Goldman Sachs, Wells Fargo e Morgan Stanley puntano sulla tokenizzazione come leva di crescita, non come minaccia

Wells Fargo sta già processando pagamenti transfrontalieri mediante depositi tokenizzati, con fondi che arrivano sui conti beneficiari in due minuti o meno, offrendo tempi di regolamento nettamente ridotti rispetto alle pratiche tradizionali.

Michael Santomassimo ha dichiarato:

“Questo è in produzione, tra l’altro, e finora il volume è ridotto.”

Secondo Santomassimo, la vera opportunità per Wells Fargo potrebbe essere di natura geografica: a differenza di alcuni concorrenti globali, la banca non dispone di una vasta rete di filiali internazionali, e i depositi tokenizzati potrebbero consentirle di acquisire più commissioni sui pagamenti transfrontalieri senza investire nella costruzione di una rete fisica.

La banca individua inoltre ulteriori impieghi per la tecnologia, tra cui i titoli tokenizzati, i beni reali tokenizzati e il trading di criptovalute per la clientela wealth. Santomassimo non ha fornito tempistiche su quando questi servizi potrebbero essere resi disponibili.

Contesto tecnologico e operativo

La tokenizzazione consiste nella rappresentazione digitale di un asset su una infrastruttura di registro distribuito, che può ridurre i tempi di regolamento e semplificare il passaggio di proprietà. Questo approccio può diminuire la dipendenza dalle relazioni di corrispondenza bancaria tradizionali e abbattere alcune barriere operative per i trasferimenti internazionali.

La prospettiva di Morgan Stanley

Per Morgan Stanley l’attenzione è meno sul semplice trasferimento di denaro e più sulle conseguenze dell’accelerazione nella mobilità degli asset: la possibilità di muovere investimenti con minori ritardi modifica dinamiche di liquidità e temporizzazione delle consulenze.

Sharon Yeshaya ha dichiarato:

“Il mondo tokenizzato significa che è più veloce e più facile spostare gli asset e avrete bisogno di consulenza.”

Yeshaya ha sottolineato come Morgan Stanley stia investendo nelle capacità digitali sia nell’area wealth management sia in quella dei titoli istituzionali. Non è stato annunciato alcun prodotto nuovo; la tokenizzazione è stata indicata come un’ulteriore opportunità da esplorare.

Rischi regolamentari e considerazioni per il mercato italiano

L’adozione su larga scala di soluzioni tokenizzate richiederà standard operativi, regole di vigilanza e adeguamenti normativi. Autorità come la Banca d’Italia e la Commissione Europea avranno un ruolo chiave nel definire requisiti di trasparenza, custodia e gestione del rischio di controparte, oltre a stabilire pratiche per la protezione dei risparmiatori.

Per gli operatori italiani la tokenizzazione presenta sia opportunità competitive — ad esempio nel fornire servizi di regolamento istantaneo e nuovi strumenti di investimento tokenizzati — sia sfide, tra cui investimenti in tecnologia, governance dei dati e gestione della sicurezza informatica.

Nel complesso, la capacità di offrire velocità nelle transazioni potrebbe diventare un fattore distintivo per le banche che non possono o non vogliono espandere rapidamente la propria presenza fisica all’estero, permettendo loro di competere su servizi e piattaforme digitali.

In sintesi

  • La diffusione dei depositi tokenizzati può comprimere i tempi di regolamento, riducendo il capitale bloccato nelle transazioni e migliorando l’efficienza della tesoreria per imprese e banche italiane.
  • Per gli investitori, la tokenizzazione apre la strada a nuove forme di liquidità e a strumenti frazionabili; ciò richiede però maggiore attenzione alla custodia digitale e alla valutazione del rischio tecnologico.
  • Le banche italiane potrebbero sfruttare piattaforme tokenizzate per offrire servizi transfrontalieri senza una grande rete fisica, ma dovranno investire in infrastrutture digitali e adeguamenti normativi per competere efficacemente.


Author: Tony
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