Banche potrebbero frenare la crescita degli stablecoin offrendo tassi più alti ai risparmiatori, secondo un rapporto della BIS
- 17 Ottobre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Un recente studio rafforza il dibattito sulle possibili ripercussioni dei stablecoin e di strumenti finanziari digitali sui depositi bancari e sul credito: alcuni dirigenti del settore avevano già lanciato ammonimenti sui rischi per la raccolta e la capacità di erogare prestiti.
Brian Moynihan, amministratore delegato di Bank of America, ha avvertito:
“Fino a 6.000 miliardi di dollari di depositi potrebbero spostarsi verso stablecoin e prodotti collegati che offrono rendimenti, riducendo potenzialmente la capacità di erogare prestiti e aumentando i costi di indebitamento.”
Contesto e meccanismi individuati
Lo studio mette in luce come l’impatto dipenda in larga parte dalle scelte degli emittenti su dove allocare le riserve collegate ai stablecoin. Un’analisi dello staff della Federal Reserve pubblicata a dicembre ha illustrato che il denaro destinato a questi strumenti può ritornare alle banche sotto forma di depositi degli emittenti, modificando così la composizione delle fonti di finanziamento bancarie anche quando il totale dei depositi rimane invariato.
In scenari con saldi più elevati e non garantiti, le banche potrebbero essere costrette a detenere una quota maggiore di attività liquide, riducendo lo spazio per prestiti a più lungo termine. Allo stesso tempo, la necessità di trattenere la clientela può indurre gli istituti a offrire tassi più alti sui depositi, aumentando i costi di funding complessivi.
Implicazioni per banche e mercato del credito
Secondo la ricerca, le banche potrebbero rispondere in modo selettivo, offrendo condizioni migliori ai correntisti ritenuti più propensi a migrare verso prodotti digitali ad alto rendimento, mantenendo al contempo condizioni più basse per depositanti meno mobili. Questa dinamica potrebbe accentuare la segmentazione della clientela e attenuare i margini su nuove operazioni di finanziamento.
L’analisi segnala inoltre che un maggiore ricorso a saldi non assicurati e fuori dal perimetro tradizionale di vigilanza può aumentare la volatilità della raccolta e la dipendenza da fonti di breve termine, con possibili effetti sui prezzi del credito per famiglie e imprese.
Limiti della ricerca e prospettive evolutive
Il documento della Banca dei Regolamenti Internazionali non dimostra in modo definitivo perdite generalizzate di depositi o riduzioni del credito: il campione analizzato si riferisce a un unico episodio di tassi elevati e i risultati potrebbero mutare con la diffusione di stablecoin che generano rendimento e di fondi monetari tokenizzati.
Gli autori della Banca dei Regolamenti Internazionali hanno scritto:
“Le banche mantengono una certa influenza sul ritmo di adozione tramite la determinazione dei tassi sui depositi.”
Rilevanza per il sistema finanziario italiano e quadro regolamentare
Per gli operatori italiani, la transizione verso strumenti digitali remunerati apre questioni operative e di regolamentazione. Banca d’Italia e Banca centrale europea monitorano l’evoluzione per valutare misure che tutelino la stabilità finanziaria e la tutela dei risparmiatori. Le autorità potrebbero richiedere maggiori requisiti di trasparenza sulle riserve degli emittenti e regole prudenziali per prodotti che svolgono funzioni analoghe ai depositi.
Dal punto di vista degli investitori e delle imprese italiane, una maggiore concorrenza sulla raccolta può tradursi in costi di finanziamento più elevati a breve termine, mentre i risparmi potrebbero spostarsi verso strumenti che offrono rendimenti più alti ma con profili di rischio differenti rispetto ai depositi tradizionali.
Considerazioni finali
La trasformazione della raccolta bancaria indotta dai prodotti digitali a rendimento richiederà un equilibrio tra innovazione, concorrenza e regole prudenziali. Le banche possono ancora influenzare il ritmo di adozione attraverso la politica dei tassi sui depositi, ma l’evoluzione tecnologica e la nascita di nuovi veicoli finanziari potrebbero richiedere interventi regolatori mirati per evitare rischi sistemici.
In sintesi
- Una maggiore diffusione di stablecoin remunerati potrebbe esercitare pressione sulla raccolta bancaria tradizionale, spingendo le banche italiane ad aumentare i tassi per trattenere i depositi e comprimendo i margini sul credito.
- L’eventuale spostamento di grandi volumi verso strumenti digitali può richiedere agli istituti di detenere più attività liquide, riducendo la capacità di erogare prestiti a lungo termine e influenzando investimenti aziendali e mutui per le famiglie.
- Per gli investitori italiani, la scelta tra rendimento e sicurezza diventerà più centrale: prodotti tokenizzati possono offrire opportunità, ma aumentano il grado di attenzione necessario su trasparenza delle riserve e rischi di controparte.
- Il quadro regolatorio europeo e nazionale sarà determinante: misure di trasparenza e requisiti prudenziali calibrati potranno mitigare i rischi sistemici senza soffocare l’innovazione finanziaria.