Il salone contract sbarca a Shanghai: il mercato cinese vale 20 miliardi
- 22 Ottobre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Concorrente sul piano industriale e commerciale ma, al tempo stesso, mercato cruciale per il settore dell’arredamento e del design italiani: nonostante il rallentamento registrato negli ultimi anni, la Cina conserva un ruolo di primo piano nelle presenze al Salone del Mobile di Milano e rimane una destinazione strategica soprattutto per i grandi progetti come hotel, residenze, uffici e spazi pubblici.
Per questa ragione Shanghai è stata scelta come tappa inaugurale del Salone Contract Tour, il roadshow che presenterà alla comunità internazionale il nuovo progetto del Salone del Mobile, curato dallo studio olandese OMA e in programma a Milano la prossima primavera.
Focus sul «mixed-use»
Secondo gli organizzatori, la Cina concentra circa il 72% del potenziale mercato contract nella regione Asia-Pacifico, con una stima di valore compresa tra i 20 e i 25 miliardi di euro: un bacino che giustifica un’attenzione mirata da parte delle imprese e dei progettisti europei.
La scelta di Shanghai non si spiega però soltanto con la dimensione del mercato: è la profonda trasformazione urbana e la varietà di nuovi programmi edilizi a rendere la Cina particolarmente interessante. I grandi sviluppi mixed-use, la riqualificazione del patrimonio costruito, l’espansione dell’hospitality e l’evoluzione dei modelli abitativi stanno ridefinendo brief, standard, specifiche tecniche e filiere di fornitura.
Maria Porro ha spiegato:
“Il fenomeno del mixed-use mette in luce una trasformazione più ampia: il progetto di design entra molto prima nei processi che creano valore immobiliare. Un hotel deve saper attrarre e costruire identità, un luogo di lavoro deve offrire alle persone motivate ragioni per essere vissuto, il retail deve favorire la permanenza e il ritorno, mentre il residenziale integra servizi e amenity sempre più vicini all’esperienza dell’hospitality.”
Per le imprese italiane questo scenario implica l’adattamento dell’offerta verso sistemi complessi: non più solo arredi o singoli prodotti, ma soluzioni integrate, certificazioni tecniche, coordinamento di forniture su larga scala e relazioni con sviluppatori e general contractor locali. Ciò apre opportunità di export e partnership, ma richiede anche competenze in termini di logistica, conformità normativa e protezione della proprietà intellettuale.
Dal punto di vista degli investitori e degli sviluppatori, la diffusione del mixed-use influisce sulle metriche di valutazione immobiliare: servizi, identità e design diventano fattori che possono incrementare i canoni, migliorare il tasso di occupazione e sostenere rendimenti più resilienti nel tempo. Per i fornitori italiani orientati al contract si profila la possibilità di partecipare a progetti a più alto valore aggiunto, a condizione di saper presidiare standard internazionali e cicli decisionali complessi.
Il Salone Contract Tour mira quindi a rafforzare il dialogo tra progettisti, operatori e committenti internazionali, promuovendo l’ingresso delle imprese di design italiane nei cantieri delle grandi opere e facilitando la conoscenza reciproca dei nuovi modelli di domanda che emergono in mercati come quello cinese.
In sintesi
- La prevalenza del contract nel panorama asiatico rende la Cina un mercato chiave per i fornitori italiani, ma richiede un salto verso offerte integrate e competenze di progetto più complesse.
- Per gli investitori immobiliari il mixed-use rappresenta una leva per valorizzare asset: servizi e design possono tradursi in canoni più elevati e in una maggiore sostenibilità dei rendimenti.
- L’ingresso nelle filiere di grandi progetti necessita di partnership locali, controlli sulla proprietà intellettuale e adeguamento logistico; sono queste le variabili che determineranno la capacità competitiva delle aziende italiane.