Comitati d’azione politica legati alle criptovalute investono 52 milioni di dollari per contrastare Sherrod Brown in Ohio
- 17 Ottobre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Fairshake e le sue affiliate, finanziate in larga parte da Coinbase e Ripple Labs, hanno aumentato le spese inizialmente annunciate di oltre il 50% in quella che potrebbe rivelarsi una sfida cruciale per il controllo del Congresso nel 2026.
Secondo documenti depositati giovedì presso la Federal Election Commission (FEC), l’affiliata di Fairshake denominata Defend American Jobs ha speso 46,6 milioni di dollari in comunicazioni media volte a contrastare il ritorno in Senato dell’ex parlamentare Sherrod Brown e a sostenere il repubblicano Jon Husted nella corsa al Senato per le elezioni di medio termine del 2026 nello stato dell’Ohio.
Questa cifra rappresenta un incremento netto rispetto alla somma da 30 milioni di dollari che Fairshake aveva indicato in settembre come spesa prevista per opporsi al ritorno di Brown in Senato.
Sherrod Brown ha dichiarato:
“Ho passato la mia carriera a contrastare Wall Street, le grandi industrie farmaceutiche, i colossi del petrolio e in molti casi ho ottenuto risultati.”
“Jon Husted è il loro uomo […] Sanno che è il loro candidato, sanno che io lo chiamerò a rispondere e credo sia una tempesta perfetta, per questo spendono letteralmente decine e decine di milioni di dollari.”
Con circa tre settimane alle elezioni statunitensi, le votazioni anticipate in Ohio sono già in corso da dieci giorni. Non è stata però soltanto l’affiliata di Fairshake a intensificare gli investimenti pubblicitari: il Digital Freedom Fund, Super PAC creato dai cofondatori di Gemini, Tyler e Cameron Winklevoss, ha dichiarato di aver speso circa 3 milioni di dollari questa settimana per contrastare Brown e sostenere Husted, portando così gli acquisti media del gruppo nella gara in Ohio a oltre 5,9 milioni di dollari.
Le spese di Fairshake superano già quelle del 2024, quando il PAC aveva investito 41 milioni di dollari per sostenere il repubblicano Bernie Moreno e contrastare la rielezione di Brown. All’epoca il senatore democratico presiedeva la Commissione bancaria del Senato ed era una delle voci più critiche nei confronti delle normative favorevoli all’industria delle criptovalute.
Oltre all’impegno in Ohio, Defend American Jobs ha segnalato spese per oltre 6,7 milioni di dollari per opporsi al candidato indipendente Dan Osborn nella corsa al Senato nel Nebraska. Osborn sfida il repubblicano Pete Ricketts, il quale in passato ha votato a favore di provvedimenti come il Digital Asset Market Clarity Act e il Guiding and Establishing National Innovation for US Stablecoins Act.
Non sono arrivate repliche immediate dalle campagne dei candidati menzionati.
Come potrebbero le elezioni del 2026 influenzare le norme sulle criptovalute negli Stati Uniti
Fairshake ha dichiarato pubblicamente l’intento di sostenere candidati filo-crypto nel 2026 con l’obiettivo di riempire la prossima sessione del Congresso di legislatori favorevoli alle politiche richieste dall’industria. A gennaio il PAC ha comunicato di avere in cassa circa 193 milioni di dollari in vista delle elezioni.
Oltre ai PAC come Fairshake e il Digital Freedom Fund, altri comitati legati al settore hanno già incrementato la loro attività: il comitato Fellowship, sostenuto da Cantor Fitzgerald e Anchorage Digital, ha riportato spese superiori a 11 milioni di dollari tra agosto 2025 e agosto 2026, prevalentemente per sostenere candidati alla Camera e al Senato.
L’intenzione di gruppi finanziati dall’industria crypto è chiara: influenzare composizione e agenda legislativa per ottenere regole più favorevoli su temi chiave come la definizione giuridica degli asset digitali, la supervisione delle stablecoin, la competenza regolatoria tra SEC e CFTC, nonché questioni fiscali e di accesso ai servizi bancari per le società del settore.
Per gli osservatori europei e per gli investitori italiani, l’esito delle elezioni USA può avere effetti indiretti ma significativi: decisioni favorevoli al settore negli Stati Uniti potrebbero accelerare l’adozione istituzionale delle criptovalute, influenzare la liquidità dei mercati e condizionare l’orientamento regolamentare a livello internazionale, mentre un clima normativo più restrittivo oltreoceano potrebbe rallentare investimenti e innovazione.
Infine, la crescente spesa politica da parte di attori del mondo crypto sottolinea quanto il settore consideri strategico il processo legislativo: più candidati e comitati coinvolti significano una competizione per indirizzare regole che definiranno, per anni, i confini operativi e la stabilità del mercato delle valute digitali.
In sintesi
- L’aumento delle spese elettorali da parte di PAC legati al mondo delle criptovalute indica che il settore mira a ottenere un quadro normativo favorevole che possa ridurre l’incertezza normativa e migliorare l’accesso ai mercati per gli operatori.
- Per gli investitori italiani, una vittoria dei candidati sostenuti dall’industria crypto negli USA potrebbe tradursi in maggiore appetito istituzionale e in un possibile rialzo della liquidità sui mercati digitali, ma aumenta anche il rischio di volatilità legata a cambiamenti regolatori internazionali.
- Le manovre finanziarie in vista del 2026 evidenziano come le scelte politiche statunitensi siano un fattore sistemico per il settore fintech globale: un esito favorevole potrebbe accelerare sinergie normative tra Stati Uniti ed Europa, mentre un risultato opposto potrebbe spingere a un rafforzamento delle misure precauzionali a livello continentale.