Ecco il piano con cui Azimut Benetti rilancerà i cantieri Tisg
- 22 Ottobre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
L’operazione strutturata dalla società piemontese con sede a Avigliana punta a salvaguardare posti di lavoro e a rilanciare gli stabilimenti produttivi, che si estendono anche a Livorno, Viareggio, Massa, Fano, Savona e, per l’attività di refit, a Varazze. L’intervento si basa sull’esperienza consolidata nella costruzione di yacht oltre i 70 metri, sviluppata in particolare con il marchio Benetti, e intende garantire continuità produttiva sia per le imbarcazioni in corso di lavorazione sia per l’indotto locale.
Progetto in due fasi
Secondo fonti di mercato, il piano si articola in due passaggi distinti. La prima fase mira al riavvio immediato della produzione, con priorità al completamento delle unità già avviate e alla tutela dei lavoratori e dei fornitori. Questo approccio è favorito dal fatto che circa l’85% dei fornitori dell’azienda in oggetto collabora già con il gruppo di Avigliana, riducendo così i tempi di integrazione della catena logistica.
Un elemento strategico è la forte presenza territoriale del gruppo: oltre il 70% del fatturato complessivo di Azimut, Benetti e della divisione Lusben dedicata al refit si sviluppa nella regione della Toscana. Questa rete offre agli armatori la possibilità di completare le imbarcazioni con continuità e con garanzie di supporto tecnico e forniture locali.
La seconda fase è pensata su orizzonte più lungo e prevede l’espansione nel segmento delle imbarcazioni custom di grandi dimensioni e il rafforzamento dell’offerta di Lusben nel refit. Il piano include inoltre una precisa riallocazione delle attività tra i diversi poli produttivi, in modo da ottimizzare capacità, competenze e flussi produttivi.
Il futuro dei cantieri
Il cantiere di Carrara è destinato allo sviluppo di nuove costruzioni custom di grandi dimensioni e all’acquisizione di nuove commesse. I saloni internazionali autunnali hanno evidenziato un aumento della domanda per i maxi yacht oltre i 50-60 metri, segmento per il quale molti cantieri risultano già pienamente impegnati. A Carrara lo spazio disponibile e i due ampi bacini potrebbero essere impiegati anche per interventi di refit su grandi imbarcazioni.
Il sito di La Spezia dovrebbe combinare la costruzione di nuove imbarcazioni con un potenziamento significativo dell’attività di refit, affidata a Lusben. Nel porto spezzino è previsto un mix fra produzione e servizi di manutenzione e aggiornamento tecnologico per scafi di varia dimensione.
A Viareggio è prevista la continuità produttiva del cantiere, che sarà in parte dedicato anche allo showroom della divisione Yachtique, specializzata nella personalizzazione degli interni e nelle soluzioni di allestimento per gli armatori (tessuti, stoviglieria, opere d’arte e componentistica di pregio). Verrà mantenuta inoltre la piccola falegnameria locale che fornisce lavorazioni speciali per gli allestimenti.
Il progetto, oltre a intervenire sul breve periodo per evitare interruzioni nella catena di produzione, mira a rafforzare la competitività internazionale del gruppo su segmenti ad alta marginalità, come i maxi yacht e le costruzioni custom. L’integrazione delle attività di refit e di costruzione nuova può generare sinergie di costo e qualità, sostenendo la domanda globale e la filiera italiana dei fornitori specializzati.
Sul fronte occupazionale, l’operazione comporterà esigenze di riconversione e formazione per adeguare le competenze ai nuovi progetti e alla complessità degli scafi di grande taglia. Sul piano logistico e infrastrutturale, la riorganizzazione richiederà inoltre investimenti mirati per massimizzare l’efficienza dei cantieri e ridurre i tempi di produzione e di intervento in refit.
In sintesi
- Il consolidamento degli stabilimenti sotto un gruppo con esperienza nei grandi yacht può stabilizzare la filiera locale, riducendo i rischi per i fornitori e sostenendo l’occupazione regionale.
- L’accento sul segmento custom e sui maxi yacht indica una strategia orientata alla fascia alta del mercato, con potenziali margini maggiori ma anche bisogno di investimenti in competenze e infrastrutture.
- Il rafforzamento dell’attività di refit rappresenta un’opportunità per aumentare ricavi ricorrenti e sfruttare la domanda di manutenzione avanzata, utile per stabilizzare i flussi di cassa del settore cantieristico italiano.
- Per gli investitori, la riorganizzazione segnala un orientamento verso prodotti a valore elevato e servizi complementari, con implicazioni positive per fornitori specializzati e per eventuali progetti di sviluppo industriale a livello locale.