Atm lancia un’accademia per formare gli autisti di domani
- 20 Ottobre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Atm ha deciso di rafforzare la propria capacità di attrarre e formare conducenti lanciando una scuola interna per autisti, il driver hub, che sarà inaugurata negli spazi del Foody Business Center gestito da Sogemi in via Lombroso a Milano.
L’iniziativa arriva dopo un periodo di forti assunzioni: dal 2025 a oggi l’azienda ha reclutato circa 1.100 nuovi autisti e ora intende consolidare questo processo con un percorso formativo strutturato che accompagni i candidati fino all’assunzione.
Il nuovo centro e i numeri
Il primo corso del driver hub potrà accogliere fino a 265 aspiranti conducenti; circa il 10% dei partecipanti proviene dalla Tunisia. La scuola è concepita non solo come luogo di formazione tecnica, ma anche come spazio di socialità e di integrazione per i futuri operatori del trasporto pubblico locale.
Il progetto rientra in un piano più ampio di ricerca e professionalizzazione del personale che prevede un investimento di 4 milioni di euro destinato a coprire attività di reclutamento, percorsi di inserimento e incentivi di sostegno.
Modalità e contenuti della formazione
Il percorso formativo si articola in più fasi. Nel primo mese i candidati frequentano autoscuole convenzionate per complessive 130 ore di teoria e 10 ore di guida. Nei cinque mesi successivi la formazione prosegue presso il driver hub con oltre 450 ore di teoria e 65 ore di pratica erogate direttamente da istruttori aziendali.
Al superamento dell’esame e al conseguimento della patente D e della CQC, i partecipanti vengono assunti a tempo indeterminato. Le prime cinque settimane dopo l’assunzione sono dedicate a ulteriori 65 ore di formazione pratica sulla linea assegnata, che può essere in autobus, filobus o tram.
Il piano prevede anche misure economiche di supporto ai nuovi assunti, come contributi per i primi tre mesi di affitto e il rimborso dei costi per il conseguimento delle patenti, per ridurre gli ostacoli all’ingresso nel mondo del lavoro.
Contesto e motivazioni
La scelta di creare un centro di formazione interno risponde a esigenze multiple: affrontare la carenza strutturale di autisti in molte città, garantire continuità e qualità del servizio e contenere i costi legati al turnover e alla dipendenza da fornitori esterni per la formazione.
Per Atm la strategia rappresenta anche una leva per migliorare la reputazione come datore di lavoro e competere sul mercato nazionale del lavoro, attirando candidati che altrimenti potrebbero optare per realtà private o per imprese di trasporto in altre regioni.
Dal punto di vista amministrativo e sociale, investire nella formazione interna può contribuire a stabilizzare l’occupazione locale, ridurre i tempi di assestamento del personale e migliorare la gestione dei picchi di domanda del trasporto pubblico, aspetti rilevanti per la pianificazione urbana e la mobilità sostenibile.
Implicazioni per il mercato e per la città
Un programma strutturato di formazione e assunzione potrebbe diminuire la vulnerabilità del servizio ai problemi di reperimento del personale e migliorare l’affidabilità delle linee, con ricadute positive sull’attrattività economica di Milano e delle aree servite.
Per gli investitori e gli stakeholder del settore dei trasporti, la misura evidenzia come le aziende di servizi pubblici possano internalizzare competenze strategiche per contenere costi operativi a lungo termine e ridurre i rischi legati a interruzioni del servizio.
Infine, la replicabilità del modello in altre città italiane dipenderà dalla capacità delle amministrazioni locali di sostenere iniziative simili attraverso politiche di incentivazione, collaborazioni con enti formativi e misure abitative per i lavoratori in mobilità.
In sintesi
- L’investimento nella formazione interna riduce il rischio operativo per il servizio di trasporto urbano, migliorando la continuità e la qualità per i pendolari.
- Per gli investitori, la strategia mostra come risorse iniziali dedicate alla formazione possano tradursi in minori costi di turnover e maggiore efficienza gestionale sul medio-lungo periodo.
- La presenza di incentivi abitativi e il rimborso delle patenti facilitano il reclutamento territoriale e transnazionale, influenzando dinamiche salariali e del mercato del lavoro locale.
- La diffusione di modelli analoghi in altre città potrebbe richiedere una sinergia più stretta tra operatori del trasporto, istituzioni locali e organismi formativi per massimizzare l’impatto sociale ed economico.