Ecco perché il Patto verde non convince più l’Europa
- 19 Settembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Per anni, Unione europea è stata un modello di riferimento nel campo ambientale. Tuttavia, attualmente diversi aspetti del Patto Verde risultano controversi e oggetto di revisioni continue. Nel corso della riunione di ieri a Bruxelles, i ministri dell’Ambiente hanno deciso di rimandare ai capi di Stato e di governo la decisione definitiva riguardo all’obiettivo di riduzione delle emissioni inquinanti per il 2040. Nel frattempo, è stata approvata una dichiarazione d’intenti che si concentra sull’anno 2035.
Prima della pausa estiva, la Commissione europea aveva proposto un traguardo ambizioso: una riduzione del 90% delle emissioni rispetto ai livelli del 1990 entro il 2040, con l’obiettivo finale di raggiungere la neutralità climatica nel 2050. In quella proposta erano stati inclusi meccanismi di flessibilità, tuttavia questi elementi non si sono rivelati sufficienti per mettere d’accordo tutti i membri dell’Unione. Nelle ultime settimane, infatti, i Ventisette non sono riusciti a trovare un compromesso condiviso.
Ieri, durante i lavori ministeriali, è stata quindi sancita solo una lettera d’intenti che fa riferimento all’obiettivo per il 2035. La dichiarazione, lunga due pagine, definisce una forbice per la riduzione delle emissioni compresa tra il -66,25% e il -72,50% rispetto ai valori registrati nel 1990. Tale parametro verrà affinato nel tempo. L’intento principale è quello di presentarsi con proposte concrete ai due summit internazionali in programma nelle prossime settimane: uno a New York a fine mese e l’altro in Brasile a novembre.
Lars Aagaard, ministro danese dell’Ambiente e presidente della riunione, ha illustrato in conferenza stampa:
«Rimaniamo uniti. Vogliamo rappresentare un fronte unico e chiaro alle Nazioni Unite. L’accordo raggiunto oggi dimostra la volontà dell’Unione europea e dei suoi Stati membri di identificare soluzioni condivise e di promuovere un’azione globale per il clima.»
Il commissario europeo all’Ambiente, Wopke Hoekstra, ha definito la strategia ancora «ambiziosa», pur riconoscendo le difficoltà nell’ottenere un consenso unanime. Questa posizione sottolinea la complessità della questione climatica a livello europeo, che richiede compromessi tra visioni politiche differenti e interessi nazionali variegati.
Contesto e proiezioni future
L’Unione europea ha storicamente rappresentato un attore fondamentale nella lotta ai cambiamenti climatici, stabilendo standard rigorosi e promuovendo politiche ambientali innovative. Il Patto Verde europeo, lanciato con l’ambizione di trasformare l’economia europea in una più sostenibile, ha influenzato significativamente le strategie energetiche e le normative ambientali degli Stati membri.
Tuttavia, la crescente necessità di conciliare la tutela climatica con le esigenze economiche e sociali ha generato tensioni interne. La sfida principale è trovare un equilibrio tra urgenti obiettivi di riduzione delle emissioni e la gestione realistica delle risorse e delle modalità di sviluppo industriale. Il rinvio della decisione sul 2040 riflette proprio questa complessità e il bisogno di un dialogo più approfondito tra i Paesi.
In vista dei prossimi summit, è fondamentale che Europa si presenti con posizioni chiare e unite per mantenere un ruolo influente nelle discussioni globali sul clima e per stimolare una cooperazione internazionale più incisiva.