Certificazione digitale: Namirial rafforza la sua presenza europea con l’acquisizione della spagnola ZeroComa
- 21 Ottobre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Namirial, tra i principali operatori europei nella certificazione delle transazioni digitali nei mercati regolamentati, ha annunciato l’acquisizione della spagnola ZeroComa, rafforzando così la sua presenza nella penisola iberica in un contesto normativo che spinge alla digitalizzazione degli adempimenti fiscali e all’estensione dell’obbligo di fatturazione elettronica.
ZeroComa, fondata a Madrid da Andrés Allende e Maria Losada, è specializzata in soluzioni software per la gestione delle notifiche elettroniche rivolte alle amministrazioni pubbliche, per la fatturazione digitale e per le comunicazioni fiscali. Le sue piattaforme servono oltre 650 clienti; gli attuali amministratori delegati, Álvaro e Alejandro Allende, rimarranno alla guida dell’azienda ed entreranno nel capitale di Namirial. Il valore dell’operazione non è stato reso noto, mentre il fatturato di ZeroComa è stimato nell’intorno di alcuni milioni di euro.
Namirial sviluppa tecnologie che rendono legalmente valide e sicure le transazioni digitali: dall’identificazione a distanza alla firma elettronica, dalla certificazione delle comunicazioni alla conservazione digitale dei documenti e alle soluzioni di fatturazione elettronica. Questi servizi sono impiegati soprattutto da banche, compagnie assicurative, studi professionali e amministrazioni pubbliche che necessitano di garanzie sull’identità delle parti, sull’integrità dei documenti e sulla conformità normativa.
Il ruolo di Massimiliano Pellegrini alla guida del gruppo dal 2020 ha coinciso con una fase di rapida crescita: il gruppo è passato da ricavi discreti a risultati decisamente più rilevanti, con un fatturato che nel 2025 ha raggiunto i 270 milioni di euro e l’obiettivo di superare i 300 milioni nel 2026. Namirial impiega oltre 1.400 persone ed è presente in più di 90 Paesi. Nel 2025 la maggioranza del capitale è stata trasferita dal fondo Ambienta a Bain Capital a una valutazione di mercato nell’ordine del miliardo di euro.
Massimiliano Pellegrini ha dichiarato:
“Abbiamo una piattaforma completa, per tecnologie, standard e prodotti, e puntiamo a essere leader in Europa: nella complessità dei diversi mercati nazionali, i clienti che operano in molti Paesi preferiscono un fornitore di certificazione integrato.”
Il contesto regolatorio in Spagna e in altri Paesi europei sta accelerando la domanda di servizi di digital trust: l’estensione degli obblighi di e-invoicing e la richiesta di tracciabilità e autorizzazione digitale delle comunicazioni fiscali creano opportunità per fornitori consolidati. In questo scenario Namirial rafforza la propria offerta locale e la capacità di partecipare a gare per commesse pubbliche e contratti con grandi gruppi internazionali.
In Italia il mercato della certificazione digitale si è sviluppato prima che in molte altre aree europee e questo ha favorito la crescita di operatori competitivi: ai primi posti del settore figurano due realtà italiane, Namirial e la business unit Digital Trust di Tinexta, che ha registrato ricavi significativi nel 2025. La consolidazione in corso testimonia un interesse elevato da parte di investitori finanziari e strategici.
Dal punto di vista industriale, l’operazione evidenzia alcune direttrici operative e strategiche: integrazione di soluzioni locali per accesso al settore pubblico, ampliamento della base clienti in mercati regolamentati e potenziali sinergie sui prodotti di compliance e conservazione digitale. Per gli investitori, l’ingresso di fondi di private equity e le valutazioni in crescita segnalano un settore con margini di consolidamento ma anche con pressioni competitive e necessità di forte investimento tecnologico.
In sintesi
- La consolidazione fra fornitori di certificazione digitale aumenta le barriere all’ingresso, favorendo operatori con portafoglio clienti transnazionale e capacità di competere nelle gare pubbliche.
- L’allineamento normativo europeo sull’e-invoicing amplia il mercato indirizzabile; le aziende italiane ben posizionate possono sfruttare know‑how e scala per espandersi all’estero.
- Il crescente interesse di fondi di private equity suggerisce valutazioni elevate ma anche possibili opportunità di dismissione o di ulteriori aggregazioni per investitori istituzionali.
- Per gli investitori retail e istituzionali italiani, il settore offre prospettive legate alla digitalizzazione della pubblica amministrazione e delle imprese, ma richiede attenzione ai rischi di integrazione tecnologica e alla concorrenza sui prezzi.