.
Per la produzione dei magneti, l’impianto di Narva impiegherà terre rare processate a Sillamäe, località situata a poche decine di chilometri a ovest, un’eredità dell’epoca sovietica. Questa località, un tempo città chiusa e non segnata sulle mappe, era un centro di produzione di uranio destinato a usi militari. Al momento, lo stabilimento di Sillamäe è l’unico impianto europeo in grado di separare terre rare a livello industriale.
Rahim Suleman, CEO di Neo, ha dichiarato che «Neo ha firmato numerosi contratti di fornitura della durata compresa tra cinque e sette anni, per un valore stimato tra i 50 e i 100 milioni di dollari». Ha aggiunto che le consegne principali inizieranno nel 2026, definendo il progetto come «il più importante riguardo ai materiali critici attualmente in corso in Europa».
Il fondo per la transizione e i progetti in Italia
A settembre 2023 si iniziavano a scavare le fondamenta dell’attuale stabilimento di Narva, che ora è entrato in fase produttiva, sebbene con alcuni mesi di ritardo rispetto alle previsioni iniziali. L’investimento totale si aggira intorno ai 65 milioni di euro, una cifra inferiore rispetto a quella prevista in partenza, di cui 14,5 milioni sono stati coperti dal Just Transition Fund (Jtf), il fondo per una transizione giusta istituito dall’UE.
Il Jtf è uno strumento finanziario europeo volto a sostenere le aree industriali più inquinate e vulnerabili dal punto di vista sociale, agevolandone la riconversione verso produzioni meno impattanti e più sostenibili dal punto di vista ambientale. In Italia, oltre un miliardo di euro sono destinati a territori come il Sulcis in Sardegna, dove i progetti sono già avviati, e Taranto, dove i bandi sono stati pubblicati nello scorso luglio.
Le risorse europee, in larga parte provenienti dal programma Next Generation EU (per circa il 70%), dovranno essere utilizzate entro il 2026, rendendo cruciale una rapida attuazione delle iniziative connesse per non perdere i finanziamenti disponibili.